{"id":24805,"date":"2018-09-03T19:45:20","date_gmt":"2018-09-03T17:45:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=24805"},"modified":"2018-09-03T19:45:20","modified_gmt":"2018-09-03T17:45:20","slug":"nibali-il-ciclismo-e-il-pericolo-della-retorica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/09\/03\/nibali-il-ciclismo-e-il-pericolo-della-retorica\/","title":{"rendered":"Nibali, il ciclismo e il pericolo della retorica&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/09\/nib.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-24806\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/09\/nib-300x296.jpg\" alt=\"nib\" width=\"300\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/09\/nib-300x296.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/09\/nib.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Vincenzo Nibali<\/strong> \u00e8 essenziale. Non solo perch\u00e8 il ciclismo azzurro ha tanto bisogno di lui, \u00e8 essenziale in ci\u00f2 che fa. Quando pedala, quando vince, quando\u00a0lo intervistano, quando ammette le sconfitte e non cerca scuse, quando cade come \u00e8 successo al Tour e, mentre il mondo cerca un colpevole, lui con un paio di vertebre a pezzi non se la prende con nessuno. Capita, dice&#8230;Pane al pane e vino al vino ed \u00e8 un pregio fantastico in un mondo che vive di moine, di smancerie, di falsi sorrisi e di convenzioni. Nibali no. Sar\u00e0 che fa uno sport duro ( &#8220;di merda&#8230;&#8221; va di moda dire oggi), sar\u00e0 che viene da un terra antica e da una famiglia in cui ci si \u00e8 sempre rimboccati le maniche, dove suo nonno Vincenzo non ci ha pensato due volte ad emigrare in Australia quando serviva, sar\u00e0 che ce l&#8217;ha nel dna ma la retorica non \u00e8 nelle sue corde. Cos\u00ec se c&#8217;\u00e8 bisogno di portare le borracce d&#8217;acqua ai suoi compagni di squadra che stanno correndo al Vuelta si mette addosso uno zaino e va. Fine. Il resto \u00e8 un esercizio di stile e non aggiunge altro. Anzi un po&#8217; toglie. Certo fa sognare il fatto che un campione faccia da gregario, che si invertano le parti ma la realt\u00e0 e che Nibali alla Vuelta \u00e8 fuori classifica, che <strong>Jon Izaguirre<\/strong> lotta per la generale e che<strong> Ivan Garcia Cortina <\/strong>si giochi le volate.\u00a0 E&#8217; un gioco di squadra, funziona cos\u00ec\u00a0 e dare una mano se serve non \u00e8 n\u00e8 epico, n\u00e8 eroico. E nei patti. Epiche ed eroiche\u00a0sono la sue vittorie a Sanremo e al Lombardia a capofitto gi\u00f9 dal Poggio e dal Civiglio, la sua vittoria sul pav\u00e8 del Tour che quattro anni fa gli consegn\u00f2 la maglia gialla. Epico \u00e8 che dopo la caduta del mese scorso sia gi\u00e0 tornato in bici.\u00a0 E poi troppi aggettivi sono anche un pericolo. Perch\u00e8 se poi tra qualche settimana a Innsbruck\u00a0 gli riesce il miracolo che scriviamo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vincenzo Nibali \u00e8 essenziale. Non solo perch\u00e8 il ciclismo azzurro ha tanto bisogno di lui, \u00e8 essenziale in ci\u00f2 che fa. Quando pedala, quando vince, quando\u00a0lo intervistano, quando ammette le sconfitte e non cerca scuse, quando cade come \u00e8 successo al Tour e, mentre il mondo cerca un colpevole, lui con un paio di vertebre a pezzi non se la prende con nessuno. Capita, dice&#8230;Pane al pane e vino al vino ed \u00e8 un pregio fantastico in un mondo che vive di moine, di smancerie, di falsi sorrisi e di convenzioni. Nibali no. 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