{"id":21434,"date":"2017-02-27T17:36:20","date_gmt":"2017-02-27T16:36:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21434"},"modified":"2017-02-27T17:36:20","modified_gmt":"2017-02-27T16:36:20","slug":"smog-il-bluff-del-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/02\/27\/smog-il-bluff-del-comune\/","title":{"rendered":"Smog, il bluff del Comune"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/02\/smog.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-21435\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/02\/smog-300x225.jpg\" alt=\"smog\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/02\/smog-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/02\/smog.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lo scorso anno solo un italiano su dieci \u00e8 andato a lavorare a piedi. Eppure il 41% dichiara di metterci meno di 15 minuti, quindi non si tratta di lunghe distanze. Il 69% degli italiani va al lavoro in automobile, come conducente e un altro 6% come passeggero. A queste scelte si aggiunge poi chi preferisce i mezzi di trasporto pubblici come metropolitana o tram dove ci sono oppure pullman e autobus, oppure raggiunge l&#8217;ufficio in motorino o in bicicletta. Queste due ultime soluzioni sono scelte dal 4% degli italiani. Sono dati Istat e non si scappa. Cos\u00ec come non si scappa da smog e polveri sottili che, se non piove, a Milano ma un po&#8217; in tutta la Pianura Padana schizzano nei mesi invernali abbondantemente sopra i valori di legge. Certo non \u00e8 solo colpa delle auto, anzi. Se tra i responsabili dell&#8217;inquinamento da Pm10 c&#8217;\u00e8 infatti il traffico urbano visto che i trasporti stradali producono la met\u00e0 circa degli ossidi di azoto, del monossido di carbonio e del benzene presenti nell&#8217;aria delle citt\u00e0, per gli ossidi di zolfo, invece, la fonte primaria \u00e8 il settore industriale, e soprattutto la produzione di energia, cui si devono i 3\/4 del totale delle emissioni. Ci\u00f2 detto la direzione per cercare di migliorare la qualit\u00e0 dell&#8217;aria che si respira dovrebbe essere quasi obbligata. E cio\u00e8 mettere a norma caldaie e impianti di riscaldamento industriali utilizzando tecnologie che oggi permettono di ridurre drasticamente i veleni e cambiare passo nelle politiche della mobilit\u00e0 sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro, l&#8217;uso dei mezzi pubblici e la mobilit\u00e0 nuova. Ma si deve purtroppo continuare ad usare il condizionale perch\u00e8, al di l\u00e0 dei proclami, non sembra che le scelte vadano infatti in questa direzione. Pochi giorni fa infatti il governo <strong>Gentiloni<\/strong> ha annunciato un taglio di 23 milioni di euro al trasporto pubblico locale della Lombardia. Come spiega il Pirellone infatti lo scorso anno il Fondo nazionale del trasporto valeva 4.925 milioni di euro e di questi, 854 erano stati trasferiti alla Lombardia. Per il 2017, invece, il fondo nazionale sar\u00e0 di 4.790 milioni di euro (quindi 135 milioni in meno) e alla mobilit\u00e0 lombarda ne saranno destinati 831, cio\u00e8 23 in meno rispetto allo scorso anno. L&#8217;assessore regionale alle Infrastrutture e mobilit\u00e0 del Pirellone <strong>Alessandro Sorte,<\/strong> senza giri di parole , lo ha definito \u00abun colpo mortale\u00bb specificando che questa sforbiciata andr\u00e0 a colpire anzitutto pendolari e studenti: \u00abL&#8217;anno scorso &#8211; ha spiegato &#8211; con un vero e proprio miracolo siamo riusciti a recuperare dal nostro bilancio quasi 30 milioni di euro. Fondi che ci hanno consentito di non far collassare il sistema senza tagliare le corse. Quest&#8217;anno \u00e8 praticamente impossibile fare lo stesso&#8230;\u00bb. E i conti in questo caso si fanno in fretta, senza bisogno di dare delle cifre: meno treni e meno bus in circolazione significano