{"id":22944,"date":"2017-10-16T18:35:04","date_gmt":"2017-10-16T16:35:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=22944"},"modified":"2017-10-16T18:35:04","modified_gmt":"2017-10-16T16:35:04","slug":"milano-18anni-di-maratona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/10\/16\/milano-18anni-di-maratona\/","title":{"rendered":"Milano, 18anni di maratona"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/mimar.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-22946\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/mimar-300x202.jpg\" alt=\"mimar\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/mimar-300x202.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/mimar-1024x689.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/10\/mimar.jpg 1279w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A diciotto anni una maratona diventa grande. E pensa in grande. Pensa che 20mila iscritti siano un obbiettivo possibile, che un marathon village in Fiera da oltre 5mila metri quadrati sia il giusto biglietto da visita, che\u00a0 pi\u00f9 di un milione di euro raccolti nel charity program dell&#8217;anno passato siano un buon punto da cui ripartire. E allora i conti tornano, nel senso che anche una citt\u00e0 come Milano dopo 18 anni con la &#8220;sua&#8221; maratona sotterra, forse per sempre, l&#8217;ascia di guerra e impara a conviverci. Non si capisce ancora bene se la ami o la sopporti ma poco cambia. Sembrano passati anni luce da quando sulla circonvallazione tra runner e automobilisti\u00a0 si veniva alle mani o quando dai balconi qualche fesso lanciava uova sul gruppo che passava. Come ha spiegato <strong>Linus<\/strong> a Palazzo Marino nel corso della presentazione della Milano city marathon &#8221; Il fatto che ormai la corsa sia diventata quasi un&#8217;abitudine cittadina fa s\u00ec che in molte famiglie sempre pi\u00f9 spesso ci sia qualcuno, figlio, zio, nipote o cugino che corre. Che che sa cos&#8217;\u00e8 la maratona, che ne ha parlato e che magari \u00e8 anche iscritto. E pi\u00f9 gente corre meno ce n&#8217;\u00e8 che si infuria agli incroci&#8221;. Va esattamente cos\u00ec. Ma ci sono voluti anni, variazioni di tracciati, limature di incroci troppo trafficati,\u00a0 strategici nelle domeniche mattine di una citt\u00e0 che solo in questi ultimi anni sta imparando a non muoversi sempre in auto. Ci sono volute riunioni,\u00a0 sopralluoghi, chilometri e chilometri in Vespa alla ricerca di\u00a0 passaggi in zone dove il gruppo avrebbe dato il minor fastidio possibile. Cos\u00ec si \u00e8 corso\u00a0 ovunque alla ricerca di una terra promessa\u00a0 dove mai nessuno si sarebbe sognato di andare, tra periferie dimenticate, inceneritori e vialoni solitari mezzi nascosti dalla nebbia.\u00a0 Diciotto anni alla ricerca di una quadra,\u00a0 di un punto di incontro, di un compromesso che accontentasse tutti, milanesi imbruttiti, runner pretenziosi, politici opportunisti, amministratori quasi mai coraggiosi e capitani che invece dovevano esserlo per forza. Come <strong>Andrea Trabuio<\/strong> direttore presente e paziente a cui \u00e8 venuta la barba bianca\u00a0d&#8217;asceta in questi diciotto anni di comando.\u00a0 Ma ora vola alto. Ora il percorso che parte e arriva in Porta Venezia \u00e8 perfetto. La strada \u00e8 segnata: &#8220;L&#8217;obbiettivo tecnico \u00e8 scendere sotto le due ore e 7 minuti di gara- spiega- Il tracciato \u00e8 velocissimo e credo si possa fare&#8230;.&#8221; C&#8217;era una volta la Milano Marathon che scappava dalla citt\u00e0 per non dar fastidio, c&#8217;\u00e8 oggi una Milano marathon che sceglie strade e traiettorie alla caccia di un record. E&#8217; cambiato lo stile. E&#8217; cambiato lo sponsor. Via la maglietta sudata\u00a0 la maratona \u00e8 diventa \u201cfashion\u201d con la firma di <strong>Armani.<\/strong> Pi\u00f9 alla moda, pi\u00f9 glamour, pi\u00f9 facile da promuovere, da proporre, da \u201cvendere\u201d perch\u00e8 alla fine anche le emozioni di sport sono un prodotto. \u00a0E l\u2019immagine di una maratona che si corre nella citt\u00e0 della moda e che ha Armani al suo fianco \u00e8 un\u2019immagine che da sola pu\u00f2 fare il giro del mondo. Ed \u00e8 poi lo stesso discorso che vale per New York, per Venezia, per Roma che anche quest&#8217;anno, purtroppo, si corre nello stesso giorno di Milano, l&#8217;8 di aprile.\u00a0 &#8220;Guerra&#8221; assurda ed inutile che comunque si combatte anche anche se nessuno sembra volersi mettere l&#8217;elmetto, a cominciare dalla Fidal che lascia fare. Chiss\u00e0 poi perch\u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A diciotto anni una maratona diventa grande. E pensa in grande. Pensa che 20mila iscritti siano un obbiettivo possibile, che un marathon village in Fiera da oltre 5mila metri quadrati sia il giusto biglietto da visita, che\u00a0 pi\u00f9 di un milione di euro raccolti nel charity program dell&#8217;anno passato siano un buon punto da cui ripartire. E allora i conti tornano, nel senso che anche una citt\u00e0 come Milano dopo 18 anni con la &#8220;sua&#8221; maratona sotterra, forse per sempre, l&#8217;ascia di guerra e impara a conviverci. Non si capisce ancora bene se la ami o la sopporti ma poco [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/10\/16\/milano-18anni-di-maratona\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22944"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22944"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22944\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22947,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22944\/revisions\/22947"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22944"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22944"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22944"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}