{"id":22789,"date":"2017-09-26T10:30:24","date_gmt":"2017-09-26T08:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22789"},"modified":"2017-09-26T21:01:58","modified_gmt":"2017-09-26T19:01:58","slug":"prof-lei-sa-che-sport-fa-mio-figlio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/09\/26\/prof-lei-sa-che-sport-fa-mio-figlio\/","title":{"rendered":"&#8220;Prof&#8221;, lei sa che sport fa mio figlio?"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-summary\">\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/die.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-22790\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/die-168x300.jpg\" alt=\"die\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/die-168x300.jpg 168w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/die.jpg 538w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>Nessuna giustificazione. I tuoi figli saltano scuola perch\u00e8 vanno ai campionati italiani giovanili di triathlon a Caorle? Nessuna giustificazione: assenti. Assenti \u00a0come se fossero stati indisposti, se avessero perso il bus o se avessero &#8220;bigiato&#8221; per andare a giocare a biliardino al bar. \u00a0Per la scuola italiana lo sport non esiste, \u00a0altro che portare crediti come succede negli istituti statunitensi e di mezza Europa \u00a0dove gli studenti-atleti che portano prestigio vengono tenuti in palmo di mano. Da noi no. Da noi il luned\u00ec dopo la gara, molto spesso ci sono\u00a0una verifica o un&#8217;interrogazione in agguato. E cos\u00ec siamo al palo. Ma non \u00e8 un fatto di medaglie. &#8220;Le famiglie hanno \u00a0troppe aspettative rispetto ai risultati sportivi dei figli. Vivono la palestra o la piscina al pari di un servizio di babysitteraggio. \u00a0E la scuola, dal canto suo, spesso non se ne occupa: quanti sono gli insegnanti che sanno che sport praticano i loro allievi? Quanti quelli che puniscono gli studenti atleti con un\u2019interrogazione di luned\u00ec mattina pur sapendo che hanno passato il fine settimana ad allenarsi o gareggiare? Senza contare che anche tra gli allenatori c\u2019\u00e8 chi spinge troppo sul risultato e poco sulla crescita psico-fisica dei ragazzi&#8230;&#8221;. Tutto vero. Nel triangolo insegnanti, genitori, allenatori spesso gli angoli non si chiudono. E <strong>Francesca Vitali,<\/strong> presidente nazionale dell\u2019Associazione italiana psicologia dello sport (A.I.P.S.) e docente all\u2019Universit\u00e0 di Verona, lo spiega bene in una sua intervista sul sito Emiliaromagnamamma.it. Un paio di dati su cui riflettere. Nel nostro Paese fanno sport sei ragazzi su dieci (in Europa nove su dieci) e \u00a0l\u2019abbandono delle attivit\u00e0 sportive da parte dei giovani tra i 12 e 14 anni \u00e8 di uno su dieci. La causa \u00e8 nota: insegnanti e genitori, ma anche molti allenatori\u00a0 che non capiscono la differenza tra attivit\u00e0 sportiva ed agonismo, non comprendono il \u00a0valore dello sport. Che \u00e8 innanzitutto cultura. Che \u00e8 bagaglio che permette ai ragazzi di trasferire esperienze fondamentali nella vita di tutti i giorni come la capacit\u00e0 di sapersi programmare, organizzare, di sapere gestire le emozioni, \u00a0di raggiungere gli obbiettivi. Permette di capire qual \u00e8 il senso del lavoro: nello sport se uno si allena ottiene risultati cos\u00ec come a scuola se uno studia prende buoni voti. Infine lo sport spiega ai giovani che si pu\u00f2 vincere ma si pu\u00f2 anche perdere, che la sconfitta non \u00e8 un dramma, anzi un punto da cui ripartire. Non poco. &#8220;Molti abbandonano per il\u00a0poco tempo, la poca motivazione, la difficolt\u00e0 di conciliare studio e sport- spiega Vitali- \u00a0Ma i motivi sono pi\u00f9 profondi . Troppo spesso ai ragazzi si chiede di vincere, di avere una prestazione eccellente. L\u2019enfasi \u00e8 sulla competizione, sul risultato, quando invece dovrebbe essere sul sostegno all\u2019impegno. \u00a0Inoltre il movimento regolare produce connessioni sinapsiche migliori nei lobi frontali. I ragazzi che si muovono, dunque, studiano in tempi pi\u00f9 brevi, organizzano con pi\u00f9 efficacia il proprio tempo, conciliano e organizzano gli impegni con pi\u00f9 facilit\u00e0.\u00a0&#8220;. \u00a0La doppia carriera scuola-attivit\u00e0 sportiva quindi va sostenuta. Certo servirebbe che \u00a0molti &#8220;prof&#8221; si rendessero conto che uno studente che magari un giorno non \u00e8 brillantssimo perch\u00e8 si \u00e8 allenato \u00a0non \u00e8 un &#8220;lazzarone&#8221; da punire. Servirebbe che Ministero, Provveditorati, Federazioni, dalla Fitri alla Fidal ma tutte quante, cominciassero a parlarsi. Quantomeno per capire che c&#8217;\u00e8 un mondo che studia ma ce n&#8217;\u00e8 anche un altro che si allena e gareggia. E non sono due cose diverse e distanti&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nessuna giustificazione. I tuoi figli saltano scuola perch\u00e8 vanno ai campionati italiani giovanili di triathlon a Caorle? Nessuna giustificazione: assenti. Assenti \u00a0come se fossero stati indisposti, se avessero perso il bus o se avessero &#8220;bigiato&#8221; per andare a giocare a biliardino al bar. \u00a0Per la scuola italiana lo sport non esiste, \u00a0altro che portare crediti come succede negli istituti statunitensi e di mezza Europa \u00a0dove gli studenti-atleti che portano prestigio vengono tenuti in palmo di mano. Da noi no. Da noi il luned\u00ec dopo la gara, molto spesso ci sono\u00a0una verifica o un&#8217;interrogazione in agguato. E cos\u00ec siamo al palo. 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