automaticamente pi\u00f9 traffico privato. Ma non va meglio a Milano dove ieri, per troppo smog, \u00e8 scattato l&#8217;ennesimo ( inutile) blocco dei motori diesel di vecchia generazione che ormai sono sempre meno. Area C, \u00e8 chiaro, non \u00e8 una misura antismog, serve solo a fare cassa e la prova \u00e8 che nella nuova versione scattata poche settimane fa il pagamento del ticket \u00e8 stato esteso anche alle auto a gpl e metano che non inquinano e sulle quali in molti avevano investito per sfuggire ( come promesso da Palazzo marino) a divieti e gabelle. Ma non \u00e8 la sola contraddizione che tradisce una politica ambientale incerta. Ci si batte per una mobilit\u00e0 sostenibile e condivisa poi per\u00f2 quando \u00e8 il momento di sostenerla davvero si va in direzione opposta. E&#8217; scattato ieri infatti il piano di \u00abrimodulazione\u00bb degli orari del servizio Atm. Un modo pi\u00f9 sibillino per dire che in sostanza venti linee di bus e otto di tram saranno ridimensionate con attese alle fermate che nei giorni festivi aumenteranno mediamente di 4 minuti. Ma non \u00e8 finita. Questi tagli si aggiungono alla soppressione di alcune linee notturne ai tagli sulle metropolitane partiti la scorsa settimana che hanno allungato i tempi di attesa dei treni pi\u00f9 o meno di due minuti. Scelte \u00abschizofreniche\u00bb dicono consiglieri dell&#8217;opposizione come l&#8217;azzurro<strong> Fabrizio de Pasquale<\/strong> o come il capogruppo di Fdi in Regione <strong>Riccardo De Corato.<\/strong> Ma non \u00e8 una polemica dis chieramento perch\u00e8 sulle stesse posizioni \u00e8 anche <strong>Carlo Monguzzi<\/strong> consigliere Pd e presidente della Commissione traffico: \u00ab\u00c9 tutto bizzarro spiega- Chiediamo di usare i mezzi pubblici e poi li tagliamo. Perch\u00e9 alla fine un minitaglio, pi\u00f9 un mini pi\u00f9 mini pi\u00f9 mini, diventa un maxitaglio&#8230;\u00bb. E nulla cambia. E invece se non si vuole continuare all&#8217;infinito di ememrgenza in emergenza qualcosa deve cambiare. C&#8217;\u00e8 una mobilit\u00e0 pubblica che deve essere potenziata e diventare pi\u00f9 efficiente e c&#8217;\u00e8 una mobilit\u00e0 privata a motore che deve fare un esame di coscienza. \u00c8 davvero cos\u00ec necessario accompagnare tutte le mattine i figli scuola in auto? \u00c8 davvero cos\u00ec indispensabile andare a far compere e posteggiare in seconda fila? Non si pu\u00f2 fare a meno di usare l&#8217;auto la sera per andare a bere una birra sui Navigli? Ma deve essere ripensato anche il lavoro che, oggi come oggi, \u00e8 tutto un via vai di furgoni e furgoncini. \u00c8 davvero cos\u00ec indispensabile che le merci vengano consegnate pi\u00f9 o meno negli stessi orari in cui aprono scuole e uffici? Ed \u00e8 davvero necessario che ogni ditta, porti le proprie merci a destinazione? Non si potrebbero, ad esempio, consegnare magari di notte, magari utilizzando una centrale di smistamento fuori citt\u00e0 che utilizzi mezzi elettrici o magari usando le metropolitane? Ipotesi o forse utopie. Per\u00f2 mai si comincia mai si fa. Altrimenti tra 10 anni saremo qui a ancora a discutere se fermare o no i vecchi diesel.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo scorso anno solo un italiano su dieci \u00e8 andato a lavorare a piedi. Eppure il 41% dichiara di metterci meno di 15 minuti, quindi non si tratta di lunghe distanze. Il 69% degli italiani va al lavoro in automobile, come conducente e un altro 6% come passeggero. A queste scelte si aggiunge poi chi preferisce i mezzi di trasporto pubblici come metropolitana o tram dove ci sono oppure pullman e autobus, oppure raggiunge l&#8217;ufficio in motorino o in bicicletta. Queste due ultime soluzioni sono scelte dal 4% degli italiani. Sono dati Istat e non si scappa. 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