{"id":23539,"date":"2018-01-17T18:54:32","date_gmt":"2018-01-17T17:54:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=23539"},"modified":"2018-01-17T18:54:32","modified_gmt":"2018-01-17T17:54:32","slug":"quelli-che-la-pausa-pranzo-si-corre-al-sempione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/01\/17\/quelli-che-la-pausa-pranzo-si-corre-al-sempione\/","title":{"rendered":"Quelli che la pausa pranzo si corre al Sempione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/01\/semp.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-23540\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/01\/semp-300x220.jpg\" alt=\"semp\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/01\/semp-300x220.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/01\/semp.jpg 832w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 il chiosco delle salsicce che strappa i numerini come al supermercato per servire i clienti. \u00a0E c&#8217;\u00e8 la coda che invade la pista ciclabile e bisogna zigzagare. Ma non \u00e8 quello il problema. Per i milanesi che la pausa pranzo la passano correndo al parco Sempione, il tormento sono il profumo della griglia e \u00a0le medie bionde che passano sul banco e d&#8217;estate diventano la madre di tutte le tentazioni. \u00a0Pausa pranzo \u00a0per il popolo che lavora significa fermarsi a mangiare. Stop, fine delle trasmissioni. Sedersi, ordinare e consumare, tre bei verbi all&#8217;infinito che l&#8217;altro popolo, quello dei runner, non conosce nell&#8217;esaltazione di un masochismo che, con il sole e con la pioggia, d&#8217;inverno e d&#8217;estate, li spinge \u00a0chiss\u00e0 perch\u00e8 a flagellarsi. In pausa pranzo Sempione sono tante trib\u00f9. Camminatori, telefonisti, lettori, bande di colleghi che se la raccontano, bande di colleghi che parlano male di altri colleghi, \u00a0mariti, mogli e amanti. Poi c&#8217;\u00e8 chi corre. Da mezzogiorno alle tre \u00e8 un viavai di tapascioni \u00a0che escono dalle tane. Dagli spogliatoi delle palestre, dai bagni degli uffici, dai bauli delle auto, \u00a0da case e cantine. Tanti gruppi di Whattsapp che macinano orari, messaggi e appuntamenti. Giri in senso oraio, \u00a0giri al contrario, appuntamenti alla fonatanella, al chiosco dei sudamericani, davanti all&#8217;Arco, tempi e chilometri. Ci si ritrova e si va. Tre chilometri e mezzo costeggiando la ringhiera del parco, saltellando su e gi\u00f9 dai marciapiedi, litigando con i ciclisti sulla ciclabile (hanno ragione loro) , variando su sterrati e su qualche strappetto che ci si illude sia una salita, \u00a0perch\u00e8 ognuno ha il suo percorso, come i criceti, ovviamente il migliore dei percorsi possibili. \u00a0Ogni giorno lavorativo che si rispetti la pausa pranzo \u00e8 tutta qui. Castello, Triennale, Arco dellaPace, Arena e si ricomincia. Tre, quattro, cinque, \u00a0qualche folle anche sei giri che fanno quasi un mezza. Poi doccia e di nuovo lavoro. E la pausa dov&#8217;\u00e8? Dov&#8217;\u00e8 il pranzo? Dettagli di un mondo normale che la trib\u00f9 dei runner cancella come i sensi di colpa che la corsa spazza via. E ogni volta che corro al Sempione chiss\u00e0 perch\u00e8\u00a0mi torna \u00a0in mente una canzone di\u00a0<strong>Jovanotti<\/strong>. Quella\u00a0che parlava della notte dove si vive meglio, dove non si conosce sbadiglio. Dove la citt\u00e0 riprende fiato e si trasforma, cambia forma e tutto \u00e8 pi\u00f9 tranquillo e non esiste\u00a0 esiste traffico e non c\u2019\u00e8 casino almeno quello brutto, quello che stressa. La gente della notte- cantava Jovanotti- \u00e8\u00a0sempre la stessa, ci si conosce tutti come in un paese,\u00a0 sempre le stesse facce mese dopo mese. E il giorno cambia leggi e cambia governi e passano le estati e passano gli inverni, la gente della notte sopravvive sempre nascosta nei locali confusa tra le ombre. La gente della notte fa lavori strani,\u00a0 certi nascono oggi e finiscono domani, baristi, spacciatori, puttane e giornalai, poliziotti, travestiti gente in cerca di guai, ladroni di locali, spogliarelliste, camionisti,\u00a0 metronotte, ladri e giornalisti\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 il chiosco delle salsicce che strappa i numerini come al supermercato per servire i clienti. \u00a0E c&#8217;\u00e8 la coda che invade la pista ciclabile e bisogna zigzagare. Ma non \u00e8 quello il problema. Per i milanesi che la pausa pranzo la passano correndo al parco Sempione, il tormento sono il profumo della griglia e \u00a0le medie bionde che passano sul banco e d&#8217;estate diventano la madre di tutte le tentazioni. \u00a0Pausa pranzo \u00a0per il popolo che lavora significa fermarsi a mangiare. Stop, fine delle trasmissioni. 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