{"id":21836,"date":"2017-05-03T10:27:14","date_gmt":"2017-05-03T08:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21836"},"modified":"2017-05-03T10:33:22","modified_gmt":"2017-05-03T08:33:22","slug":"rimini-challenge-dove-il-triathlon-e-di-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/05\/03\/rimini-challenge-dove-il-triathlon-e-di-casa\/","title":{"rendered":"Rimini Challenge, dove il triathlon \u00e8 di casa"},"content":{"rendered":"<p>[youtube j3GKd5TB2ng]<\/p>\n<p>Tra Romagna e Marche, come sempre. Dal lungomare di Rimini, dalla comoda spiaggia che sta davanti all&#8217;ancor pi\u00f9 comodo Grand Hotel all&#8217;asfalto sbrecciato che sale verso Monte Grimano e Monte Cerignone. \u00a0Dalla ruota panoramica al bagno 67, 68 forse settanta, avanti \u00a0indietro tre volte. Come sempre anche quando si corre, tra una citt\u00e0 che applaude, che si emoziona e tifa dal primo all&#8217;ultimo. Da <strong>Giulio Molinari<\/strong> che lo scorso anno \u00a0il <strong>Challenge<\/strong> lo ha vinto a chi la propria gloria se a conquista in retrovia. Come sempre. Anche se per il <strong>Challenge Rimini<\/strong> &#8220;come sempre&#8221; non si pu\u00f2 dire. Si aggiunge sempre qualcosa e a quinta edizione \u00a0che si corre domenica assegna i crediti per la qualifica all\u2019attesissimo mondiale half distance The Championship. Un sigillo in pi\u00f9 che serve a far crescere \u00a0un evento, in un week end di gare che dai ragazzi, allo sprint, dal paratriathlon \u00a0all&#8217;half \u00a0\u00e8 una festa di sport che coinvolge migliaia di atleti. Rimini \u00e8 sempre in vetrina. Anche fuori stagione. Come la moda a Milano, la storia a Roma, l\u2019arte a Firenze o le Dolomiti per l\u2019Alto Adige. Ma non \u00e8 solo mare e divertimento, sono tante cose insieme. Storie, racconti,\u00a0 foto in bianco e nero, vitelloni e smargiassate, i capolavori di Fellini, l\u2019abbondanza dell\u2019entroterra, spazi, strutture\u00a0\u00a0e una cordialit\u00e0 contagiosa che sa metterti subito a tuo agio. E il <strong>Challenge<\/strong> da cinque anni mette tutto insieme sotto il segno di uno sport che sta crescendo nei numeri ma anche nella convinzione che ci si pu\u00f2 provare, che non la una sfida impossibile che sembra. E cos\u00ec ci si tuffa a caccia di boe che sembrano sempre lontanissime, si pedala sfidando un entroterra cordiale che meriterebbe una sosta ad ogni trattoria, ad ogni borgo, ad ogni locanda e poi si torna verso il mare tra la folla che la domenica si gode il primo sole di stagione correndo tra i bagni che si stanno scrollando via la salsedine delle mareggiate d&#8217;inverno. Rimini e il Challenge. Un lustro di campioni passati da queste parti. <strong>Da Cris Mc Cormack a Daniel Fontana, da Domenico Passuello a Philip Ospaly<\/strong> e ieri, oggi e con tutta probabilit\u00e0 anche nei prossimi anni <strong>Giulio Molinari,<\/strong> \u00a0che non \u00e8 solo immagine, volto e gi\u00e0 vincitore di questa gara. Su queste distanze \u00e8 tra i primi al mondo, gi\u00e0 campione europeo ora punta ad una vittoria su una gara full distance dove, con un quinto e un ottavo posto, ha gi\u00e0 dimostrato di potersela giocare. E la via passa da Rimini. Perch\u00e8 Rimini \u00e8 la sua gara, perch\u00e8 sar\u00e0 l&#8217;uomo da battere e perch\u00e8 da queste parti non si vince per caso. C&#8217;era una volta la faccia\u00a0di <strong>Chirs Mc Cormack<\/strong>\u00a0sulle locandine e sulle foto del Challenge, \u00a0braccia incrociate e sguardo intenso di chi\u00a0scruta il mare \u00a0prima di tuffarsi. La scatto\u00a0perfetto per cominciare una storia<strong>. \u00a0<\/strong>Storia di\u00a0\u00a0Capitani coraggiosi e capitani in cerca di coraggio per nuotare contro un mare\u00a0 che sembra sempre venirti addosso. Bisogna esserci per capire. Bisogna sentirlo l\u2019odore del salmastro,\u00a0 il rumore del vento che spinge un cielo nero come la pece ancora pi\u00f9 in basso. La concentrazione dei campioni, un respiro affannoso, la preoccupazione di chi vuole solo cominciare. Forse solo per togliersi un peso. Poi la corsa, i tuffi, la schiuma bianca e l\u2019acqua che ribolle in un\u2019agitarsi di braccia e di corpi che sembrano \u00a0un volo di rondini impazzite. Quasi una liberazione. \u00a0Per cominciare a fare i conti con se stessi bracciata su bracciata,\u00a0 fatica su fatica,\u00a0 boa dopo boa. Tutto in una foto. Che vale pi\u00f9 di mille racconti. C&#8217;era una volta la faccia di <strong>Macca<\/strong> oggi c&#8217;\u00e8 quella di <strong>Giulio Molinari<\/strong>. Che ha raccolto il testimone. Che \u00e8 ci\u00f2 che verr\u00e0. Che quando lo incroci in discesa dal Monte Grignone vola via in bici senza far rumore e senza far fatica. E&#8217;un sibilo che dura un secondo. Ma basta per racchiudere l&#8217;essenza di uno sport che da queste parti si sente a casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[youtube j3GKd5TB2ng] Tra Romagna e Marche, come sempre. Dal lungomare di Rimini, dalla comoda spiaggia che sta davanti all&#8217;ancor pi\u00f9 comodo Grand Hotel all&#8217;asfalto sbrecciato che sale verso Monte Grimano e Monte Cerignone. \u00a0Dalla ruota panoramica al bagno 67, 68 forse settanta, avanti \u00a0indietro tre volte. Come sempre anche quando si corre, tra una citt\u00e0 che applaude, che si emoziona e tifa dal primo all&#8217;ultimo. Da Giulio Molinari che lo scorso anno \u00a0il Challenge lo ha vinto a chi la propria gloria se a conquista in retrovia. Come sempre. 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