{"id":21806,"date":"2017-04-27T09:04:05","date_gmt":"2017-04-27T07:04:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21806"},"modified":"2017-04-27T09:04:05","modified_gmt":"2017-04-27T07:04:05","slug":"cento-storie-e-un-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/04\/27\/cento-storie-e-un-giro\/","title":{"rendered":"Cento storie e un Giro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/04\/giro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-21811\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/04\/giro-203x300.jpg\" alt=\"giro\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/04\/giro-203x300.jpg 203w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/04\/giro.jpg 609w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Cento storie e un Giro, dalla prima tappa nel 1909 all\u2019ultima dello scorso anno con <strong>Vincenzo Nibali<\/strong> in maglia rosa e i <strong>Michele \u00a0Scarponi<\/strong> al suo fianco. Cento storie e un Giro come quella di Girardengo e di Sante Pollastri l\u2019amico fuorilegge o quella infinita di <strong>Coppi e Bartali,<\/strong> della Cuneo Pinerolo del 1949, di <strong>Baronchelli<\/strong> che sfida <strong>Merckx<\/strong> sulle tre Cime di Lavaredo, di <strong>Panizza<\/strong> contro il mito <strong>Hinault,<\/strong> di <strong>Gianni Bugno<\/strong> in rosa dalll\u2019inizio alla fine, di <strong>Pantani e Tonkov<\/strong> nella \u00abdisfida\u00bb di Monte Campione, di <strong>Basso<\/strong> che si riscatta dopo la squalifica sullo Zoncolan, dell\u2019omaggio di Sestriere a <strong>Contador<\/strong> \u00abpistolero\u00bb immenso ma non come<strong> Ocana<\/strong> e poi ancora di Nibali che tiene in piedi un Giro tormentato dal doping e dalla squalifica di <strong>Di Luca<\/strong>. \u00ab100 storie un Giro\u00bb per raccontare un mondo che <strong>Ennio Doris,<\/strong> il presidente di Mediolanum, e <strong>Pier Augusto Stagi,<\/strong> giornalista e scrittore, rimettono insieme in un \u00abbigino\u00bb che fa ordine tra giornali, articoli, foto di famiglia, grandi scrittori e grandi giornalisti come <strong>Brera e Montanelli.<\/strong> E che \u00e8 un po\u2019 la storia di un Paese che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, che non aveva la tv in casa e riempiva le strade e le osterie per seguire le tappe, che impazziva per i ciclisti, che non poteva ancora permettersi una macchina e saliva in bici per riscattare la povert\u00e0 del Dopoguerra. Di un ciclismo che nel 1951, nella domenica in cui il Milan vince il campionato, conquista il titolo d\u2019apertura della Gazzetta dello sport con Fiorenzo Magni in maglia rosa. \u00abAllora il ciclismo era davvero lo sport nazionale- ricorda <strong>Doris-<\/strong> Talmente popolare che gli arrivi di tappa venivano tenuti nascosti per evitare che fossero presi d\u2019assalto, tanto bastava il passaparola&#8230;\u00bb. Cento storie di campioni ma anche di gente col ciclismo nelle vene come quel Tullio Foresta che in un\u2019osteria, di Tombolo a un tiro di schioppo da Padova, si gioc\u00f2 20mila lire che nel \u201951 erano soldi, per scommettere che sarebbe stato capace di correre tutto il Giro proprio come<strong> Magni.<\/strong> \u00abE in paese non si parl\u00f2 d\u2019altro per una paio di settimane- ricorda Doris- C\u2019era la gente che si alzava di notte per vedere come andava a finire la scommessa. Foresta? Alla fine vinse e nella foto che lo ritrae sorridente con mezzo paese c\u2019e anche mio padre&#8230;\u00bb. Un omaggio a uno sport che oggi \u00e8 un\u2019altra cosa. Che oggi \u00e8 un po\u2019 meno romantico e forse meno affascinante. \u00abQuesto libro \u00e8 un omaggio che abbiamo voluto fare al Giro- spiega <strong>Stagi-<\/strong> una corsa che magari non \u00e8 ricca come il Tour ma che \u00e8 dentro di noi e che attraverso i ciclisti e gli uomini racconta un Paese che con la bici \u00e8 stato capace di ricostruirsi\u00bb. Un ciclismo e un Giro che tra pochi giorno ripartono con un velo di tristezza: \u00abScarponi mancher\u00e0 a tutti- ricorda Stagi- L\u2019ultimo capitolo di questo libro racconta la vittoria di Nibali lo scorso a Sant\u2019anna di Vinadio quando prende la maglia a Esteban Chavez. Scarponi fu fondamentale in quell\u2019impresa. Il giorno prima era in fuga con un distacco di oltre 4 minuti e il suo direttopre sportivo lo ferm\u00f2 \u201cMichele, vuoi andare o aspetti Vincenzo?\u201c. Scarponi rispose da Scarponi: \u201cVincenzo pu\u00f2 vincere il Giro? Allora aspetto&#8230;\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cento storie e un Giro, dalla prima tappa nel 1909 all\u2019ultima dello scorso anno con Vincenzo Nibali in maglia rosa e i Michele \u00a0Scarponi al suo fianco. 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