{"id":215,"date":"2010-04-02T14:52:13","date_gmt":"2010-04-02T13:52:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/04\/02\/chi-si-dopa-ora-finalmente-paga\/"},"modified":"2010-04-02T14:52:13","modified_gmt":"2010-04-02T13:52:13","slug":"chi-si-dopa-ora-finalmente-paga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/04\/02\/chi-si-dopa-ora-finalmente-paga\/","title":{"rendered":"Chi si dopa ora ( finalmente) paga"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:liqui.jpg,full,alignleft]Chi rompe paga&#8230;quando da piccoli si giocava a pallone nel cortiletto di casa era la frase di rito prima di cominciare. Vetri, finestre, vasi e qualsiasi altra cosa si trovasse sulla linea di attraversamento delle nostre bordate poteva considerarsi ad altissimo rischio, quindi meglio chiarire subito cosa sarebbe successo in caso di disastro. Considerato che il doping, per lo sport in generale e per il\u00a0ciclismo nel caso specifico, \u00e8 il maggior disastro che si possa immaginare, la sentenza firmata Collegio Arbitrale della FCI credo possa diventare una pietra miliare nella lotta a questa piaga. Il caso\u00a0 \u00e8 quello della Liquigas Sport contro il suo corridore spagnolo Manuel Beltr\u00e0n trovato positivo all&#8217;Epo l&#8217;11 luglio di due anni fa dopo la prima tappa del Tour de France.\u00a0Beltr\u00e0n, gi\u00e0 sospeso dalla federazione ciclistica francese per due anni, ora \u00e8 stato anche condannato dai giudici a pagare un risarcimento di 100mila euro alla Liquigas per il danno di immagine che le ha arrecato. Non era mai successo ed \u00e8 una piccola rivoluzione. Perch\u00e8 se i ciclisti incassano con una certa nonchalance le varie condanne di sospensione dopo i casi di doping, c&#8217;\u00e8 da giurarci che ora le condanne a risarcire non li lasceranno indifferenti. Come diceva\u00a0 mia nonna nessuno \u00e8 felice quando si tratta\u00a0di metter mano al portafogli.\u00a0 \u00abSiamo molto soddisfatti per questa decisione -afferma il presidente di Liquigas Sport Paolo Dal Lago- che riconosce la nostra societ\u00e0 come vittima dell\u2019incoscienza e dell\u2019irresponsabilit\u00e0 di un\u2019atleta. La decisione di intentare causa contro Beltr\u00e0n, con tutti\u00a0 gli oneri del caso, \u00e8 nata innanzitutto dalla volont\u00e0 di lanciare un segnale forte contro coloro che distruggono il ciclismo. Liquigas Sport ha sempre sostenuto una ferrea disciplina interna nei confronti del doping e questa azione lo dimostra. Siamo altres\u00ec convinti che\u00a0 sia un evento storico per tutto il mondo del ciclismo, oltre che un precedente importante nell\u2019annosa battaglia per tutelare l\u2019etica sportiva\u00bb. Questa sentenza \u00e8 un altro bel segnale al doping. Ma non il solo. Va\u00a0 ricordato infatti che in questo senso va anche l&#8217;articolo 326 del regolamento Uci che obbliga l&#8217;atleta trovato positivo a versare a un fondo per la lotta al doping il 70 per\u00a0cento dello stipendio lordo dichiarato per quella stagione.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:liqui.jpg,full,alignleft]Chi rompe paga&#8230;quando da piccoli si giocava a pallone nel cortiletto di casa era la frase di rito prima di cominciare. Vetri, finestre, vasi e qualsiasi altra cosa si trovasse sulla linea di attraversamento delle nostre bordate poteva considerarsi ad altissimo rischio, quindi meglio chiarire subito cosa sarebbe successo in caso di disastro. Considerato che il doping, per lo sport in generale e per il\u00a0ciclismo nel caso specifico, \u00e8 il maggior disastro che si possa immaginare, la sentenza firmata Collegio Arbitrale della FCI credo possa diventare una pietra miliare nella lotta a questa piaga. 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