{"id":24236,"date":"2018-05-23T09:04:41","date_gmt":"2018-05-23T07:04:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=24236"},"modified":"2018-05-23T09:04:42","modified_gmt":"2018-05-23T07:04:42","slug":"i-ragazzi-del-beccaria-palla-al-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/05\/23\/i-ragazzi-del-beccaria-palla-al-centro\/","title":{"rendered":"I ragazzi del Beccaria: palla al centro&#8230;"},"content":{"rendered":"<div id=\"insertbox_text\">\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/05\/becca.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-24237\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/05\/becca-239x300.jpg\" alt=\"becca\" width=\"239\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/05\/becca-239x300.jpg 239w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/05\/becca.jpg 379w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/><\/a>Si apre il portone del carcere Beccaria sull&#8217;erba di un campo di calcio a cinque su cui giocheranno in sette. Erba sintetica, ma fa lo stesso. \u00c9 perfetta per prendere a calci un pallone e una vita che per i ragazzi che stanno qui dentro finora non ha detto benissimo. Ma si perde e si vince, lo sport e il calcio insegnano. Si perde e si ricomincia, questo il senso di una partita che a quindici, sedici, diciassette anni \u00e8 ancora tutta da giocare. E allora si scende in campo. Nel bel mezzo di un carcere che ti osserva dalle grate delle celle, che batte sulle inferriate, che applaude, che si lustra gli occhi davanti ad Alessandro Costacurta che d\u00e0 il calcio d&#8217;inizio ad una vventura straordinaria che vedr\u00e0 il Beccaria in campo con una squadra vera in un torneo vero. \u00abBilly\u00bb qui \u00e8 come una finale di Champions, \u00e8 da cori in curva, come quando giocava. E&#8217; forse il nuovo corso di una Federazione che ha voglia di cambiare. Sono i ragazzi che lo applaudono, che lo toccano, che si fanno firmare le maglie, che palleggiano e che sognano. Perch\u00e8 non se lo aspettavano. Non si aspettavano tanto. \u00abIn Fderazione stiamo cercando idee come questa- spiega il vicecommissario della Figc- E vi posso dire che il laboratorio che si \u00e8 tenuto nei giorni scorsi a Coverciano non \u00e8 finito l\u00ec ma finisce qui. Oggi&#8230;\u00bb. Fischio d&#8217;inizio sul campetto del Beccaria dove Alex, Azim, Faouzi, Davor, Iassim e tanti altri come loro da mesi hanno deciso di santificare il venerd\u00ec allenandosi sul serio. Corsa, scatti, ripetute, punizioni, qualche accenno di schema come una squadra vera. \u00abCome una squadra normale&#8230;\u00bb spiega Massimo Achini per quasi un decennio alla direzione del Centro sportivo italiano e da un paio d&#8217;anni \u00e8 presidente del Csi Milano. \u00c9 lui allenatore: \u00abTutto ci\u00f2 che fuori \u00e8 normale qui dentro \u00e8 straordinario- racconta- Abbiamo fatto una trentina di allenamenti, qualche amichevole, presto un quadrangolare e poi un campionato e sono orgoglioso di questi ragazzi. Non \u00e8 la prima volta che lo sport entra in carcere ma qui \u00e8 diverso perch\u00e8 i ragazzi hanno preso l&#8217;impegno. Molti non se la sono sentita, ad altri il progetto non interessava ma chi \u00e8 rimasto si \u00e8 preso la responsabilit\u00e0 di far sul serio\u00bb. Responsabilit\u00e0, fatica, impegno, vittoria e sconfitta. Sono precetti fondamentali nello sport ma anche nella vita: \u00abChi fa parte di questa squadra non ha pi\u00f9 scuse, non ha pi\u00f9 alibi- racconta Giorgia, una delle ragazze del Csi che seguono il progetto- Questi ragazzi hanno dimostrato che sanno impegnarsi, che sanno applicarsi, che sono capaci. Chi \u00e8 qui \u00e8 perch\u00e8 ha fatto errori, in un certo senso perch\u00e8 ha perso. Ma lo sport, il calcio insegnano che dopo una sconfitta si pu\u00f2 ricominciare\u00bb. Quindi palla al centro. Sempre. Con il primo calcio di Alessandro Costarcurta che passa palla a Don Stefano Guidi, il responsabile degli oratori Milanesi che porter\u00e0 qui i ragazzi della Diocesi a giocare e a Don Claudio Burgio, Fondatore dell&#8217;associazione Kayr\u00f3s che dal 2000 gestisce una comunit\u00e0 di accoglienza per minori e adolescenti. \u00abMeno questi ragazzi si allenano qui dentro meglio \u00e8- racconta sorridendo- il Beccaria \u00e8 solo una tappa ed \u00e8 bene che finisca in fretta. L&#8217;importante per\u00f2 \u00e8 continuare fuori ci\u00f2 che si \u00e8 provato ricostruire. Anche nello sport. Noi in comunit\u00e0 abbiamo una squadra che fa campionati Csi, ogni tanto vinciamo, ogni tanto facciamo risse&#8230;Ma la cosa fondamentale \u00e8 stabilire il contatto tra questi due mondi\u00bb. Ed \u00e8 una piccola magia che si compie tra un traversone che va alto sopra la traversa e finisce oltre filo spinato e un paio di dribbling troppo insistiti quando invece bisognerebbe giocare facile. Cos\u00ec l\u00e0 dove comincia il prato verde per qualche ora finisce il carcere. E&#8217;erba sintetica. Ma sembra tagliata di fresco&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si apre il portone del carcere Beccaria sull&#8217;erba di un campo di calcio a cinque su cui giocheranno in sette. Erba sintetica, ma fa lo stesso. \u00c9 perfetta per prendere a calci un pallone e una vita che per i ragazzi che stanno qui dentro finora non ha detto benissimo. Ma si perde e si vince, lo sport e il calcio insegnano. Si perde e si ricomincia, questo il senso di una partita che a quindici, sedici, diciassette anni \u00e8 ancora tutta da giocare. E allora si scende in campo. 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