{"id":24032,"date":"2018-04-09T12:14:43","date_gmt":"2018-04-09T10:14:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=24032"},"modified":"2018-04-09T12:15:54","modified_gmt":"2018-04-09T10:15:54","slug":"la-maratona-fino-alla-fine-dei-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/04\/09\/la-maratona-fino-alla-fine-dei-giorni\/","title":{"rendered":"La maratona fino alla fine dei giorni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/04\/mrat.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-24033\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/04\/mrat-300x201.jpg\" alt=\"mrat\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/04\/mrat-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/04\/mrat.jpg 541w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il giorno dopo tutti eroi, stanchi, tramortiti, soddisfatti quelli che correvano a Milano, Roma, Parigi&#8230;. Eroi a contare minuti e secondi. A misurare i percorsi con i gps per far tornare conti che non tornano. Eroi \u00a0con le mani calde, fredde,\u00a0 incapaci di aprire una cerniera, di sbottonare un laccetto. Eroi con le gambe bloccate, i muscoli che gridano, rigidi, come un Pinocchio qualsiasi che scende le scale. Eroi fermi ai lati delle strade. Eroi incerti e dal passo sicuro, Eroi\u00a0 con il sorriso e la gioia che solo un sogno conquistato sa regalare. C\u2019\u00e8 un tempo per ogni cosa ma non c\u2019\u00e8 un tempo per la maratona. Due ore e cinquanta? Tre? Tre e quindici, tre e mezzo, quattro? Numeri. E<em>\u00a0chissenefrega<\/em>\u00a0dei numeri. Li vedi passare dall\u2019altra parte della strada i\u00a0<em>pacer<\/em>\u00a0con i tempi segnati sui palloncini. Non li leggi neanche per quanto vanno veloci. Ma \u00e8 un dettaglio che non interessa. Non c\u2019\u00e8 un tempo nella maratona perch\u00e8 ognuno ha il suo ed \u00e8 il tempo migliore. \u00a0Forte, fortissimo, piano adagio o camminando sono due sport diversi. Non \u00e8 un fatto tecnico. E\u2019 una scelta, per tirarsela un po\u2019 si potrebbe anche dire che \u00e8 una filosofia. Non ci sono muri da abbattere o scavalcare. Guardi in faccia quelli che ti sfilano pi\u00f9 veloce e capisci che ognuno ha in testa il\u00a0suo tormento. Il sogno \u00e8 lo stesso per tutti ma sono mille le sfaccettature. C\u2019\u00e8 chi non molla, chi spinge sempre fino in fondo, \u00a0chi deve fare il personale, \u00a0chi per un minuto in meno si venderebbe l\u2019anima, chi se non \u00e8 giornata si ferma, chi un centimetro dopo il traguardo si fa il selfie da postare sui social, chi\u00a0fa 42 chilometri e non lo diresti mai. C\u2019\u00e8 chi ride, chi s\u2019incazza, chi piange e c\u2019\u00e8 chi soffre perch\u00e8 \u00a0sono mille anche i modi di esorcizzare la fatica. E quella c\u2019\u00e8 sempre, per tutti. C\u2019\u00e8 chi batte il cinque, chi arriva al traguardo con i figli, chi applaude alla bande che suonano, chi ai bersaglieri, chi trova la forza e l\u2019agilit\u00e0 di accennare anche un paio di passi di danza. C\u2019\u00e8 \u00a0chi ci crede e chi finge di non crederci. C\u2019\u00e8 chi dice mai pi\u00f9 e chi invece fino alla fine dei giorni&#8230;Bisogna prendersela la maratona, poi ti resta dentro e non ti lascia pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il giorno dopo tutti eroi, stanchi, tramortiti, soddisfatti quelli che correvano a Milano, Roma, Parigi&#8230;. Eroi a contare minuti e secondi. A misurare i percorsi con i gps per far tornare conti che non tornano. Eroi \u00a0con le mani calde, fredde,\u00a0 incapaci di aprire una cerniera, di sbottonare un laccetto. Eroi con le gambe bloccate, i muscoli che gridano, rigidi, come un Pinocchio qualsiasi che scende le scale. Eroi fermi ai lati delle strade. 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