{"id":23116,"date":"2017-11-07T19:11:34","date_gmt":"2017-11-07T18:11:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=23116"},"modified":"2017-11-07T23:12:09","modified_gmt":"2017-11-07T22:12:09","slug":"vedana-triathlon-tempo-perso-e-lallenamento-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/11\/07\/vedana-triathlon-tempo-perso-e-lallenamento-del-futuro\/","title":{"rendered":"Vedana: &#8220;Triathlon tempo perso? E&#8217; l&#8217;allenamento del futuro&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/11\/ds.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-23119\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/11\/ds-300x200.jpg\" alt=\"ds\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/11\/ds-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/11\/ds.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La domanda gira e rigira in questi giorni, dopo che <strong>Sara Dossena,<\/strong> triatleta e magnifica protagonista della maratona di New York, ha colorato d&#8217;azzurro la domenica di un piovoso pomeriggio italiano. Ma se si dedicasse completamente alla maratona, senza &#8220;perder tempo&#8221; nel triathlon come le \u00e8 stato suggerito, andrebbe pi\u00f9 forte, si giocherebbe un podio o la vittoria? &#8220;Sinceramente credo di no- spiega <strong>Fabio Vedana<\/strong> tecnico\u00a0gi\u00e0 responsabile della nazionale elite azzurra di triathlon e di quella olimpica svizzera- Innanzitutto sono convinto che \u00a0questo capolavoro newiorchese \u00a0si sia potuto potuto \u00a0realizzare perch\u00e8 Sara ha incontrato <strong>Maurizio Brassini,<\/strong> un tecnico che viene dal triathlon ma che, al di l\u00e0 del fatto tecnico, \u00e8 stato capace di \u00a0restituirle il sogno, la convinzione che nonostante gli infortuni e la sfortuna quel sogno si potesse ancora realizzare, che era a portata di mano e bisognava solo crederci. E&#8217; l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante e Maurizio in questo senso \u00e8 stato bravissimo. Poi c&#8217;\u00e8 il fatto tecnico. Sara ha fatto ci\u00f2 che ha fatto a New York proprio perch\u00e8 ora arriva dalla \u00a0multidisciplina. E&#8217; diventata l&#8217;atleta che \u00e8 proprio grazie al triathlon e al cross training, l&#8217;allenamento incrociato \u00a0che permette di potenziare le qualit\u00e0 centrali, il sistema cardiocircolatorio e respiratorio anche senza un lavoro specifico&#8221;. \u00a0La sostanza \u00e8 che con il cross training c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di mantenere alti i volumi di allenamento senza necessariamente aumentare i carichi di lavoro. E non \u00e8 un dettaglio. &#8220;I carichi restano bassi- spiega <strong>Vedana-<\/strong> e questa \u00e8 una vera rivoluzione rispetto a quanto si pensava, \u00a0soprattutto nell&#8217;atletica, qualche anno fa dove agli atleti venivano fatti macinare tantissimi chilometri con tutto ci\u00f2 che ne conseguiva. Una rivoluzione che ha una logica e che, alternando le discipline e le tecniche, \u00a0punta moltissimo sui lavori di qualit\u00e0 che permettono agli atleti innanzitutto di non consumare strutture tendinee e ossee. Non solo. Soprattutto per le donne permette di tenere sotto controllo l&#8217;eccessiva perdita di peso che pu\u00f2 portare al rischio di menorrea ed aumenta l&#8217;incidenza delle fratture da stress&#8221;. Nel caso della <strong>Dossena<\/strong> quindi l&#8217;allenamento in bici ha contribuito a darle una solidit\u00e0 muscolare che prima, quando faceva solo atletica, probabilmente non aveva e l&#8217;ha preservata da tutta una serie di infortuni a cui era soggetta. Ma c&#8217;\u00e8 anche il nuoto. &#8220;Il nuoto \u00e8 un allenamento che permette di ampliare la parte metabolica e respiratoria- spiega <strong>Vedana<\/strong>&#8211; ma in completo scarico. E la Dossena negli anni ha nuotato moltissimo visto che quando si \u00e8 avvicinata al triathlon questa era la frazione\u00a0dove, pi\u00f9 che nelle altre due, \u00a0doveva costruirsi&#8221;. Cross training quindi, che ridimensiona i carichi di lavoro e rivoluziona un po&#8217; ( un bel po&#8217;) il vecchio pensare: &#8220;Si va a cercare il giusto bilanciamento tra il cross training e i lavori specifici- spiega Vedana- Un equilibrio che \u00e8 anche il frutto di confronto e di &#8220;furti&#8221; da altre discipline. Io oggi sono qui in Toscana al raduno della nazionale italiana di nuoto di fondo proprio per osservare come si allenano, come fanno a vincere cos\u00ec tanto, per spiare come nuotano, \u00a0per rubare qualche dettaglio. Che poi sono i dettagli a fare la differenza. Tornando a New York basta guardare come la tecnica di corsa di <strong>Shalane Flanagan,<\/strong> \u00a0praticamente perfetta, frutto di un lavoro tecnico che le ha permesso di fare la differenza e di avere ragione di atlete africane magari pi\u00f9 dotate e con pi\u00f9 talento. Credo che il segreto \u00a0sia anche questo e sia necessario mettere da parte un po&#8217; di vecchie convinzioni. Confrontarsi anche con altre discipline ed altre tecniche di allenamento non penso sia una perdita di tempo&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La domanda gira e rigira in questi giorni, dopo che Sara Dossena, triatleta e magnifica protagonista della maratona di New York, ha colorato d&#8217;azzurro la domenica di un piovoso pomeriggio italiano. 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