{"id":23450,"date":"2017-12-30T16:58:54","date_gmt":"2017-12-30T15:58:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=23450"},"modified":"2017-12-30T16:58:54","modified_gmt":"2017-12-30T15:58:54","slug":"lanno-di-sagan-che-ricorda-scarponi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2017\/12\/30\/lanno-di-sagan-che-ricorda-scarponi\/","title":{"rendered":"L&#8217;anno di Sagan ( che ricorda Scarponi)"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/12\/scarponi121212.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-23455\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/12\/scarponi121212-150x150.jpg\" alt=\"scarponi121212\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/12\/fed2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-23456\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/12\/fed2-150x150.jpg\" alt=\"fed\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/12\/du.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-23457\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/12\/du-150x150.jpg\" alt=\"du\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Tom Dumoulin<\/strong> che vince il Giro e magari non te l&#8217;aspetti. La <strong>Juve<\/strong> che si aggiudica il sesto scudetto di fila che invece te l&#8217;aspetti anche se mai nessuna squadra c&#8217;era riuscita. Il ritiro di <strong>Francesco Totti<\/strong>, <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> che passa la mano e cede il Milan ai cinesi, la nazionale che tracolla a San Siro e contro la Svezia e saluta il mondiale, <strong>Lewis Hamilton<\/strong> per la quarta volta campione in F1, <strong>Marc Marquez\u00a0<\/strong> che domina il Motgp e <strong>Federica\u00a0 Pellegrini<\/strong> che vince l&#8217;oro nel 200 stile ai mondiali di Budapest. Un anno di sport tra sorprese e conferme, tra gioia e tristezza. Tanta, tantissima, malinconia infinita nel ricordo di <strong>Michele Scarponi<\/strong> che ad aprile se ne va lasciando un vuoto enorme e che <strong>Peter Sagan<\/strong> porta sul podio del campionati del mondo di ciclismo a Beergen a\u00a0 ricordandolo ancor prima di festeggiare il suo terzo oro consecutivo. Grande in tutti i sensi. In un anno listato a lutto l&#8217;impresa di Sagan \u00e8 un gioiello che vale la copertina di una stagione che incorona un fenomeno che va oltre il ciclismo e che ha gi\u00e0 scritto una storia che vale gi\u00e0 la pena di raccontare. E magari di rileggere.<\/p>\n<blockquote><p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/12\/sag.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-23452\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2017\/12\/sag-150x150.jpg\" alt=\"sag\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>BERGEN, 24 SETTEMBRE.<\/strong> Vengono gli occhi lucidi a veder vincere\u00a0<strong>Peter Sagan.<\/strong>\u00a0Richmond, Doha e adesso Bergen. Tre volte campione del mondo, come nessuno mai nella storia del ciclismo, come solo \u00a0lui poteva e ha saputo fare. Sagan emoziona . Il segreto \u00e8 tutto qui. Sprintano in tanti, scattano in tanti e vincono in tanti. Ma Sagan conquista. Con la leggerezza dei grandi, con la maturit\u00e0 di un campione che non sbraita quando per una gomitata lo sbattono fuori da un Tour dove era destinato a fare la star, con la delicatezza di un uomo che dopo tre titoli mondiali non fa proclami<strong>.\u00a0<\/strong>\u00a0Gli altri vincono\u00a0<strong>Sagan<\/strong>\u00a0ci mette qualcosa in pi\u00f9. Non il colpo di reni, gesto antico e di tecnica pura, da funambolo che sa cogliere l\u2019attimo e che gli fa mettere mezza ruota davanti a quella di\u00a0<strong>Alexander Kristoff,<\/strong>\u00a0\u00a0profeta in patria predestinato e battuto.\u00a0<strong>Sagan<\/strong>\u00a0ci mette la \u00a0faccia disincantata, lo sguardo guascone a volte triste a volte irriverente, la semplicit\u00e0 di un grande in un mondo spesso di mediocri che per\u00f2 si prendono maledettamente sul serio.\u00a0 Fenomeno, fuoriclasse, personaggio o \u00a0campione? Da Richmond a Doha e oggi a Bergen \u00a0il ragazzo di Zilina \u00e8 il nuovo messia del ciclismo mondiale. \u00a0Punto. Ma non sono i campionati del mondo a incoronarlo, semmai \u00e8 il contrario. \u00a0Ci sono maglie iridate \u00a0finite sulle spalle di illustri sconosciuti che le hanno portate in giro per il mondo nel pi\u00f9 completo anonimato.\u00a0 Ci sono campioni del mondo che nessuno pi\u00f9 neanche sospetta e neanche immagina. Sagan invece ce lo ricorderemo tutti. Ora pi\u00f9 che mai. Ci ricorderemo quel suo scatto sul pav\u00e8 \u00a0a Richmond, la volata di Doha e il colpo di reni di oggi, \u00a0 allo stesso modo della \u201cfucilata\u201d di\u00a0<strong>Beppe Saronni<\/strong>\u00a0a Goodwood che proprio pochi giorni fa ha compiuto sessant\u2019anni. Stessa pasta. Gesti consegnati alla storia, per sempre. \u00a0Sagan \u00e8 la rivoluzione di cui il ciclismo moderno appiattito da tattiche e doping aveva bisogno. E\u2019 l\u2019incoscienza e il coraggio, \u00e8 la miscela esplosiva dell\u2019estro, la classe che comunque fa sempre la differenza. In bici ma anche quando non pedala. E\u2019 il personaggio che fa la gioia di tifosi e giornalisti. Che prende a insulti un cameraman della Vuelta che per filmarlo rischia di farlo atterrare sull\u2019asfalto, che pizzica il sedere di una miss sul podio e fa imbufalire\u00a0<strong>Fabian\u00a0 Cancellara,<\/strong>\u00a0che poi\u00a0 le manda un mazzo di fiori per scusarsi. Alla miss. Peter Sagan \u00e8 quello che dopo la vittoria del mondiale che lo consacra stella di primaria importanza in un mondo che \u00e8 sport ma anche contratti, sponsor, marketing e soldoni, \u00a0se ne frega di tutto e di tutti se ne va con quattro amici al pub a festeggiare con un birra. Peter Sagan sono 5 milioni di contatti sul web, \u00a0335mila su twitter e un centinaio di autografi al giorno. Peter Sagan \u00e8 l\u2019 uomo che , dopo aver vinto tre mondiali di fila, \u00a0le prime parole le regala al \u00a0suo amico\u00a0<strong>Michele Scarponi<\/strong>\u00a0 mandando un saluto alla moglie e ai figli. Ed \u00e8 anche per questo che fa venire gli occhi lucidi\u2026<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tom Dumoulin che vince il Giro e magari non te l&#8217;aspetti. La Juve che si aggiudica il sesto scudetto di fila che invece te l&#8217;aspetti anche se mai nessuna squadra c&#8217;era riuscita. Il ritiro di Francesco Totti, Silvio Berlusconi che passa la mano e cede il Milan ai cinesi, la nazionale che tracolla a San Siro e contro la Svezia e saluta il mondiale, Lewis Hamilton per la quarta volta campione in F1, Marc Marquez\u00a0 che domina il Motgp e Federica\u00a0 Pellegrini che vince l&#8217;oro nel 200 stile ai mondiali di Budapest. 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