{"id":23783,"date":"2018-02-25T19:35:58","date_gmt":"2018-02-25T18:35:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=23783"},"modified":"2018-02-25T19:47:41","modified_gmt":"2018-02-25T18:47:41","slug":"il-trittico-e-una-rivoluzione-fatta-sottovoce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/02\/25\/il-trittico-e-una-rivoluzione-fatta-sottovoce\/","title":{"rendered":"Il Trittico e una rivoluzione fatta sottovoce&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/02\/17855443_1320187834695944_1677609358007113977_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-23787\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/02\/17855443_1320187834695944_1677609358007113977_o-300x169.jpg\" alt=\"17855443_1320187834695944_1677609358007113977_o\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/02\/17855443_1320187834695944_1677609358007113977_o-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/02\/17855443_1320187834695944_1677609358007113977_o-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/02\/17855443_1320187834695944_1677609358007113977_o.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 un altro Trittico oltre a quello lombardo ed \u00e8 una storia tutta da raccontare. Innanzitutto perch\u00e8 \u00e8 un&#8217;idea di ciclismo a cui sarebbe bello abituarsi, un&#8217;idea che, come dicono gli organizzatori,&#8221;nasce dal basso&#8221; ed \u00e8 un po&#8217; la quintessenza di un ciclismo pi\u00f9 libero che mettendo insieme una serie di meno alla fine riesce a dare pi\u00f9 gusto e pi\u00f9 fascino alla dolce fatica del pedalare.\u00a0 Meno frenesia, meno agonismo,\u00a0 meno treni da fissati,\u00a0 meno classifiche, meno tempi, meno griglie\u00a0 ma soprattutto meno iscrizioni perch\u00e8 non si paga e meno regole perch\u00e8 ognuno corre con la bici che ha o che preferisce.\u00a0 Il Trittico \u00e8 un\u00a0 esperimento che mette insieme tre gare:\u00a0 il\u00a0<strong>&#8220;Martesana Van Vlaanderen&#8221;<\/strong> che si corre a Inzago nel Milanese sabato 31 Marzo, la <strong>&#8220;Coppa Asteria&#8221;<\/strong> sulle strade di Bergamo sabato 2\u00a0 giugno e la <strong>&#8220;Muretti Madness&#8221;<\/strong> in programma a Firenze sabato 27 Ottobre.\u00a0 Dicono gli organizzatori: &#8220;Il trittico\u00a0\u00e8 la natura selvaggia del Martesana Van Vlaanderen lungo le rive del Naviglio e dell\u2019Adda, \u00e8 il fascino di Bergamo Alta della Coppa Asteria, \u00e8 la magia e la bellezza di Firenze della Muretti Madness. Sono tre eventi dove non c\u2019\u00e8 competizione, tre appuntamenti per gli amanti del nord e delle salite&#8230;&#8221;. L&#8217;idea \u00e8 quella l\u00ec ed \u00e8 quella che muove la passione di chi in sella a una bici trova ristoro alla sua voglia di libert\u00e0 che spesso s&#8217;ingabbia nelle griglie di una granfondo.\u00a0 Una sfida che passa pi\u00f9 dagli sterrati dell&#8217;Eroica che dall&#8217;asfalto filante di una gara scandita dal cronometro o da un chip: &#8220;L&#8217; idea \u00e8 nata qualche anno fa- racconta <strong>Michele Aquila,<\/strong>\u00a0 il &#8220;patron&#8221; della Muretti Madness- quando con gli altri organizzatori ci siamo conosciuti e ritrovati a pedalare e a parlare delle nostre gare. Cos\u00ec \u00e8 nata l&#8217;idea di metterci insieme in un circuito che \u00e8 lontano per\u00a0 struttura e filosofia da quelli tradizionali delle granfondo&#8230;&#8221;.\u00a0 Presentato poche sere fa all&#8217;<strong>Upcycle bike caf\u00e8 di Milano<\/strong>,\u00a0 il Trittico \u00e8 alla terza edizione e lo scorso anno ha visto al via al via pi\u00f9 di un migliaio di appassionati.\u00a0 La partecipazione \u00e8 libera, basta iscriversi. Si parte quando si vuole perch\u00e8 il via \u00e8 alla francese, ma non \u00e8 una passeggiata: &#8220;Viene\u00a0 chi ha voglia di far fatica- spiega <strong>Aquila<\/strong>&#8211; perch\u00e8 in tutte e tre le gare che hanno percorsi tra i 100 e i 120 chilometri\u00a0 ci sono strade impervie e\u00a0 ci sono salite . Non c&#8217;\u00e8 un percorso segnato, viene fornita una traccia Gps da caricare sul proprio ciclocomputer e\u00a0 si segue quella. Funziona. E funziona anche per chi non va tanto d&#8217;accorso con le tecnologie e il ciclocomputer non ce l&#8217;ha perch\u00e8 si formano i piccoli gruppi e basta seguirli&#8230;&#8221; La realt\u00e0\u00a0 e che quelle del Trittico non sono delle gare. Chi viene a correre lo fa per la passione di pedalare su strade poco battute, spesso dimenticate a volte sterrate e ciottolate e per arrivare fino in fondo che \u00e8 poi l&#8217;unica cosa che chiedono gli organizzatori per consegnare al traguardo la meritata medaglia.\u00a0 Il 31 marzo si comincia con il Martesana Van Vlanderen,\u00a0 proprio alla vigilia del Giro delle Fiandre. Che non \u00e8 per niente un caso.\u00a0 Le Fiandre in Belgio sono i muri, sono la storia del ciclismo, sono una festa nazionale, sono un Paese che pedala, che sta sui bordi delle strade ad applaudire, sono birra e panini bevuti e mangiati aspettando la corsa, sono il pav\u00e8 che \u00a0non \u00e8 un fastidio da asfaltare ma sono cubetti di gloria. Da noi \u00e8 una piccola rivoluzione fatta sottovoce&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.martesanavanvlaanderen.it\/\">http:\/\/www.martesanavanvlaanderen.it\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.murettimadness.it\/\">http:\/\/www.murettimadness.it\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.coppaasteria.it\/\">http:\/\/www.coppaasteria.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 un altro Trittico oltre a quello lombardo ed \u00e8 una storia tutta da raccontare. 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