{"id":22626,"date":"2017-09-04T20:42:47","date_gmt":"2017-09-04T18:42:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22626"},"modified":"2017-09-04T21:04:07","modified_gmt":"2017-09-04T19:04:07","slug":"lo-sport-fino-alla-fine-dei-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/09\/04\/lo-sport-fino-alla-fine-dei-giorni\/","title":{"rendered":"Lo sport fino alla fine dei giorni&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/tri.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-22628\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/tri-300x200.jpg\" alt=\"tri\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/tri-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/tri-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cambia la prospettiva. Quando si va un po&#8217; avanti con gli anni cambia il modo di vedere le cose. Eviti di sprecare tempo, fai ci\u00f2 che ti piace ( o almeno ci provi), dici sempre pi\u00f9 spesso ci\u00f2 che pensi, scegli chi vedere, con chi mangiare, con chi pedalare e te ne freghi di essere di moda. Molto spesso eviti le folle. Si perch\u00e8 \u00e8 la folla, l&#8217;affollamento, che fa la differenza. Sempre. Cos\u00ec la cena \u00e8 una buona cena se non devi sgomitare col vicino di tavolo al ristorante, un week end diventa un grande week end se non ti intruppi nel rientro in autostrada e una vacanza \u00e8 una bella vacanza se ti ritrovi in una spiaggia vuota o \u00a0nel silenzio di una montagna, a godere di una strada deserta dove l&#8217;unico rumore \u00e8 quello dei copertoncini della tua bici. \u00a0E chissenefrega se su trip advisor sono posti non pervenuti&#8230;Meglio. Quando si va un po&#8217; avanti negli anni ci si rassegna a fare i conti con se stessi. Non \u00e8 una sconfitta. E&#8217; l&#8217;esatto contrario. E&#8217; il meglio che possa capitare perch\u00e8 la frenesia del competere, dello star davanti, del tempo da fermare su un cronometro lascia spazio all&#8217;impresa, alla tua impresa. A prescindere. Fai i conti con te stesso e resti esigente. Niente sconti, come sempre. Per\u00f2 al tuo ritmo, con la tua voglia, le tue forze. Con la tua soddisfazione. Una maratona, un triathlon, un allenamento lungo, un viaggio in bici diventano il terreno per \u00a0capire a che punto sei, come stai messo, cosa ti puoi concedere e fino a che punto potrai arrivare. E la tua quotidiana resa dei conti. Il bilancio della tua capacit\u00e0 e della tua voglia di continuare a sognare. Che che si misura nei soliti gesti: \u00a0allacciarsi le scarpe da corsa, \u00a0il casco, \u00a0la cerniera del body. \u00a0Fatica e voglia di patire il caldo, di prendere freddo e acqua in bici se capita. E capita. Di sentire il sudore che cala sugli occhi e ti fa impazzire, di aver male ai muscoli, di sentirli bruciare quando sali le scale di casa. \u00a0Funziona cos\u00ec. Funziona che piano piano rallenti per\u00f2 proprio quella lentezza ti permette di godere in pieno di una nuotata in mare, bracciata dopo bracciata. Ti permette di assaporare un lungo a piedi o in bici chilometro dopo chilometro. Sembra un miracolo vedere l&#8217;asfalto che continua a scorrere sotto le tue ruote. Sembra un miracolo trovare l&#8217;energia per pedalare 130, 140, 180 chilometri, per continuare a salire quando la strada s&#8217;impenna, per preparare un ironman, per arrivare al traguardo. Piano. Senza fretta. Senza strafare. Senza dover dimostrare nulla a nessuno. Senza l&#8217;idea di fare cose straordinarie se non per te stesso. Senza presunzione. Cambia la prospettiva ma non \u00e8 detto che sia peggio&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cambia la prospettiva. 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