{"id":22585,"date":"2017-08-27T19:33:00","date_gmt":"2017-08-27T17:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22585"},"modified":"2017-08-27T19:35:31","modified_gmt":"2017-08-27T17:35:31","slug":"ce-il-ciclismo-e-cera-una-volta-il-calcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/08\/27\/ce-il-ciclismo-e-cera-una-volta-il-calcio\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 il ciclismo e c&#8217;era una volta il calcio&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Con un poderoso scatto a cinquecento metri dal traguardo <strong>Chris Froome<\/strong> se ne va e vince la nona tappa della Vuelta di Spagna da Orihuela a Cumbre del Sol. Fine. Una &#8220;frullata&#8221; e gli altri dietro. C&#8217;\u00e8 poco da discutere ed \u00e8 il bello del ciclismo e di tutti quegli sport dove vince chi arriva primo. Poche regole e semplici, anzi una sola. Cos\u00ec si arriva al cuore dei tifosi, che si appassionano, fremono, si abbracciano, applaudono e alla fine gioiscono e piangono. Di gioia o di rabbia, dipende da come va a finire ma l&#8217;emozione \u00e8 adesso. Cos\u00ec \u00e8 anche il calcio. Vittorie, sconfitte vince chi fa un gol in pi\u00f9. Regola semplice anche se poi, \u00a0tra fuorigiochi di centimetri, palle che superano o non superano le linee, tocchi di mano pi\u00f9 o meno involontari si discute. Si discute per intere settimane. Ma si discute dopo. O meglio si discuteva dopo, perch\u00e8 da quando in campo \u00e8 arrivata la Var, moviola che l&#8217;arbitro pu\u00f2 consultare in diretta, \u00a0ora si discute anche durante. Ed \u00e8 un po&#8217; l&#8217;inizio della fine. Non vince chi fa un gol in pi\u00f9. Non \u00e8 pi\u00f9 detto. Cos\u00ec accade, come \u00e8 accaduto ieri sera nella sfida tra Benevento e Bologna, che i sanniti dopo un lungo attaccare riescano ad arrivare al pareggio in pieno recupero. E&#8217; la gioia pi\u00f9 grande, riacciuffare una partita che sembra persa. E infatti viene gi\u00f9 lo stadio. Si abbracciano i tifosi, si abbracciano i calciatori in campo, la panchina esplode, qualcuno piange&#8230;Ma l&#8217;arbitro non fischia. Va verso bordo campo e da un&#8217;occhiata alla moviola mentre il &#8220;Ciro Vigorito&#8221; trattiene il fiato. \u00a0Il gol non vale, non vale pi\u00f9. Il gol non c&#8217;\u00e8. \u00a0Un secondo e si cancella tutto, si riavvolge un nastro che spazza via gioia, abbracci, lacrime ed emozione. L&#8217;emozione non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Ed \u00e8 come uccidere la fantasia, il mito, la storia. \u00a0E&#8217; come chiedere a chi sta sugli spalti di aspettare a gioire dopo un rete, dopo una vittoria. Dopo il gol del 4 a 3 di Rivera alla Germania all&#8217;Atzeca, dopo i gol di Pablito al Brasile al Sarria, dopo \u00a0il rigore di Grosso \u00a0all&#8217; Olympiastadion di Berlino. \u00a0C&#8217;era una volta il calcio delle emozioni. C&#8217;\u00e8 adesso il calcio dell&#8217;emozione &#8220;sub judice&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Con un poderoso scatto a cinquecento metri dal traguardo Chris Froome se ne va e vince la nona tappa della Vuelta di Spagna da Orihuela a Cumbre del Sol. Fine. Una &#8220;frullata&#8221; e gli altri dietro. C&#8217;\u00e8 poco da discutere ed \u00e8 il bello del ciclismo e di tutti quegli sport dove vince chi arriva primo. Poche regole e semplici, anzi una sola. Cos\u00ec si arriva al cuore dei tifosi, che si appassionano, fremono, si abbracciano, applaudono e alla fine gioiscono e piangono. Di gioia o di rabbia, dipende da come va a finire ma l&#8217;emozione \u00e8 adesso. 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