{"id":22826,"date":"2017-10-01T23:17:09","date_gmt":"2017-10-01T21:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22826"},"modified":"2017-10-02T20:34:24","modified_gmt":"2017-10-02T18:34:24","slug":"cartoline-dalleroica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/10\/01\/cartoline-dalleroica\/","title":{"rendered":"Cartoline dall&#8217;Eroica"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-22826 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/10\/01\/cartoline-dalleroica\/gaoi1-3\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/gaoi12-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/09\/30\/eroica-un-rito-inifinito\/ero6\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/09\/ero6-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/10\/01\/cartoline-dalleroica\/gaio2\/'><img width=\"150\" height=\"150\" 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Scricchiolano le bici. Il buio di Gaiole nasconde il freddo di una mattina che verr\u00e0 e non si sa \u00a0come sar\u00e0. Se ci sar\u00e0 il sole tiepido di una vigilia intensa dai sapori di Chianti e lampredotto. O se sar\u00e0 una giornata di quelle da tregenda come un paio di anni fa. Ne esce una via di mezzo , ma poco importa. Poco cambia. C&#8217;\u00e8 un paese che ha fatto finta di dormire stanotte. Che ha i carboni delle griglie ancora accesi. Che ha molti vuoti a rendere. \u00a0Che ha tirato tardi e che ha goduto ma che ha fretta di mettersi in sella. E si \u00e8 dato appuntamento nel centro di Gaiole, piccolo grande borgo \u00a0che in questi giorni respira e si muove tra mozzi, bulloni, vecchi cerchioni rimessi in vita, tra storie e racconti dove i pedali sono solo un \u00a0pretesto per trovarsi e ritrovarsi. Poi ognuno per la propria strada a fare i conti con la propria fatica, con la propria voglia e con i propri sogni. \u00a0Via. Cinquanta, settanta, cento o duecento \u00a0chilometri schioppettando i brecciolini sotto i tubolari e pregando perch\u00e8 non saltino\u00a0per aria. \u00a0E&#8217; il bello del&#8217;Eroica di Gaiole e di tutte le Eroiche che si corrono nel mondo. E&#8217; il bello dell&#8217;avventura e dell&#8217;imprevisto che \u00e8 la scusa per fermarsi, rifiatare, brindare, conoscere qualcun che \u00e8 pronto a darti una mano e poi ripartire. Tanto il tempo non conta. Non scorre il tempo da \u00a0queste parti. Sono stati capaci di fermarlo. Non ci sono giovani, anziani, uomini, donne, schiappe e campioni. L&#8217;Eroica \u00e8 una &#8220;livella&#8221;. Si sta in gruppo, si sta insieme e si pedala come se il passato fosse presente. Anzi come se fosse futuro. Come se <strong>Luciano<\/strong> fosse ancora in gara col suo numero uno. E a guardare gli occhi lucidi di chi ha pedalato insieme a lui \u00e8 chiaro che \u00e8 cos\u00ec. Si sta in gruppo prima e dopo. Tra una ribollita e una bruschetta , con la Bianchi di <strong>Moreno Argentin<\/strong> battuta all&#8217;asta che finisce nella collezione del barone <strong>Ricasoli,<\/strong> con la maglia Filotex \u00a0di &#8220;cuore matto&#8221; <strong>Franco Bitossi,<\/strong> con vini e borracce portati a casa per beneficenza. Affidati alle mani sapienti dei meccanici della <strong>Cicli Gaudenzi<\/strong> che avvitano, svitano e mettono in bici anche chi non c&#8217;\u00e8 mai salito, chi non sa cos&#8217;\u00e8 un puntapiedi o un palmer. &#8220;Siete eroici, anzi siamo eroici perch\u00e8 questo \u00e8 un rito che ci allunga la vita&#8230;&#8221; \u00a0annuncia dal palco <strong>Giancarlo Brocci<\/strong>, padre della &#8220;creatura&#8221;, \u00a0deus ex machina di un evento mondiale che fila via con la semplicit\u00e0 sana della sagra di paese. Ma sagra non \u00e8. Basta dare un&#8217;occhiata ai numeri, agli sponsor, alle immagini dell&#8217;Eroica che scorrono su tutti i megaschermi degli Autogrill che portano da queste parti, frutto di un matrimonio con <strong>Autostrade<\/strong> cominciato quest&#8217;anno e destinato a durare. Ed \u00e8&#8217; il fascino e il segreto dell&#8217;Eroica di Gaiole. Grande senza dar nell&#8217;occhio. Grande senza il bisogno di esibire. Grande senza fra nomi, senza nominare i tanti vip che sono al via. Che per\u00f2 ci sono: dal direttore <strong>Alessandro Sallusti<\/strong> al vincitore del Giro <strong>Gilberto Simoni,<\/strong> dall&#8217;ex mister di Roma e Barcellona <strong>Luis Enrique<\/strong> al rocker fiorentino <strong>Piero Pel\u00f9.<\/strong> \u00a0Sui pedali, con la forza che serve per saltare via brecciole, buche e cunette che ti si parano davanti su salite che non ti aspetti. Con la pioggia che rende tutto ancora pi\u00f9 epico. Con le ruote che slittano, s&#8217;infangano, si fermano sulle salite pi\u00f9 dure. Con i ristori che sono il mito di questa gara. Con le bruschette, il pane col vino, il \u00a0Chianti e la ribollita. Con la finocchiona e il lardo di <strong>Dario\u00a0Cecchini,<\/strong> davanti alla sua macelleria, \u00a0ristorante, officina della bistecca , monumento alle fiorentine che da queste parti sono quasi religione. Sui pedali fino a notte, perch\u00e8 chi fa la 200 chilometri parte al buio e arriva al buio. Sui pedali per riscrivere una storia che su queste strade bianche \u00e8 tornata ad essere una classica da professionisti. Sui pedali in un viaggio che per molti \u00e8 un avventura e per altri una scoperta. Un viaggio affascinante alle origini di un ciclismo che \u00e8 tutto negli occhi sinceri di <strong>Felice Gimondi<\/strong> che emoziona adesso come quando vinceva Giri e Tour, come quando sul MontJuic si mise alle spalle quel cannibale di <strong>Eddy Merckx<\/strong> strappandogli un mondiale. Che emoziona quando parte, quando pedala e anche quando cade e si rialza. E&#8217; tutto insieme. Tutto insieme su queste strade confuse di polvere dove un popolo si mette in fila in processione pagana. Numeri, pettorali, borracce, tubolari avvoltolati su spalle ricurve per la fatica. Maglie di lana grossa che si inseguono alla ricerca di un ristoro che alla fine arriva. Ed \u00e8 il trionfo di un lento pedalare che viene premiato. Dove non si conosce fretta, dove si appoggiano le bici sui prati e sugli argini, dove \u00a0si alzano i calici e si sussurra \u00a0al cielo la gioia di essere capitati da queste parti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli eroi dei giorni nostri \u00a0si muovono all&#8217;alba. Scricchiolano le bici. Il buio di Gaiole nasconde il freddo di una mattina che verr\u00e0 e non si sa \u00a0come sar\u00e0. Se ci sar\u00e0 il sole tiepido di una vigilia intensa dai sapori di Chianti e lampredotto. O se sar\u00e0 una giornata di quelle da tregenda come un paio di anni fa. Ne esce una via di mezzo , ma poco importa. Poco cambia. C&#8217;\u00e8 un paese che ha fatto finta di dormire stanotte. Che ha i carboni delle griglie ancora accesi. 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