{"id":22318,"date":"2017-07-13T19:39:05","date_gmt":"2017-07-13T17:39:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22318"},"modified":"2017-07-13T19:42:32","modified_gmt":"2017-07-13T17:42:32","slug":"aru-in-giallo-ma-manca-qualcosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/07\/13\/aru-in-giallo-ma-manca-qualcosa\/","title":{"rendered":"Aru in giallo ma manca qualcosa"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/07\/aru.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-22320\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/07\/aru-215x300.jpg\" alt=\"aru\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/07\/aru-215x300.jpg 215w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/07\/aru.jpg 363w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a>Fabio Aru<\/strong> in giallo \u00e8 quello che ci voleva. E&#8217; il sogno, il premio, la caparbiet\u00e0 e la magia di un gesto che vola in alto e tutti sanno dove va. \u00a0E&#8217; lo &#8220;schiaffone&#8221; ai francesi che vincono s\u00ec la tappa con Romain Bardet ma che domani dovranno, volenti o nolenti, dedicare lo spazio che merita a quell&#8217;italiano che in generale mette tutti dietro anche se di pochi secondi. E sembra di sentirla la voce roca di Paolo Conte che canta Bartali&#8230;Il giallo di Aru \u00e8 come il giallo di <strong>Vincenzo Nibali<\/strong> con tutte le coincidenze del caso. Ovviamente incrociando le dita. \u00a0E&#8217; l&#8217;acume di un gran direttore sportivo. E&#8217; il sorriso schietto di un ragazzo d&#8217;oro, da tener da conto perch\u00e8 \u00e8 gi\u00e0 patrimonio azzurro. E&#8217; il riscatto di un&#8217;isola che \u00e8 terra di valori e il ciclismo, qualsiasi cosa se ne dica, \u00e8 uno sport dove i valori contano ancora. E&#8217; il giallo di un ragazzo che ha fatto studi classici e che ha la testa per diventare un campione anche se un po&#8217; (parecchio) forse gi\u00e0 lo \u00e8. \u00a0Sono le gambe che girano agili mentre quelle di <strong>Chris Froome<\/strong> si impastano sull&#8217;ultimo strappo di Peyragudes sui Pirenei. \u00a0Sono gli sguardi, gli occhi che si incrociano e che si studiano, le squadre che si frantumano, il team Sky che fa un&#8217;andatura assurda dall&#8217;inizio alla fine, i grandi campioni che saltano, i re che abdicano, le promesse che svaniscono. E&#8217; solo una vittoria che conta ma in relt\u00e0 non conta perch\u00e8 la strada \u00e8 ancora lunga, perch\u00e8 il keniano non \u00e8 uno che molla, perch\u00e8 in un minuto sono in cinque, perch\u00e8 il Tour \u00e8 il Tour e \u00a0non finisce mai.. Il giallo di Aru sono i politici che saltano sul suo carro, che si accorgono che il ciclismo esiste quando uno dei nostri conquista il Tour. Che poi per\u00f2 se ne dimenticano in fretta, che non si chiedono perch\u00e8 i giovani non pedalano pi\u00f9 , che non capiscono che servono pi\u00f9 sicurezza, piste, velodromi. Il giallo di <strong>Fabio Aru<\/strong> \u00e8 un pomeriggio incollati alla tv, come con la nazionale ai mondiali di calcio, \u00a0aspettando che succeda quello che tutti immaginano e che un po&#8217; accade. Ma solo un po&#8217;. Il giallo di Aru \u00e8 il giallo del ciclismo di oggi, tutto calcoli, vattaggi, algoritmi e cardiofrequenzimetri sempre accesi, immanenti e dominanti. Tutto sotto controllo, \u00a0niente colpi di testa, niente atti di coraggio, nessuna fuga romantica. Niente di niente. Tutti con gli occhi fissi sul computerino, aspettando via radio l&#8217;ordine di scattare, di provarci, di osare. Calcolo su calcolo, dove due pi\u00f9 due deve fare quattro, dove al cuore si comanda e dove il tappone dei Pirenei, sei colli da scalare, finisce allo sprint. \u00a0Tutti in fila, messi in colonna da campioni costretti a fare i gregari, \u00a0che scalano le montagne a trenta all&#8217;ora in una processione velocissima e che per\u00f2 non strappano applausi. C&#8217;\u00e8 tutto ma non tutto. Manca il<em> pathos<\/em> per come lo intendeva la retorica greca: la potenza drammatica del gesto, dell&#8217;azione anche irresponsabile \u00a0che sfocia nell&#8217;impresa o nella resa, \u00a0che racconta l&#8217;epica, che non prende ordini, che infiamma. Manca l&#8217;azione che la va o la spacca, che fa saltare tutto il banco, che pu\u00f2 andare benissimo o malissimo. E pazienza. Il resto (tutto il resto) c&#8217;\u00e8 tutto ed \u00e8 ci\u00f2 che ci voleva. Ma \u00e8 come se mancasse qualcosa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fabio Aru in giallo \u00e8 quello che ci voleva. E&#8217; il sogno, il premio, la caparbiet\u00e0 e la magia di un gesto che vola in alto e tutti sanno dove va. \u00a0E&#8217; lo &#8220;schiaffone&#8221; ai francesi che vincono s\u00ec la tappa con Romain Bardet ma che domani dovranno, volenti o nolenti, dedicare lo spazio che merita a quell&#8217;italiano che in generale mette tutti dietro anche se di pochi secondi. E sembra di sentirla la voce roca di Paolo Conte che canta Bartali&#8230;Il giallo di Aru \u00e8 come il giallo di Vincenzo Nibali con tutte le coincidenze del caso. 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