{"id":24757,"date":"2018-08-25T18:33:54","date_gmt":"2018-08-25T16:33:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=24757"},"modified":"2018-08-25T18:33:54","modified_gmt":"2018-08-25T16:33:54","slug":"otztaler-quando-il-ciclismo-si-fa-duro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/08\/25\/otztaler-quando-il-ciclismo-si-fa-duro\/","title":{"rendered":"Otztaler, quando il ciclismo si fa duro"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/08\/rombo-ultimo-chilometro-900x425.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-24758\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/08\/rombo-ultimo-chilometro-900x425-300x142.jpg\" alt=\"rombo-ultimo-chilometro-900x425\" width=\"300\" height=\"142\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/08\/rombo-ultimo-chilometro-900x425-300x142.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/08\/rombo-ultimo-chilometro-900x425.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Una storia infinita che da queste parti si scrive pedalando. Che si ripete da 38 anni che sono un&#8217;infinit\u00e0, che sono storia e tradizione, che sono facce felici, sfatte, gambe, mani alzate, rese e rivincite. Lo slogan parla chiaro, ma non mente: \u201c\u00e8 la competizione pi\u00f9\u00a0dura e impegnativa delle Alpi\u201d e chi l\u2019ha fatta conferma. Ma nessuno si spaventa, anzi, Tant\u2019\u00e8 che negli ultimi anni \u00e8\u00a0un crescendo di richieste di partecipazione. \u00a0Quest\u2019anno oltre 19.000 domande per partire domenica mattina. Un unico e lungo percorso d<strong>i<\/strong>\u00a0238 km\u00a0con\u00a05.500 m\u00a0di dislivello, chiuso in gran parte al traffico. Si parte da\u00a0S\u00f6lden nella valle tirolese dell\u2019\u00d6tztal\u00a0attraverso il K\u00fchtai (2.020 m), proseguendo in direzione Brennero (1.377 m), si sconfina in Italia a Vipiteno attraversando successivamente i passi Giovo (2.090) e Rombo (2.509 m), per poi fare ritorno a S\u00f6lden in Tirolo. I 5.500 m di dislivello sono spalmati su 40,5 km di percorso pianeggiante, 95,7 km di salita e 101,9 km di discesa. Non c\u2019\u00e8 tregua, insomma.\u00a0 Domenica 2 settembre all&#8217;alba si parte.\u00a0Saranno i tiratori scelti dell&#8217;esercito austriaco a dare il via ufficiale con un potente colpo di cannone, che far\u00e0 tremare i sellini.\u00a0 Al lungo serpentone serviranno circa 20 minuti per lasciarsi alle spalle la localit\u00e0 tirolese e dirigersi verso il fondovalle dell\u2019\u00d6tztal.\u00a0 Si parte ognuno con la propria voglia e con le proprie attese inseguendo lo stambecco che \u00e8 il simbolo di questa edizione: &#8221;\u00a0Perch\u00e8 \u00e8 forte e si arrampica facilmente sulle montagne- spiegano gli organizzatori-\u00a0 che sono le caratteristiche che chi partecipa deve avere per arrivare al traguardo&#8230;&#8221;.\u00a0 E ci proveranno in tanti ad arrivare. Da trentasei Paesi nel mondo che qui si danno appuntamento per ritagliarsi un pezzettino di gloria e di fatica. Molti pi\u00f9 uomini che donne con i tedeschi a guidare il gruppo, seguiti dagli austriaci\u00a0 e dagli italiani.\u00a0\u00a0Tempo previsto oltre 7 ore \u201d\u00a0di dura e incredibile fatica\u201d \u00e8 scritto su una locandina. Che non \u00e8 uno spot. Sette ore dove ci sar\u00e0 tutto il tempo per soffrire, sudare, imprecare, riflettere e pensare. Oppure ripensarci. Ma il bello \u00e8 tutto l\u00ec\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una storia infinita che da queste parti si scrive pedalando. Che si ripete da 38 anni che sono un&#8217;infinit\u00e0, che sono storia e tradizione, che sono facce felici, sfatte, gambe, mani alzate, rese e rivincite. Lo slogan parla chiaro, ma non mente: \u201c\u00e8 la competizione pi\u00f9\u00a0dura e impegnativa delle Alpi\u201d e chi l\u2019ha fatta conferma. 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