{"id":21346,"date":"2017-02-09T19:09:26","date_gmt":"2017-02-09T18:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21346"},"modified":"2017-02-09T19:13:32","modified_gmt":"2017-02-09T18:13:32","slug":"colnago-le-quel-che-le","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/02\/09\/colnago-le-quel-che-le\/","title":{"rendered":"Colnago: &#8220;L&#8217;\u00e8 quel che l&#8217;\u00e8..&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/02\/unnamed-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-21347\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/02\/unnamed-11-225x300.jpg\" alt=\"unnamed (11)\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/02\/unnamed-11-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/02\/unnamed-11.jpg 676w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\u00abL\u2019\u00e8 quel che l\u2019\u00e8&#8230;\u00bb<strong> Ernesto Colnago<\/strong> quando vuole farsi capire parla in brianzolo. E \u00abQuel che l\u2019\u00e8 ..\u00bb \u00e8 un bell\u2019intercalare che vuol dire tutto. Un po\u2019 come <strong>Enzo Ferrari<\/strong> a Maranello con il modenese quando c\u2019era da serrare i ranghi. Grandi uomini e grandi imprenditori, antichi e moderni. Stessa pasta. E negli 85 anni festeggiati \u00a0alle Officine del Volo in via Mecenate a Milano, c\u2019\u00e8 tutta l\u2019imprenditorialit\u00e0 \u00abfamiliare\u00bb di un \u00abbiciclettaio\u00bb, come dice lui, che \u00e8 diventato il simbolo della buona impresa italiana e che \u00e8 rimasto tra i pochi a difenderla. Colnago ha fatto la storia del ciclismo ma anche del nostro Paese. Che si pu\u00f2 raccontare con i nomi e con le vittorie. <strong>Magni, Nencini, Adorni, Dancelli, Mercks, Motta, Saronni, Battaglin, Baronchelli, Argentini, Ballerini, Tafi, Bettini, Freire, Savoldelli.<\/strong> Non si finisce pi\u00f9. E a salutarlo, a salutare la sua storia che continua, c\u2019erano un po\u2019 tutti. Anche chi con lui non ha mai pedalato perch\u00e8 le strade non si sono mai unite come<strong> Gimondi<\/strong> o <strong>Moser<\/strong> o perch\u00e8 ha fatto altri mestieri come <strong>Fabio Capello o Don Mazzi<\/strong>, da sempre al suo fianco. Un viaggio nel tempo, raccontato da <strong>Marino Bartoletti<\/strong> che da Sanremo, dove in questi giorni vanno un po\u2019 tutti, \u00e8 tornato indietro per presentare un festival di ciclismo. Musica anche questa. Una storia e una nuova bici. Una storia e una grande torta da tagliare con la sua famiglia, con sua moglie Vincenzina: \u00abPer lei ho firmato la prima cambiale da 20mila lire- ha raccontato Colnago- Per comprare una moto che durante la settimana usavo per portare ruote e telai e la domenica, dopo averci rimesso la sella, usavo per portarla a spasso&#8230;\u00bb. Un amore infinito. Come quello per la bici. Passione, intuito, imprenditorialit\u00e0 brianzola. \u00abArtigiano e imprenditore ma soprattutto un uomo che si \u00e8 fatto da s\u00e8- ha spiegato <strong>Luca Cordero di Montezemolo<\/strong> che con Colnago ha condiviso la prima bici in carbonio progettata con Enzo Ferrari- Il suo patrimonio sono le donne e uomini che lavorano in azienda, il legame familiare, la capacit\u00e0 di fare le grandi cose con semplicit\u00e0. Con lui abbiamo fatto pedalare Michael Schumacher e Fernando Alonso&#8230;\u00bb. Da un presidente di Confindustria a un altro. A <strong>Giorgio Squinzi<\/strong> che con la Mapei in nove anni ha scritto a storia del ciclismo: \u00ab\u00c9 un incantatore di serpenti, gli devo tutto- ha detto il presidente- Se per otto anni siamo stati la squadra pi\u00f9 forte al mondo il merito \u00e8 suo, delle sue conoscenze, delle sue invenzioni, dei suoi contatti. La mia riconoscenza \u00e8 infinita\u00bb. E poi i ricordi: \u00abQuando con <strong>Ballerini<\/strong> vincemmo la Roubaix- racconta Squinzi- esordimmo con la prima bici in carbonio. Telefonai a Colnago di notte per chiedergli se era sicuro che sul pav\u00e8 non si rompesse in due. Rimase sveglio a rifare calcoli e prove&#8230;\u00bb. Ottantacinque candeline, coppe, trofei, titoli, record, il cavalierato del lavoro e ora anche il distintivo d\u2019oro delle Federazione : \u00abIl riconoscimento pi\u00f9 ambito- ha spiegato il presidente Renato Di Rocco- Per tutto ci\u00f2 che di fantastico ha fatto per il ciclismo&#8230;\u00bb. Che a sentire Colnago non \u00e8 che sia poi chiss\u00e0 che cosa: \u00abL\u2019\u00e8 quel che l\u2019\u00e8&#8230;\u00bb. Come sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abL\u2019\u00e8 quel che l\u2019\u00e8&#8230;\u00bb Ernesto Colnago quando vuole farsi capire parla in brianzolo. E \u00abQuel che l\u2019\u00e8 ..\u00bb \u00e8 un bell\u2019intercalare che vuol dire tutto. 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