{"id":23578,"date":"2018-01-23T20:13:16","date_gmt":"2018-01-23T19:13:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=23578"},"modified":"2018-01-23T20:14:43","modified_gmt":"2018-01-23T19:14:43","slug":"sport-e-pregiudizio-meno-male-che-ce-la-mamma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/01\/23\/sport-e-pregiudizio-meno-male-che-ce-la-mamma\/","title":{"rendered":"Sport e pregiudizio: meno male che c&#8217;\u00e8 la mamma"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/01\/procter-Immagina-mamma-spot-600x400.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-23582\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/01\/procter-Immagina-mamma-spot-600x400-300x200.jpg\" alt=\"procter-Immagina-mamma-spot-600x400\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/01\/procter-Immagina-mamma-spot-600x400-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/01\/procter-Immagina-mamma-spot-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Stereotipi, preconcetti, paura del diverso.Gli italiani hanno pregiudizi? Pare di s\u00ec,\u00a0 nella vita di tutti i giorni, nella scuola e anche nello sport.\u00a0Un po&#8217; si sapeva ma a confermarlo ora arriva la ricerca\u00a0 \u00abItaliani e pregiudizi: esperienza dal mondo dello sport\u00bb,\u00a0 realizzata da\u00a0\u00a0<strong>Kantar TNS<\/strong> per <strong>Procter &amp; Gamble<\/strong> in occasione dei\u00a0Giochi Olimpici di PyeongChang 2018<em>.\u00a0 <\/em>Presentata questa mattina presso la sede <strong>WPP Italia<\/strong> di via Tortona a Milano l&#8217;indagine ha coinvolto\u00a0un campione di 601 persone, rappresentativo della popolazione italiana, e dipinge un Paese Italia in cui il pregiudizio \u00e8 ancora un fenomeno ricorrente, in ogni settore e a ogni et\u00e0. Lo sport non fa eccezione . Per un atleta su due, tanto per fare un esempio, la maggiore difficolt\u00e0 \u00e8 quella di conciliare lo\u00a0 studio e l&#8217; attivit\u00e0 sportiva. Una storia vecchia, un limite culturale che fa ancora parte della nostra scuola che consiodera lo sport come un&#8217;attivit\u00e0 ludica e accessoria e non come una parte integrante della crescita di un ragazzo come studente ma soprattutto come persona e il 31% degli intervistati che ha praticato sport a livello agonistico durante il periodo scolastico\u00a0 ha sottolineato quanto gli stereotipi siano presenti anche in questo contesto.\u00a0 Per il 39% degli sportivi sarebbe importante che la scuola si strutturasse per andare incontro alle esigenze di chi pratica sport a livello agonistico e il 19 per cento ha\u00a0\u00a0ha affermato di essere stato vittima di pregiudizi da parte degli insegnanti.\u00a0 Scuola, sport, professori ma anche genitori. Durante la carriera sportiva di una ragazzo la mamma \u00e8 la figura pi\u00f9 presente per il 34% degli intervistati, seguita da vicino dal pap\u00e0 (30%). I genitori ci sono quindi anche se in molti casi forse troppo, incapaci di farsi di lato lasciando il passo a chi deve seguire per professione la crescita sportiva dei loro ragazzi. Il tema del pregiudizio \u00e8 stato inoltre\u00a0 oggetto di un recente sondaggio condotto dal\u00a0<strong>Comitato Olimpico Internazionale<\/strong>\u00a0sempre per conto di P&amp;G coinvolgendo gli atleti di tutto il mondo. Analisi da cui \u00e8 emerso che il 55% ha subito un pregiudizio, che ( nel\u00a0 53%\u00a0 dei casi) \u00e8 stata la mamma la pi\u00f9 grande sostenitrice\u00a0 e che ( nel 99 per cento dei casi) \u00e8 stata determinante nel far s\u00ec che diventassero atleti olimpici:<i>\u00a0&#8220;<\/i>\u00a0Quando osserviamo la grande determinazione che spinge gli atleti fino ai Giochi Olimpici- spiega\u00a0<strong>Barbara Del Neri, Direttore Corporate Marketing P&amp;G Sud Europa-\u00a0<\/strong>non possiamo dimenticare le mamme e con loro le famiglie che hanno contribuito in modo decisivo alla loro crescita. Se guardassimo il mondo con gli occhi di una mamma sarebbe certamente un mondo migliore\u00bb,\u00a0A portare la sua esperienza, \u00e8 la pattinatrice di velocit\u00e0 sul ghiaccio, atleta del gruppo sportivo Aeronautica Militare, Campionessa Europea 2018 di Masstart,\u00a0<strong>Francesca Lollobrigida<\/strong>,\u00a0\u00abConosco bene l&#8217;iniziativa &#8220;Grazie di cuore, Mamma&#8221; di P&amp;G ed\u00a0i suoi video mi hanno sempre emozionato moltissimo perch\u00e8 mettono in luce un aspetto della vita dei ragazzi e di noi atleti\u00a0fondamentale ovvero il sostegno della mamma e della famiglia alla nostra attivit\u00e0- spiega-\u00a0 Essere un atleta agonista \u00e8 bello ma richiede enormi sacrifici e spesso quando le cose non vanno bene e non si capisce il perch\u00e8 si pensa di mollare tutto. A\u00a0me \u00e8 successo: ho passato un periodo lungo nel quale fisicamente non stavo bene e non capivo. In quei momenti pensavo di mollare tutto. Poi ho scoperto di avere la mononucleosi. Mia mamma mi \u00e8 stata accanto e mi ha convinto che non dovevo abbandonare il pattinaggio, uno sport che pratico da quando sono piccolissima e che fa parte della mia vita. Cos\u00ec non ho mollato e se oggi sono la persona e l&#8217;atleta che sono, lo devo a lei&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Stereotipi, preconcetti, paura del diverso.Gli italiani hanno pregiudizi? 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