{"id":22156,"date":"2017-06-19T19:53:44","date_gmt":"2017-06-19T17:53:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22156"},"modified":"2017-06-19T20:08:27","modified_gmt":"2017-06-19T18:08:27","slug":"ironman-cartoline-da-pescara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/06\/19\/ironman-cartoline-da-pescara\/","title":{"rendered":"Ironman, cartoline da Pescara"},"content":{"rendered":"<p>[youtube fZjZ_ZHGhqE]<\/p>\n<p>Il giorno dopo l&#8217;Ironman Pescara torna tranquilla. Sembra una cartolina, quelle che una volta, quando non c&#8217;era Instagram, \u00a0si spedivano dalle vacanze. Via le transenne, via i gonfiabili, \u00a0riapre l&#8217; asse attrezzato&#8221; \u00a0che ieri era chiuso al traffico per lasciare spazio alle bici fino quasi a Chieti e che per chi non \u00e8 di queste parti \u00e8 come se a Milano chiudessero un pezzo di tangenziale o a Roma un pezzo di raccordo. \u00a0Da impazzire&#8230; Ma soprattutto stamattina \u00a0a Pescara il mare \u00e8 calmo. E c&#8217;era da scommetterci. &#8220;Ha fatto piatta per tutto il mese- raccontava \u00a0ieri prima di tuffarsi Antonello che \u00e8 di qui e di sette edizioni ne ha corse cinque &#8211; e guarda un po&#8217; adessso&#8230;&#8221;. Ieri erano onde, erano boe da tenere ferme a braccia, un nuoto tutto da inventare, erano bracciate scomposte e tanto mare dappertutto, anche in bocca, anche in gola, con il sale che ti resta addosso ma anche dentro e non ti lascia pi\u00f9. Stamattina invece no. Tutto tranquillo. \u00a0Tutto come se non fosse pi\u00f9 tempo di dispetti, di sfide pi\u00f9 dure di quello che gi\u00e0 sono. E sembra uno sberleffo. Ma le difficolt\u00e0 rendono pi\u00f9 saporita la cronaca . E la cronaca \u00e8 quella che raccontano le locandine dei quotidiani appese nelle edicole del centro: &#8220;Ironman, ha vinto lo spettacolo&#8230;&#8221; titola il Messaggero. Ed \u00e8 cos\u00ec. Anche se poi sul serio ha vinto <strong>Cyril Viennot<\/strong> che \u00e8 un francese con un bel curriculum, che si \u00e8 preso gli applausi di tutti anche se poi in tanti \u00a0all&#8217;arrivo si sono spellati le mani sperando di vedere <strong>Alessandro Fabian<\/strong> salire sul podio. Ma cos\u00ec non \u00e8 stato, per un soffio, per un po&#8217; di inesperienza e &#8220;un pizzico di presunzione&#8221; \u00a0dice lui. E allora &#8220;brucia&#8221; \u00a0anche se poi al debutto il bilancio \u00e8 pi\u00f9 che positivo. Brucia ad <strong>Ale<\/strong> ma brucia anche a <strong>Daniel<\/strong> che di cognome fa<strong> Fontana,<\/strong> che qui ha gi\u00e0 vinto due volte, che \u00e8 la storia non ancora finita del nostro triathlon e che ieri ha pagato dazio ad una frazione di nuoto tagliata e dove, per un po&#8217;, si \u00e8 anche dovuto camminare nell&#8217;acqua. \u00a0Troppo facile. Troppo poco per uno cresciuto tra le onde del Pacifico e che di Ironman ne ha gi\u00e0 vinti due. Cos\u00ec gli altri vanno, gli corri dietro in bici, li riacciuffi ma poi nella &#8220;mezza&#8221; non hai pi\u00f9 la brillantezza che serve. E fa due pi\u00f9 due . Non si scappa. Non si improvvisa nulla. Vale per tutti. Anche per chi fatica in retrovia, per chi arriva due o tre ore dopo. Si fanno i conti con il fieno che si \u00e8 messo in cascina nei mesi prima, con il vento che sulle dolci colline di Cepagatti e di Pianella non \u00e8 mai dalla tua parte e con un caldo che ti toglie il respiro. C&#8217;\u00e8 tutto ai ristori. \u00a0Acqua, sali, ghiaccio e i getti potenti delle doccette che ti fanno rinascere. \u00a0E serve a sopravvivere. Guardi le facce di chi ti sta davanti, dietro e di fianco e capisci che siamo tutti nelle stessa barca, che annaspiamo tutti , che contiamo i chilometri, i metri i passi cercando di cancellare ogni pensiero che possa far vacillare la volont\u00e0 di continuare. Un ponte, due ponti, tre e poi quattro. Chiss\u00e0 chi lo ha disegnato &#8216;sto ponte. Bello e maledetto. E&#8217; un gioiello di architettura che ti spalanca gli occhi su Pescara, sul suo lungomare. sulla sua spiaggia dove c&#8217;\u00e8 gente pi\u00f9 saggia sdraiata al sole. Che con il sole non combatte, se lo gode. \u00a0Sali, scendi, sali ancora e scendi ancora. Sorpassi qualcuno che cammina, ti fai di lato per lasciar passare un immenso <strong>Alex Zanardi<\/strong> che apre in due ali il pubblico che lo osanna e ti sembra Mos\u00e8 che puntando il suo bastone separa le acque del mar Rosso. \u00a0Ed \u00e8 il segno che il tuo delirio \u00e8 vicino e quindi devi continuare incessantemente \u00a0a bagnarti la testa. Poi per\u00f2 passa. \u00a0Ti metti alle spalle i giardini d&#8217;annunziani e \u00a0vai a riscuotere. Non la medaglia, quella conta poco. Vai a guadagnarti la gloria che ti spetta. Dimentichi le onde del mattino, dimentichi il vento che sembrava non volesse farti rientrare a Pescara tornando indietro sull&#8217;asse attrezzato, dimentichi anche il caldo perch\u00e8 poi basta una doccia&#8230; Resta l&#8217;emozione di un&#8217;avventura senza prezzo, i segni della salsedine sul body da lavare e la magia di un romanzo che hai scritto per te. Tutto da leggere e rileggere il giorno dopo. Quando il mare di Pescara \u00e8 tornato a riposare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[youtube fZjZ_ZHGhqE] Il giorno dopo l&#8217;Ironman Pescara torna tranquilla. Sembra una cartolina, quelle che una volta, quando non c&#8217;era Instagram, \u00a0si spedivano dalle vacanze. Via le transenne, via i gonfiabili, \u00a0riapre l&#8217; asse attrezzato&#8221; \u00a0che ieri era chiuso al traffico per lasciare spazio alle bici fino quasi a Chieti e che per chi non \u00e8 di queste parti \u00e8 come se a Milano chiudessero un pezzo di tangenziale o a Roma un pezzo di raccordo. \u00a0Da impazzire&#8230; Ma soprattutto stamattina \u00a0a Pescara il mare \u00e8 calmo. 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