{"id":23109,"date":"2017-11-06T23:37:30","date_gmt":"2017-11-06T22:37:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=23109"},"modified":"2017-11-07T09:14:02","modified_gmt":"2017-11-07T08:14:02","slug":"new-york-maratona-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/11\/06\/new-york-maratona-italiana\/","title":{"rendered":"New York, maratona italiana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/11\/newyo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-23113\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/11\/newyo-300x225.jpg\" alt=\"newyo\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/11\/newyo-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/11\/newyo.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La maratona di New York \u00e8 tra le prime cinque maratone italiane. Parlano i numeri. Dopo gli americani siamo la nazione pi\u00f9 rappresentata, tremila italiani al via sono un tesoretto che le tante 42 chilometri che si corrono sulle nostre strade nemmeno si sognano. Ed \u00e8 tutto dire. Quasi una contraddizione scoprire che, in un Paese che lamenta crisi, disoccupazione, piccoli e grandi conflitti sociali. \u00a0sono in tanti, tantissimi che si possono permettere un investimento di diverse migliaia di euro per correre la gara dei sogni. E, al di la della facile retorica, \u00a0\u00e8 un bel segnale di ottimismo. Forse di ripresa che tutti annunciano e \u00a0qui c&#8217;\u00e8 davvero perch\u00e8, \u00a0siamo s\u00ec un Paese di santi e navigatori, ma ora sempre pi\u00f9 anche di maratoneti pronti a mettere mano al portafogli e a far sacrifici per togliersi lo &#8220;sfizio&#8221; . Ma la maratona di New York \u00a0non fa testo perch\u00e8 , per chi ha la passione della corsa che scorre sottopelle, vale tutti i sacrifici del mondo. Almeno una volta nella vita New York va corsa. Perch\u00e8 sar\u00e0 anche commerciale, sar\u00e0 che non venirci per qualcuno ( pochi) pu\u00f2 anche essere snob, ma resta un&#8217; esperienza indimenticabile che vale per sempre. Puoi correrla cento volte la maratona di New York ma ogni volta ti resta addosso. Nel cuore e sulla pelle. Ogni volta \u00e8 un\u2019emozione nuova, diversa, intensa come solo questa maratona pu\u00f2 regalare. Certo, Boston \u00e8 la storia, Berlino pi\u00f9 veloce, Londra pi\u00f9 aristocratica e forse un po\u2019 pi\u00f9 chic ma correre qui tra due ali di folla che non si interrompono mai da Staten Island a Central park non ha prezzo. Sei nella scena, ti senti il protagonista di un film. Campione anche se arranchi dopo le 4 ore. Ma volano via. Vola via anche il freddo, la pioggia, le cinque sei ore di attesa sul prato di una base militare ad aspettare l&#8217;onda per partire. New York \u00e8 l\u2019emozione di una cannonata che ti trapassa il cuore, che ti porta a correre su un ponte che traballa perch\u00e8 50 mila sono tanti. Pi\u00f9 di ci\u00f2 che si pensa o si crede scrivendolo o raccontandolo. New York \u00e8 la folla che ti applaude dall\u2019inizio alla fine, la gente che balla, mamme, figlie, nonni, sudamericani, cinesi, tutte le etnie possibili perch\u00e8 la globalizzazione qui non \u00e8 solo un modo di dire. Sono i vigili del fuoco che si fermano ad incitare, i poliziotti con le medaglie delle passate maratone al collo che ti danno il cinque, i taxi ai lati della strada, quelli con le Harley e i giubbotti in pelle che bevono birra e fanno la faccia truce ma \u00e8 tutta una recita, la musica, i profumi dei baracchini degli hot dog, i brown block che una volta erano popolari e oggi sono diventati chic. New York \u00e8 l&#8217;emozione di scendere dal Queensborough bridge, la prima e la quinta strada con i su \u00e8 gi\u00f9 che finiscono mai, \u00a0Central Park e le ultime tre miglia senza un metro di piano, l&#8217;arrivo, la gioia e per qualcuno le lacrime. Poi tutti in coda. Stanchi, sfiniti, felici, ubriachi di fatica e di gioia per tutto ci\u00f2 che si riporter\u00e0 a casa custodito nella mente per mesi e forse anni. Chi c\u2019\u00e8 stato non dimentica pi\u00f9, chi ritorna scopre che ogni volta c\u2019\u00e8 un nuovo romanzo da scrivere. E non c\u2019\u00e8 mai una fine\u2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La maratona di New York \u00e8 tra le prime cinque maratone italiane. Parlano i numeri. Dopo gli americani siamo la nazione pi\u00f9 rappresentata, tremila italiani al via sono un tesoretto che le tante 42 chilometri che si corrono sulle nostre strade nemmeno si sognano. Ed \u00e8 tutto dire. 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