{"id":216,"date":"2010-05-03T14:59:55","date_gmt":"2010-05-03T13:59:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/05\/03\/la-tribu-dei-runner-basta-guardare-le-scarpe\/"},"modified":"2010-05-03T15:00:51","modified_gmt":"2010-05-03T14:00:51","slug":"la-tribu-dei-runner-basta-guardare-le-scarpe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/05\/03\/la-tribu-dei-runner-basta-guardare-le-scarpe\/","title":{"rendered":"La trib\u00f9 dei runner? Basta guardare le scarpe"},"content":{"rendered":"<p>&lt;Ti ho riconosciuto dalle scarpe. Ho visto la moto, poi ho dato un&#8217;occhiata alle Mizuno e ho capito che eri tu&#8230;&gt;.\u00a0 Ore 10 di stamattina in viale Legioni Romane a Milano.\u00a0 Per caso, fermo ad un semaforo, pu\u00f2 capitare\u00a0di incontrarsi\u00a0 con Camillo, sommozzatore, volontario della protezione civile, ciclista, runner di quelli veloci e compagno di maratone anche a New York. Basta un&#8217;occhiata per riconoscersi. E\u00a0cosa colpisce\u00a0 un podista fermo ad un incrocio\u00a0se non un paio di scarpe da corsa? Sono un segno distintivo, un po&#8217; come i blu jeans o il gessato, la polo o la camicia, \u00a0la cravata o il collo\u00a0sbottonato. Ognuno se le cuce addosso. Senza una regola, anzi\u00a0no con una sola regola da rispettare.\u00a0Quando si entra in un negozio specializzato in scarpe da corsa\u00a0l&#8217;unica cosa da tenere a mente e di non chiedere mai il colore.\u00a0 Si possono fare mille domande, si pu\u00f2 tirare sul prezzo, chiedere lo sconto, confessare la propia incompetenza, barare ( poco) sui tempi di maratona ammettere anche che \u00e8 la prima volta che si comprano un paio di scarpe da jogging. Ma se vi danno un paio di scarpe, quelle che \u00a0saranno le vostre scarpe, il colore non si discute. &lt;Non \u00e8 che magari anziche marroncine lo stesso modello si pu\u00f2 aver giallo?&gt;. No, non si pu\u00f2. E poi basta incrociare lo sguardo del commesso che vi sta davanti per capire che quella \u00e8 l&#8217;unica domanda che non dovevate fare. Chi corre sceglie le scarpe in base al proprio peso, alla propria velocit\u00e0 e al proprio piede. Ci sono quelle da allenamento, da gara,\u00a0 leggere, superleggere, protettive, per pronatori, per campioni, per &lt;pippe&gt; e per tapascioni. Ce n&#8217;\u00e8 per tutti gusti, basta dare un&#8217;occhiata alle pareti dei negozi dove sono impilate e ti perdi. Sono il biglietto da visita.\u00a0 Come la fototessera sul passaporto: apri, dai un&#8217;occhiata e capisci chi hai di fronte. Con la coda dell&#8217;occhio dai una sbirciata alle scarpe che uno ha ai piedi e pi\u00f9 o meno capisci quanto va.\u00a0 C&#8217;\u00e8 chi le compra, le usa e le sfinisce senza mai lavarle. Ci sono quelli pi\u00f9 fanatici che se le coccolano, le spazzolano dopo ogni uscita e arrivano addirittura a togliere i sassolini che si incastrano nelle fessure delle suole con la punta di un cacciavite. Ci sono quelli che ne hanno una collezione: per le tapasciate, per gli sterrati, per le corse su asfalto, per le gare brevi, per le gare lunghe e per le gare che contano. Ci sono quelli che le &lt;archiviano&gt;: con quelle ho corso New York, con queste altre Berlino, con quelle l\u00e0 ho fatto il personale a Rotterdam&#8230;E c&#8217;\u00e8 anche chi le alterna: un giorno corre con un paio il giorno dopo cambia, l&#8217;altro cambia di nuovo\u00a0e cos\u00ec via\u00a0 perch\u00e8 cosi non si &lt;sgonfiano&gt; troppo e hanno il tempo di ricaricarsi. C&#8217;\u00e8 chi con le scarpe da running ci va a lavorare perch\u00e8 sono comode, chi le usa per il tempo libero chi le usa sempre anche sotto il vestito buono perch\u00e8 alla fine son un segno ditintivo. Un segno di appartenenza a una trib\u00f9 che ha un suo codice d&#8217;onore e le sue regole. Una sola: mai\u00a0chiedere\u00a0il colore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&lt;Ti ho riconosciuto dalle scarpe. Ho visto la moto, poi ho dato un&#8217;occhiata alle Mizuno e ho capito che eri tu&#8230;&gt;.\u00a0 Ore 10 di stamattina in viale Legioni Romane a Milano.\u00a0 Per caso, fermo ad un semaforo, pu\u00f2 capitare\u00a0di incontrarsi\u00a0 con Camillo, sommozzatore, volontario della protezione civile, ciclista, runner di quelli veloci e compagno di maratone anche a New York. Basta un&#8217;occhiata per riconoscersi. E\u00a0cosa colpisce\u00a0 un podista fermo ad un incrocio\u00a0se non un paio di scarpe da corsa? 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