{"id":22866,"date":"2017-10-04T19:38:35","date_gmt":"2017-10-04T17:38:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22866"},"modified":"2017-10-04T19:38:35","modified_gmt":"2017-10-04T17:38:35","slug":"roma-granfondo-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/10\/04\/roma-granfondo-per-tutti\/","title":{"rendered":"Roma, granfondo per tutti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/granfondo_roma_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-22869\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/granfondo_roma_2-300x200.jpg\" alt=\"granfondo_roma_2\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/granfondo_roma_2-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/granfondo_roma_2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/granfondo_roma_2.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per l&#8217;associazione italiana leucemie, per Amatrice, per i romani, per i ciclisti che amano pedalare senza assilli. Ma anche per i bambini che avranno per un giorno strade tutte per loro, per chi pensava che in una grande citt\u00e0 (in una capitale) una granfondo ciclistica fosse una chimera, per chi crede che pedalare sia uno sport solo\u00a0 per &#8220;fissati&#8221; e &#8220;depilati&#8221; e per chi non ha ancora capito che le bici fanno parte delle mobilit\u00e0 urbana e non servono solo per fare sport. E soprattutto per chi non crede ancora che una granfondo ciclistica pu\u00f2\u00a0trasformarsi in un&#8217;idea rivoluzionaria,\u00a0 in una nuova strada per il ciclismo amatoriale tracciata con scelte coraggiose che hanno rivisto e corretto uno spirito\u00a0 vecchio e sorpassato,\u00a0 replica spesso malinconica di sfide all&#8217;ultimo sprint tra comparse che si atteggiano a campioni. Un nuovo &#8220;format&#8221;, come si dice adesso,\u00a0 capace di rivisitare e ripensare l&#8217;essenza di un evento sportivo\u00a0 dai rapporti con le amministrazioni e quello con gli iscritti, dall\u2019idea del partecipare al valore del benessere a quello della prestazione, dalle classifiche ai premi, dal concetto che una gara non \u00e8 una sfida a tutti i costi ma una festa di sport capace di coinvolgere una citt\u00e0 e chi la vive tutti i giorni.\u00a0 Sesta edizione della <strong>Granfondo Campagnolo di Roma<\/strong> ma c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un bel pezzo di storia scritta. Cos\u00ec i conti tornano. Da venerd\u00ec sar\u00e0 aperto, presso lo Stadio Nando Martellini alle terme di Caracalla, il Mediolanum Village dove sono attesi circa 40 mila visitatori e domenica saranno seimila i concorrenti che scatteranno dai Fori Imperiali.\u00a0 Sold out, tutto esaurito. Tre percorsi come sempre: uno di 120 chilometri impegnativo con duemila metri di dislivello che dal Colosseo arriver\u00e0 ai Castelli Romani, attraversando le principali piazze e i principali comuni a sud della Capitale tra cui Albano, Rocca di Papa, Montecompatri, Frascati, Ciampino.\u00a0 Un altro da 60 ( &#8220;In bici ai Castelli&#8221;) aperto anche alle biciclette con pedala assistita e l'&#8221;Imperiale&#8221; pedalata vintage sulla magica Appia antica per ricordare il tempo che fu.\u00a0 \u00abRoma \u00e8 orgogliosa di ospitare la Granfondo Campagnolo &#8211; spiega l\u2019assessore allo Sport e grandi eventi di Roma, <strong>Daniele Frongia<\/strong> &#8211; e quella di quest\u2019anno \u00e8 un\u2019edizione ancora pi\u00f9 ricca e solidale\u00bb. Una delle novit\u00e0 sar\u00e0 \u00abil focus specifico sul pianeta donna: per la prima volta avremo una maglia per gli uomini e una per le donne\u00bb annuncia\u00a0<strong>Gianluca Santilli,<\/strong> presidente della Granfondo Campagnolo Roma.\u00a0\u00a0E anche questa \u00e8 una strada nuova.\u00a0 La stessa di quando tutto \u00e8 cominciato: &#8220;Il ciclismo amatoriale negli ultimi anni ha preso una china agonistica esagerata e deviata che nulla ha a che vedere con la maggior parte dei ciclisti che poi alla fine frequentano le granfondo- spiegava qualche anno fa Santilli- C\u2019\u00e8 chi viene per vincere, per andar forte, per fare la gara ma non sono pi\u00f9 la maggioranza. C\u2019\u00e8 un mondo che pedala per la gioia di farlo, per star bene e divertirsi, per far fatica ma senza l\u2019assillo del cronometro. Ci sono pi\u00f9 o meno centomila amatori iscritti alla federazione a fronte di due milioni di ciclisti che pedalano per fatti propri e sono un bacino immenso che deve essere intercettato e di cui molte granfondo agonistiche non si accorgono neppure\u2026\u201d.\u00a0 Non tutte per fortuna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per l&#8217;associazione italiana leucemie, per Amatrice, per i romani, per i ciclisti che amano pedalare senza assilli. Ma anche per i bambini che avranno per un giorno strade tutte per loro, per chi pensava che in una grande citt\u00e0 (in una capitale) una granfondo ciclistica fosse una chimera, per chi crede che pedalare sia uno sport solo\u00a0 per &#8220;fissati&#8221; e &#8220;depilati&#8221; e per chi non ha ancora capito che le bici fanno parte delle mobilit\u00e0 urbana e non servono solo per fare sport. 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