{"id":21504,"date":"2017-03-06T19:31:24","date_gmt":"2017-03-06T18:31:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21504"},"modified":"2017-03-06T19:31:24","modified_gmt":"2017-03-06T18:31:24","slug":"treni-e-bici-lento-viaggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/03\/06\/treni-e-bici-lento-viaggiare\/","title":{"rendered":"Treni e bici, lento viaggiare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/03\/treni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-21506\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/03\/treni-225x300.jpg\" alt=\"treni\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/03\/treni-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/03\/treni.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Si parte da Macerata. O forse \u00e8 meglio dire si riparte, perch\u00e9 da queste parti purtroppo ora i verbi si coniugano cos\u00ec. Vale per tutto anche per treni e ferrovie dimenticate su cui per\u00f2, com\u2019era successo anni fa all\u2019Aquila dopo il sisma, viaggiano aiuti e soccorsi della Protezione civile. Rami secchi per modo di dire. Rami secchi che per\u00f2 arrivano quasi ovunque e che in questi ultimi anni rivivono con una vocazione turistica che trasporta persone e risorse. Treni di una volta, littorine a gasolio che si avventurano nel bel mezzo dell\u2019Italia e fanno rivivere paesi, borghi, valli e montagne. \u00c8 il viaggio lento che per\u00f2 \u00e8 il tempo giusto per conoscere, per tornare a meravigliarsi e a riannodare una cultura e una storia popolare che sui binari pu\u00f2 essere riscoperta. Via alla decima edizione della <strong>\u00abGiornata delle Ferrovie NON Dimenticate\u00bb<\/strong>. Una sfida, con un ricco calendario di iniziative in programma da domenica scorsa \u00a0fino al 9 aprile, lanciata da <strong>Co.Mo.Do.<\/strong> (la Confederazione della Mobilit\u00e0 Dolce) con la missione di censire, salvaguardare e valorizzare le linee ferroviarie in esercizio o i treni turistici. Un\u2019idea lungimirante che ha visto poco tempo fa una legge approvata alla Camera per lo sviluppo delle Ferrovie Turistiche e di cui ora \u00e8 attesa l\u2019approvazione al Senato. \u00abNell\u2019anno dedicato dalle Nazioni Unite al Turismo sostenibile e ai Piccoli Borghi, mentre le istituzioni sono chiamate a prendere decisioni strategiche per la ricostruzione di tanti comuni devastati e per riportare sul territorio occasioni di lavoro altrimenti perdute &#8211; afferma <strong>Massimo Bottini,<\/strong> presidente di Co.Mo.Do. &#8211; \u00e8 necessario guardare non solo alla ricucitura della maglia stradale ma a tutte le forme di mobilit\u00e0 rispettose dell\u2019ambiente, a partire dalle ferrovie\u00bb. Una spina dorsale in grado di tenere insieme un Paese che, attraversato dalla arterie veloci, rischia di passare inosservato. E invece sulle 18 linee turistiche e sulle tante altre presenti in tutta Italia, si fanno i viaggi \u00abdelle meraviglie\u00bb lungo le tratte storiche, tra vecchie stazioni abbandonate organizzati da Legambiente e Italia Nostra, insieme alla Fiab, la federazione amici della bici, in una intermodalit\u00e0 turistica che per\u00f2 potrebbe anche tornare ad essere di uso quotidiano. &#8220;Il paradosso della mobilit\u00e0 oggi &#8211; spiega<strong> Giulietta Pagliaccio<\/strong>, presidente <strong>Fiab<\/strong>&#8211; \u00e8 che ci si mettono tre ore \u00a0ore da Roma a Milano e ce ne vogliono due per venire al lavoro a Milano dalla periferia. C&#8217;\u00e8 una rete di strade e di ferrovie che risistemata anche con poche spese si potrebbe sviluppare nell&#8217;uso quotidiano e nell&#8217;uso turistico che porterebbe persone e risorse in luoghi di questo Paese che i tour operatori neppure nominano&#8230;&#8221;. Treni e bici per scoprire piccoli angoli di paradiso, tradizioni, cultura un viaggiare lento e fuori dalle rotte. Treni promossi dall\u2019Associazione ferrovie museali come quello sulla linea Sulmona-Carpinone, la cosiddetta \u00abTransiberiana d&#8217;Italia\u00bb, una delle linee pi\u00f9 alte e spettacolari d\u2019Europa. O come quello che viaggia sulla Noto-Pachino, la \u00abFerrovia del Vino\u00bb, perch\u00e9 utilizzata per la spedizione viti-vinicola verso il Nord-Italia e la Francia. Dal Treno Barocco, allestito con rotabili storici, alla Pontremolese lungo la via Francigena, al treno della Sila, alla Valmorea, al treno della Magna Grecia alla riscoperta dei siti archeologici da Crotone a Sibari, lungo i binari della storica linea ferroviaria che dal 1875 lambiscono il mar Jonio (l\u2019elenco completo \u00e8 disponibile su <a href=\"http:\/\/www.mobilitadolce.net\">www.mobilitadolce.net<\/a>. Il mese della Mobilit\u00e0 Dolce si chiuder\u00e0 in Friuli, duramente segnato dal devastante terremoto nel 1976, simbolo della \u00abricostruzione possibile\u00bb, dove l\u2019amministrazione regionale ha recentemente deciso di riattivare la ferrovia Pedemontana Sacile-Gemona, interrotta alcuni anni fa da una frana e di cui si temeva il definitivo abbandono. La riapertura riguarder\u00e0 sia il servizio di pendolari e studenti, segnatamente nei giorni feriali, sia i treni turistici, soprattutto nel fine settimana. \u00abDa rami secchi le ferrovie dismesse, sospese o abbandonate possono trasformarsi in modello di vita e trasporto quotidiano- spiega <strong>Marco Parini,<\/strong> presidente di <strong>Italia Nostra<\/strong>-, ma anche in opportunit\u00e0 economica di sviluppo occupazionale e territoriale. Svizzera e Alto Adige sono un esempio. Sulla rete ferroviaria dismessa al pubblico hanno investito i privati. Ed \u00e8 stata una scommessa vinta\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si parte da Macerata. O forse \u00e8 meglio dire si riparte, perch\u00e9 da queste parti purtroppo ora i verbi si coniugano cos\u00ec. Vale per tutto anche per treni e ferrovie dimenticate su cui per\u00f2, com\u2019era successo anni fa all\u2019Aquila dopo il sisma, viaggiano aiuti e soccorsi della Protezione civile. Rami secchi per modo di dire. Rami secchi che per\u00f2 arrivano quasi ovunque e che in questi ultimi anni rivivono con una vocazione turistica che trasporta persone e risorse. Treni di una volta, littorine a gasolio che si avventurano nel bel mezzo dell\u2019Italia e fanno rivivere paesi, borghi, valli e montagne. 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