{"id":24482,"date":"2018-07-03T20:22:33","date_gmt":"2018-07-03T18:22:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=24482"},"modified":"2018-07-04T11:13:34","modified_gmt":"2018-07-04T09:13:34","slug":"il-tour-copia-le-strade-bianche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/07\/03\/il-tour-copia-le-strade-bianche\/","title":{"rendered":"Il Tour ci copia le Strade Bianche"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/07\/bia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-24483\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/07\/bia-300x197.jpg\" alt=\"bia\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/07\/bia-300x197.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/07\/bia.jpg 842w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ci\u00f2 che fa la differenza nelle\u00a0<strong>Strade Bianche\u00a0<\/strong>\u00e8 che \u00e8 una corsa di altri tempi, una via di mezzo tra una Roubaix e un Fiandre che potrebbe corrersi anche a Frittole nel 1400, quasi 1500.\u00a0 Duecento chilometri facendo i conti con gli sterrati in un tempo dove il gruppo \u00e8 abituato a fermarsi\u00a0 se non trova strade asfaltate di fresco.\u00a0 Facendo i conti con la\u00a0 polvere se non piove oppure nel fango senza fare un pliss\u00e8. Duecento chilometri che si possono disegnare\u00a0solo tra le colline\u00a0toscane, tra vigne e contrade che sanno d\u2019antico, tra storia, casali. filari cipressi alti, schietti, giovinetti\u2026. E\u00a0non a caso\u00a0 si arriva in piazza del campo che\u00a0 \u00e8 il simbolo del\u00a0Palio. Altra storia che profuma di tempi andati.\u00a0Duecento chilometri che andrebbero corsi con le vecchie maglie di lana, altroch\u00e8 i body. Duecento chilometri dove il cambio elettronico \u00e8 solo un impiccio.\u00a0 Dove la squadra conta ma la differenza la fa chi in bici sa fare, osare e carambolare. Dove la fatica\u00a0torna ad essere antica. Come usa nel ciclismo. Che per un giorno si dimentica il gel sui capelli, i tatuaggi, i calzini griffati a mezzo polpaccio e\u00a0 il look giusto per i selfie sui social. Tutto cancellato dal fango, da un inizio di marzo che Burian ha riavvolto ai primi di gennaio. Tutto scritto sulle facce di ragazzini che sembrano invecchiati improvvisamente di vent\u2019anni. C\u2019era un volta il ciclismo eroico e da queste parti c\u2019\u00e8 ancora. Parlano le immagini. Si dice spesso cos\u00ec. Ma a volte le immagini dicono qualcosa di pi\u00f9, dicono che il ciclismo \u00e8 una storia che torna e che non finisce mai. Gi\u00e0 sentita un milione di volte ma ogni volta diversa, rinnovata nelle smorfie, negli applausi, nelle bici, nelle strade lucide di pioggia, nei fari delle ammiraglie che riflettono, nelle cerata colorate degli spettatori, nella fatica di chi \u00e8 in fuga e di chi rincorre, negli arrivi e nelle partenze in Piazza del campo come all\u2019ultimo giro di un Palio dove le bici stanno in piedi a fatica e sembrano cavalli all\u2019ultimo giro.\u00a0 E un biglietto da visita. E il fascino di una sfida fantastica che il mondo ci invidia e Il Tour de France ci copia. &#8220;Stiamo pensando nei prossimi anni di correre alcune tappe sulle strade sterrate per aggiungere un ulteriore elemento di sorpresa alla corsa a tappe pi\u00f9 importante del Mondo che si corre nella quasi totalit\u00e0 su strade asfaltate-\u00a0 ha detto il direttore del Tour <strong>Christian Prudhomme<\/strong>&#8211; Sarebbe bene nella logica delle cose&#8230;&#8221;. L&#8217;antipasto\u00a0 nell&#8217;edizione numero 105 che gi\u00e0 quest&#8217;anno vedr\u00e0 un piccolo settore di sterrato nel corso della decima tappa sullo storico Altopiano di Gli\u00e8res, in Alta Savoia. &#8220;C&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;evoluzione, basta vedere il successo delle Strade Bianche- ha detto Prudhomme riferendosi alla corsa italiana che si disputa in Toscana- Non siamo insensibili: abbiamo messo dei sentieri in pietra calcarea durante la Parigi-Nizza, abbiamo messo l&#8217;Altopiano di Gli\u00e8res quest&#8217;anno e abbiamo altri progetti. Vogliamo usare tutto ci\u00f2 che serve per rendere la gara pi\u00f9 interessante e sorprendente&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci\u00f2 che fa la differenza nelle\u00a0Strade Bianche\u00a0\u00e8 che \u00e8 una corsa di altri tempi, una via di mezzo tra una Roubaix e un Fiandre che potrebbe corrersi anche a Frittole nel 1400, quasi 1500.\u00a0 Duecento chilometri facendo i conti con gli sterrati in un tempo dove il gruppo \u00e8 abituato a fermarsi\u00a0 se non trova strade asfaltate di fresco.\u00a0 Facendo i conti con la\u00a0 polvere se non piove oppure nel fango senza fare un pliss\u00e8. Duecento chilometri che si possono disegnare\u00a0solo tra le colline\u00a0toscane, tra vigne e contrade che sanno d\u2019antico, tra storia, casali. filari cipressi alti, schietti, giovinetti\u2026. 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