{"id":21965,"date":"2017-05-19T19:56:09","date_gmt":"2017-05-19T17:56:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21965"},"modified":"2017-05-19T19:56:09","modified_gmt":"2017-05-19T17:56:09","slug":"giro-centanni-in-un-bitter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/05\/19\/giro-centanni-in-un-bitter\/","title":{"rendered":"Giro, cent&#8217;anni in un bitter"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/05\/cre.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-21967\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/05\/cre-225x300.jpg\" alt=\"cre\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/05\/cre-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/05\/cre.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Nibali, Quintana e Dumoulin se la giocheranno sulle Dolomiti la maglia rosa quest\u2019anno. Come sempre. Ma forse anche nell\u2019ultima tappa, la cronometro da Monza a Milano, dove si potr\u00e0 decidere ancora qualcosa. Forse tutto. Penseranno a vincere ovviamente. Anche sfilando a Sesto San Giovanni davanti al quartier generale della <strong>Campari,<\/strong> un marchio una storia capace di raccontare un secolo di Giro, di bici e di ciclisti ma anche d\u2019Italia e di italiani. Un simbolo che torna quest\u2019anno, nell\u2019edizione del Centenario con le immagini di arrivi, partenze, campioni, di \u00abbottiglione\u00bb al traguardo, sulle auto della carovana, nelle foto con i bersaglieri che ricordano un Paese che si appassionava alle cose semplici. Che allora come oggi quando passava il Giro si affollava sulle strade, si dava appuntamento nei bar dove c\u2019erano le televisioni, applaudiva, soffriva, discuteva e si arrabbiava.<br \/>\n<em><strong>ITALIA DIVISA IN DUE.<\/strong><\/em> Divisa in due tra <strong>Bartali e Coppi.<\/strong> Una storia infinita di passioni che vengono raccontate in \u00abBike Passion, dagli Album Campari una storia a due ruote\u00bb una mostra a cura di <strong>Marina Mojana e Fabrizio Confalonieri<\/strong>, patrocinata dal <strong>Museo del Ciclismo del Ghisallo<\/strong> che sar\u00e0 aperta al pubblico da mercoled\u00ec 24 maggio a venerd\u00ec 28 luglio. Galleria Campari riscopre un\u2019epopea tutta italiana fatta di foto d\u2019epoca, di documenti, di grafiche pubblicitarie e di biciclette d\u2019artista. Un \u00abdiario di viaggio\u00bb dove sono annotati i cambiamenti di costume del nostro Paese dagli anni Trenta agli anni Sessanta, anni in cui il marchio Campari ha seguito i ciclisti del calibro di <strong>Coppi, Girardengo, Cinelli, Moser, Anquetil, Baldini, Gaul, Magni,<\/strong> nelle ventuno tappe del Giro d\u2019Italia, nelle tappe del Giro dei Tre Mari e in quelle del Gran Premio di Lugano.<br \/>\n<em><strong>UN&#8217;ALTRA EPOCA.<\/strong><\/em> Alle fotografie d\u2019epoca, disposte su una pista che simula il circuito di gara, si affiancano le grafiche pubblicitarie originali, firmate da <strong>Franz Marangolo,<\/strong> l\u2019 illustratore milanese che negli anni Sessanta realizz\u00f2 per Campari innumerevoli bozzetti pubblicitari e da altri autori degli anni Cinquanta e Sessanta, che propongono una storia fatta di intuizioni e di strategie comunicative d\u2019avanguardia. Al centro c\u2019\u00e8 sempre la bici rappresentata anche con raffinate silhouette, nelle otto tavole originali di <strong>Ugo Mochi,<\/strong> lo scultore fiorentino che negli anni Venti elabora oltre 100 lavori che trasformano i prodotti del marchio milanese in eleganti silhouette di carta nera, ispirate a raffinate scene di vita quotidiana e che finiscono anche in importanti collezioni, come quella del Metropolitan Museum di New York.<br \/>\n<strong><em>UN PAESE IN VIAGGIO.<\/em><\/strong> Un Paese che si racconta, che viaggia con il Giro e che con il Giro impara a conoscersi, a scoprirsi, ad amare campioni e gregari capaci di infiammare fantasie e passioni. Ma lo sguardo del passato si sofferma anche sul mezzo meccanico, su quelle due ruote che all\u2019inizio sono un oggetto di desiderio e pian piano diventano il primo passo verso un riscatto sociale fatto di lavoro, di possibilit\u00e0 di muoversi, di raggiungere mercati, fiere e paesi dove prima si andava a piedi. Non per\u00f2 semplice mezzo di trasporto ma veicolo mutante che racchiude in s\u00e9 dinamicit\u00e0 e arte, tecnologia e creativit\u00e0.<br \/>\n<em><strong>UNA MOSTRA UNICA.<\/strong> <\/em>Una mostra arricchita da un esemplare storico, prestito dalle preziose collezioni d\u2019epoca del Museo Nicolis di Villafranca di Verona che permette di cogliere in pieno quale sia stata in tutti questi anni l\u2019 evoluzione. Il viaggio approda infine nel presente dando vita a un dialogo con la contemporaneit\u00e0, grazie alla collaborazione tra Galleria Campari e<strong> Antonio Colombo,<\/strong> collezionista d\u2019arte e Presidente di <strong>Cinelli:<\/strong> nove biciclette d\u2019artista della collezione di Colombo firmate da designer di fama internazionale: <strong>Alchymia, Alberto Biagetti, Sergio Calatroni, Death Spray, Barnaba Fornasetti, Stevie Gee, Max Lamb, Barry McGee, Alessandro Mendini.<\/strong> Cent\u2019anni di storia in un \u00abbitter\u00bb, nella duplice vitalit\u00e0 di un\u2019azienda che ha cambiato la comunicazione che ha anticipato le sponsorizzazioni che \u00e8 stata capace di unire l\u2019arte e il design con la bicicletta. Mezzo di comunicazione e mezzo sportivo con il suo immaginario di forma, pensiero e sogno<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nibali, Quintana e Dumoulin se la giocheranno sulle Dolomiti la maglia rosa quest\u2019anno. Come sempre. 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