{"id":21116,"date":"2017-01-06T21:19:11","date_gmt":"2017-01-06T20:19:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21116"},"modified":"2017-01-06T21:19:11","modified_gmt":"2017-01-06T20:19:11","slug":"il-campaccio-di-sara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/01\/06\/il-campaccio-di-sara\/","title":{"rendered":"Il Campaccio di Sara"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/sara.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-21117\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/sara-240x300.jpg\" alt=\"sara\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/sara-240x300.jpg 240w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/sara.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>L&#8217;edizione numero sessanta del Campaccio che si \u00e8 corsa come sempre oggi, giorno dell Befana a San Giorgio su Legnano \u00e8, per i nostri colori, quella di <strong>Sara Dossena<\/strong>. Non ha vinto, \u00e8 arrivata settima prima tra le azzurre dietro<strong> Hellen Obiri<\/strong>, \u00a0argento nei 5000 alle Olimpiadi di Rio e campionessa mondiale nei 3000 indoor, che con 18\u201932\u201d ha firmato il nuovo primato della gara e dietro \u00a0a <strong>Faith Chepyegon<\/strong>, oro olimpico nei 1500 metri a Rio 2016, \u00a0e<strong>\u00a0Agnes Tirop<\/strong> \u00a0che in \u00a0 18\u201936\u201d e \u00a018\u201956\u201d hanno completato il podio. La Dossena ha finito in 20\u201933\u201d. Ma non \u00e8 il crono a dire che la sua \u00e8 stata una gran gara, \u00a0corsa ad altissimo livello come si corre un cross del valore assoluto del Campaccio. \u00a0<strong>Sara Dossena<\/strong>\u00a0 la corsa ce l&#8217;ha nel dna, le viene naturale, facile, ha un&#8217;armonia che non \u00e8 solo un gesto atletico. Che negli ultimi anni tra l&#8217;altro ha dovuto un po&#8217; anche modificare mettendosi a studiare da triatleta. Difende infatti da alcune stagioni i colori del <strong>Raschiani triathlon pavese<\/strong> e divide la sua corsa tra nuoto e bicicletta pagando, forse, anche \u00a0dazio in una disciplina come il cross che a questi livelli non pu\u00f2 che non richiedere dedizione totale. Non \u00e8 un dettaglio. Ma la sua corsa resta al top, negli anni passati l&#8217;ha portata a vestire spesso\u00a0con ottimi risultati la maglia azzurra della nazionale di atletica in molte specialit\u00e0 del mezzofondo, \u00a0ora fa la differenza nel triathlon dove \u00e8 ancora costretta ad inseguire nel nuoto e nella bici. Per\u00f2 pochi mesi fa, in Sardegna nel<strong> 70.3 del Forte Village,<\/strong> ha messo dietro tutti. \u00a0Ventuno chilometri volati via in un&#8217;ora e 16 minuti recuperando posizioni su posizioni , polverizzando un ritardo che l&#8217;aveva vista arrivare \u00a0al termine della frazione in bici con una dozzina di minuti di distacco. Le rivali non hanno avuto scampo. Non hanno avuto scampo \u00a0la belga Tine Deckers \u00a0che pensava di essere al sicuro e \u00a0la\u00a0 danese Michelle Vesterby che si \u00e8 dovuta accontare della terza posizione sul podio. \u00a0Vederla correre in Sardegna \u00e8 stato uno spettacolo per i tanti tifosi al bordo delle transenne ma anche per chi quella gara la correva e l&#8217;ha vista sfrecciare leggera come un soffio. Cos\u00ec come oggi a Legnano. Dove il cross ha fatto la storia e hanno corso le grandi azzurre di sempre come <strong>Gabriella Dorio<\/strong> e<strong> Paola Pigni.<\/strong>\u00a0 Oggi \u00e8 stato il giorno di Sara: &#8220;Questo cross \u00e8 sempre magico- racconta sul suo profilo Facebook &#8211; \u00a0e gareggiare con campionesse olimpiche \u00e8 qualcosa di unic<span class=\"text_exposed_show\">o. Non esistono parole per descrivere quello che si prova. Un&#8217;emozione \u00a0che ti porti dentro e ti spinge a continuare nonostante le mille difficolt\u00e0 di tutti i giorni perche&#8217; ne vale sempre \u00a0veramente la pena&#8230;&#8221;. \u00a0<\/span>Tra gli uomini \u00a0il campione di giornata \u00e8 stato l\u2019etiope <strong>Muktar Edris<\/strong> che qui aveva gi\u00e0 vinto nel 2013 e che ha tagliato il traguardo dei cinque giri (10km) in 28\u201954\u201d. \u00a0Un&#8217;impresa la sua, \u00a0visto che ha battuto in volata niente meno che <strong>Imane Merga<\/strong>, campione del mondo di cross 2011 e vincente al Campaccio l\u2019anno scorso e <strong>\u00a0Jairus Birech<\/strong>, distanziato di un nulla. \u00a0Corse stellari, mondiali, olimpiche e vincenti. E un po&#8217; ( un bel po&#8217;) anche una corsa azzurra. Da crossista e da triatleta che, quando si ha classe, poco cambia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;edizione numero sessanta del Campaccio che si \u00e8 corsa come sempre oggi, giorno dell Befana a San Giorgio su Legnano \u00e8, per i nostri colori, quella di Sara Dossena. Non ha vinto, \u00e8 arrivata settima prima tra le azzurre dietro Hellen Obiri, \u00a0argento nei 5000 alle Olimpiadi di Rio e campionessa mondiale nei 3000 indoor, che con 18\u201932\u201d ha firmato il nuovo primato della gara e dietro \u00a0a Faith Chepyegon, oro olimpico nei 1500 metri a Rio 2016, \u00a0e\u00a0Agnes Tirop \u00a0che in \u00a0 18\u201936\u201d e \u00a018\u201956\u201d hanno completato il podio. La Dossena ha finito in 20\u201933\u201d. 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