{"id":21827,"date":"2017-05-01T23:47:18","date_gmt":"2017-05-01T21:47:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21827"},"modified":"2017-05-01T23:47:18","modified_gmt":"2017-05-01T21:47:18","slug":"nove-colli-ma-anche-quattro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/05\/01\/nove-colli-ma-anche-quattro\/","title":{"rendered":"Nove Colli ma anche quattro&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/05\/nove.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-21830\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/05\/nove-300x189.jpg\" alt=\"nove\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/05\/nove-300x189.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/05\/nove.jpg 670w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Polenta, Pieve di Rivoschio, Ciola, Barbotto, Tiffi, Perticara, Monte Pugliano, il Passo delle Siepi e il Colle Gorolo.\u00a0 Tutti insieme fanno <strong>Nove Colli<\/strong>. E tutti insieme fanno anche una delle granfondo ciclistiche pi\u00f9 dure e\u00a0 affascinanti in circolazione. E c&#8217;\u00e8 la coda per far fatica, per strappare il biglietto che d\u00e0 diritto a pedalare sulle strade dell&#8217;appennino romagnolo. Per la \u00a047ma edizione che scatter\u00e0 da \u00a0Cesenatico \u00a0domenica 21 maggio ci sono voluti tre minuti e sedici secondi per polverizzare i pettorali. Tanto \u00e8 bastato. Un record, un minuto in meno dell&#8217;anno scorso perch\u00e8 per entrare nel gruppo qui bisogna essere veloci, anche se poi servono gambe per andare in salita . Era il 1971 quando, di ritorno da una gara fatta in Svizzera,\u00a0 tre amici del fans club <strong>Fausto Coppi<\/strong> fondato nel Bar del Corso di Cesenatico\u00a0 decisero che era arrivato il momento di dar vita a una corsa che regalasse ai suoi audaci partenti\u00a0 un\u00a0 \u201cBrevetto appenninico\u201d che emulasse e\u00a0 addirittura superasse quello alpino svizzero. Detto fatto si misero subito all\u2019opera e il 20 maggio 1971 part\u00ec la prima edizione della <strong>Nove Colli<\/strong>, il primo trofeo \u201c<strong>Cicloturistico Audax di Gran Fondo Sociale<\/strong>\u201c. Erano in 17 e cominciarono la loro fatica alle 5 del mattino dal loro ritrovo abituale: il bar del Corso. Fu il primo tassello della tanto rinomata Nove Colli, che quest\u2019anno vedr\u00e0 al via 12.000 atleti provenienti da oltre 40 nazioni. Due percorsi: 210 chilometri quello classico, quello che per tutti \u00e8 la sfida di sempre \u00a0con una pendenza massima del 18% sul mitico Barbotto, scandito da indicazioni preziose che restano tutto l&#8217;anno e quell0 da \u00a0130 km per cicloamatori un po\u2019 pi\u00f9 \u201cpigri\u201d, con quattro colli da scalare. \u00a0Nove Colli ma anche quattro che forse non sono la stessa cosa ma che comunque valgono un diploma, un tassello, una &#8220;ics&#8221; sulla cintola per dire io c&#8217;ero. Che qui, come in altre poche gare, conta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Polenta, Pieve di Rivoschio, Ciola, Barbotto, Tiffi, Perticara, Monte Pugliano, il Passo delle Siepi e il Colle Gorolo.\u00a0 Tutti insieme fanno Nove Colli. E tutti insieme fanno anche una delle granfondo ciclistiche pi\u00f9 dure e\u00a0 affascinanti in circolazione. E c&#8217;\u00e8 la coda per far fatica, per strappare il biglietto che d\u00e0 diritto a pedalare sulle strade dell&#8217;appennino romagnolo. Per la \u00a047ma edizione che scatter\u00e0 da \u00a0Cesenatico \u00a0domenica 21 maggio ci sono voluti tre minuti e sedici secondi per polverizzare i pettorali. Tanto \u00e8 bastato. 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