{"id":21269,"date":"2017-01-27T22:53:47","date_gmt":"2017-01-27T21:53:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21269"},"modified":"2017-01-28T08:56:28","modified_gmt":"2017-01-28T07:56:28","slug":"elisa-il-mondiale-in-un-sorriso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/01\/27\/elisa-il-mondiale-in-un-sorriso\/","title":{"rendered":"Elisa, il mondiale della &#8220;maturit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"desc-article\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/balsamo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-21271\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/balsamo-200x300.jpg\" alt=\"balsamo\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/balsamo-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/balsamo-683x1024.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/01\/balsamo.jpg 834w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Alla fine di una versione di greco o di latino i conti tornano. Altro che lingue morte. Le frasi sono come un mosaico da ricomporre, pezzi da rimettere insieme in un ordine logico, esatto, quasi sempre perfetto. Perfetto come una volata in bicicletta, come una medaglia d&#8217;oro, come il sorriso fresco di una studentessa che ha fatto il classico e che a 18 \u00a0anni ha gi\u00e0 vinto un paio di mondiali e un paio di Europei. <strong>Elisa Balsamo,\u00a0<\/strong>\u00a0poche sere fa \u00e8 salita sul palco del teatro Dal Verme a Milano per ritirare il premio Brera. Non un premio qualunque, ma con una storia che solitamente viene dato a chi ha storie da raccontare. Un premio meritato. Perch\u00e8 nel Mondiale juniores di Doha, questa ragazza \u00a0che studia, pedala e trova anche il tempo di suonare il pianoforte al Conservatorio dopo 74,5 km di corsa ha messo dietro tutte partendo come un missile sul rettilineo finale, mentre era in testa al trenino italiano con <strong>Lisa Morzenti e Chiara Consonni.<\/strong> \u00a0Schizzata via verso il traguardo dell&#8217;isola artificiale The Pearl \u00a0che ha tagliato a mani alzate davanti alla statunitense Skylar Schneider e alla norvegese Susanne Andersen chiudendo il cerchio di un&#8217;avventura che da quest&#8217;anno continuer\u00e0 nel ciclismo che conta. Cos\u00ec mentre sul palco del dal Verme scorrevano le immagini di un vittoria bella e netta, non le \u00e8 riuscito di trattenere un sorriso. Ma un sorriso sincero, non di quelli che sanno di sberleffo, spocchiosi, pieni di s\u00e8. Un sorriso vero di chi forse teme anche un po&#8217; d&#8217;averla fatta grossa, di essere in un posto dove forse si sente fuoriposto. L&#8217;abito da sera al posto del body, un paio di scarpe rosse col tacco anzich\u00e8 quelle a sgancio rapido, gli occhiali e i capelli elegantemente raccolti. Punto a capo e si riparte. Da una vittoria, da una mondiale, da un premio. Sarebbe stato contentissimo anche <strong>Gianni Brera.<\/strong> \u00a0Il prossimo anno si fa ancora di pi\u00f9 sul serio. Ma da una che in ritiro i mondiali si \u00e8 portata i libri di greco perch\u00e8 doveva studiare per la maturit\u00e0 c&#8217;\u00e8 da aspettarsi di tutto&#8230;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Alla fine di una versione di greco o di latino i conti tornano. Altro che lingue morte. Le frasi sono come un mosaico da ricomporre, pezzi da rimettere insieme in un ordine logico, esatto, quasi sempre perfetto. 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