{"id":24697,"date":"2018-08-11T14:42:30","date_gmt":"2018-08-11T12:42:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=24697"},"modified":"2018-08-11T14:42:30","modified_gmt":"2018-08-11T12:42:30","slug":"vacanze-in-bici-italiani-in-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/08\/11\/vacanze-in-bici-italiani-in-fuga\/","title":{"rendered":"Vacanze in bici? Italiani in fuga&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/08\/bici_mare.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-24699\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/08\/bici_mare-225x300.jpg\" alt=\"bici_mare\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/08\/bici_mare-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/08\/bici_mare.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Dipende\u2026\u201dMa tu in ferie pedali o ti piazzi sul lettino in riva al mare e dormi?\u201d. Un paio di giorni fa, in pieno clima agostano a Milano che \u00e8 quello\u00a0 in cui te la godi questa citt\u00e0 bellissima piena solo di turisti, quindi vuota, dove tutto sembra scorrere pi\u00f9 lento e pi\u00f9 facile, la discussione nello spogliatorio della palestra girava su questi argomenti. Non una gran discussione, lo ammetto, ma tra una mutanda da mettere, un calzino da togliere, il gel sui capelli e un phone che andava comunque un po\u2019 ci siamo appassionati. Due scuole di pensiero, due modi di intendere le ferie,\u00a0 probabilmente due modi di vivere. E cos\u00ec c\u2019\u00e8 chi parte con scarpe, pantaloncini e canotta o &#8220;addirittura&#8221; con la bici da corsa e chi invece la borsa la lascia a casa sulla panca in giardino. E stacca. Per quanto mi riguarda la vacanza \u00e8 sport. Il momento migliore per godersi un allenamento magari in riva al mare o sulle salite di qualche montagna senza dover centellinare il tempo e senza l\u2019incubo di dover tornare al lavoro qualche ora dopo. e negli ultimi anni sono sempre di pi\u00f9 quelli che la pensano in questo modo. Vacanza in bici, pedalando e viaggiando. Crescono gli appassionati di questo \u00abviaggiare lento\u00bb che non \u00e8 riservato solo a chi ha gambe e cuore allenati. Una cultura della vacanza che all\u2019estero \u00e8 consolidata ma che anche da noi comincia a crescere. I dati parlano chiaro visto che solo lo scorso anno, secondo Unioncamere, questo settore ha contato 42 milioni di presenze e un impatto economico di quasi 5 miliardi di euro. Certo, l\u2019Italia non riesce ancora a tenere la scia europea dove il cicloturismo genera un indotto economico di 44 miliardi, con due milioni di viaggi e venti milioni di pernottamenti l\u2019anno. I numeri del 2015 del Ciset, il Centro internazionale di studi sull\u2019economia turistica, lo confermano. Rispetto ad altri Paesi europei siamo agli esordi per numero di cicloviaggiatori: solo un 3% si sposta in bici mentre, tanto per fare un esempio, oltre il 40% dei tedeschi quando parte porta in viaggio con s\u00e9 la bici. Le principali destinazioni turistiche sono quelle forniscono servizi e tracciati protetti: Austria, Danimarca e Francia. L\u2019Italia \u00e8 ottava in classifica grazie alle piste ciclabili del Trentino e dell\u2019Alto Adige, alla Toscana, al lago di Garda e al lungo Po di Ferrara e provincia. C\u2019\u00e8 una filosofia da spiegare. Viaggiare in bici \u00e8 un modo prendersi una pausa. Si va pi\u00f9 lenti, senza fretta, sulle strade meno battute in assoluta libert\u00e0, cambiando i ritmi perch\u00e9 \u00e8 facile fermarsi e ripartire. La vacanza \u00e8 il viaggio stesso, con il suo scorrere silenzioso e paziente, con le deviazioni inaspettate, con le mappe che spesso si perdono, con le soste impreviste perch\u00e9 si incontra un borgo, una trattoria, uno scorcio che merita una foto. Con il sole, con la pioggia, con gli imprevisti perch\u00e9 capita (eccome se capita\u2026) di forare e di riparare, di sporcarsi le mani di grasso, di dovere fare i conti con qualche bullone che si allenta, di dovere metter mano a brugole e cacciaviti. Negli ultimi anni il nostro Paese si sta adeguando. Sui percorsi ciclabili sono spuntate le prime stazioni di sosta dove \u00e8 possibile fermarsi, mangiare, riparare e dormire, crescono le offerte dedicate a chi ha voglia di pedalare e molte regioni stanno provando a incentivare un settore che ha grandi potenzialit\u00e0 anche dal punto di vista occupazionale. L\u2019agenzia del Demanio pochi mesi fa ha emesso un bando in cui offre gratis, agli under 40, vecchie case cantoniere, locande, ostelli, piccole stazioni, caselli idraulici da recuperare e pronti a diventare strutture turistiche per chi viaggia su due ruote. Non solo. Dalla Romagna alle Dolomiti, dall\u2019Umbria alla Lombardia stanno aumentando i chilometri segnati, le ciclopedonali e sono sempre di pi\u00f9 e i vecchi tragitti delle linee ferroviarie dismesse si trasformano in percorsi. Tanti gli esempi: in Calabria la ex ferrovia Crotone-Petilia Policastro, alla scoperta della biodiversit\u00e0 del Marchesato crotonese, in Lombardia i dodici chilometri della Saronno-Seregno, la Arcisate-Stabio o il tratto lungo la linea Varese-Porto Ceresio dove si pu\u00f2 ammirare la bellezza della valle della Bevera. E ancora in Umbria i 51 meravigliosi chilometri della Spoleto-Norcia restaurati e recuperati dopo quasi mezzo secolo di abbandono e in Veneto il tratto costruito dall\u2019esercito nel 900 per trasportare le truppe da Treviso fino ad Ostiglia nel Mantovano.\u00a0 Ma progetti ci sono anche in Piemonte, in Sardegna e in Abruzzo e Molise. All\u2019estero le vie classiche sono in Austria con la ciclopedonale sul Danubio da Lienz a Vienna o con il giro del lago di Costanza, in Belgio con l\u2019imperdibile giro della Fiandre, in Germania seguendo il corso del fiume Altmuhl in Baviera da Gunzenhausen a Regensburg oppure in Spagna da Valencia ad Alicante in un tragitto di costa tra mare, sole, cerveza, tapas e paella. Aumentano anche i privati che scommettono su un turismo che funziona e che rende. Cos\u00ec molti hotel diventano Bike hotel, molti agriturismi diventano \u00abamici dei ciclisti\u00bb, molte strutture puntano sull\u2019accoglienza alle due ruote con una serie di servizi che vanno dall\u2019ospitalit\u00e0, alle officine, ai punti di lavaggio, alle colazioni e ai menu pensati apposta per chi pedala.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dipende\u2026\u201dMa tu in ferie pedali o ti piazzi sul lettino in riva al mare e dormi?\u201d. 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