{"id":22427,"date":"2017-07-31T19:41:44","date_gmt":"2017-07-31T17:41:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22427"},"modified":"2017-07-31T23:25:43","modified_gmt":"2017-07-31T21:25:43","slug":"bici-prosciutti-bari-e-motorini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/07\/31\/bici-prosciutti-bari-e-motorini\/","title":{"rendered":"Bici, prosciutti, bari e motorini&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Non so neppure come si chiama il tipo che a cinquant&#8217;anni provava a vincere le gare amatoriali, i prosciutti e i cesti di caff\u00e8 col motorino nella canna della bici. E il bello \u00e8 che non li vinceva neanche. Non lo so e non me ne frega niente, \u00a0perch\u00e8 il nome non cambia la storia, non sposta di un millimetro la questione. Allora chiamiamolo Antonio questo eroe a pedali che con un <em>abracadabra<\/em> cercava ancora di stupire. Chiamiamolo Antonio come me visto che, pi\u00f9 o meno, ha anche la mia et\u00e0. Cinquant&#8217;anni sono un&#8217;et\u00e0 strana: bella ma anche brutta, dipende da come uno la prende. Capisci che ti devi giocare quel poco che resta del secondo tempo perch\u00e8 l&#8217;arbitro sta gi\u00e0 pensando ai minuti di recupero. \u00a0Capisci che se va bene ti restano \u00a0i supplementari e forse i rigori anche se quelli, cos\u00ec direbbe il \u00a0bravo telecronista, sono una lotteria. Capisci che \u00e8 arrivato il momento delle scelte: si fa ci\u00f2 che si ama (solo quello) o almeno si fa di tutto perch\u00e8 ci\u00f2 \u00a0accada, perch\u00e8 giorni da perdere se ne hanno sempre meno. Quindi nei limiti del possibile niente rotture, niente rompiscatole, niente cene di lavoro o <em>minchiate<\/em> varie, niente frizzi e niente lazzi se ti rubano tempo. Capisci che a cinquant&#8217;anni la stagione dello sport, del tuo sport, sta diventando un&#8217;altra stagione e non \u00e8 detto che sia una fregatura, basta saperla apprezzare perch\u00e8 ci si appassiona ancora, ci si diverte ancora, qualche volta si scatta ancora. Ma comunque \u00e8 pi\u00f9 autunno che primavera&#8230;. E un po&#8217; bisogna rassegnarsi. E&#8217; sufficiente correre, pedalare, nuotare con i tuoi figli per capire che scappano via con due colpi di pedale, che non li prendi pi\u00f9 , che gli atleti sono loro e tu solo un goffo replicante. Insomma bisogna farsene una ragione. E il segreto \u00e8 capirlo, altrimenti si diventa patetici. Altrimenti non si giocano neppure i supplementari. Cos\u00ec nel caso di Antonio (non io&#8230;) il nome non conta perch\u00e8 di Antonio a cinquant&#8217;anni ce ne sono in giro parecchi purtroppo. Insistono e non si arrendono che potrebbe anche essere una qualit\u00e0, un pregio, l&#8217;elisir di lunga vita perch\u00e8 un po&#8217; di buona testardaggine agonistica serve sempre e aiuta a restar giovani. Ma questi insistono e non si arrendono oltre ogni limite, oltre l&#8217;evidenza, oltre logica e legalit\u00e0. Barano. E qui il gioco finisce. Perch\u00e8 barare \u00e8 reato ma soprattutto perch\u00e8 barare a cinquant&#8217;anni non ha senso. Per tutta una serie di motivi ma uno in particolare: a cinquant&#8217;anni non ci si pu\u00f2 barattare la dignit\u00e0 con un prosciutto o un cesto di caff\u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non so neppure come si chiama il tipo che a cinquant&#8217;anni provava a vincere le gare amatoriali, i prosciutti e i cesti di caff\u00e8 col motorino nella canna della bici. E il bello \u00e8 che non li vinceva neanche. Non lo so e non me ne frega niente, \u00a0perch\u00e8 il nome non cambia la storia, non sposta di un millimetro la questione. Allora chiamiamolo Antonio questo eroe a pedali che con un abracadabra cercava ancora di stupire. Chiamiamolo Antonio come me visto che, pi\u00f9 o meno, ha anche la mia et\u00e0. Cinquant&#8217;anni sono un&#8217;et\u00e0 strana: bella ma anche brutta, dipende [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/07\/31\/bici-prosciutti-bari-e-motorini\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22427"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22427"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22427\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22437,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22427\/revisions\/22437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}