{"id":25001,"date":"2018-10-10T21:03:20","date_gmt":"2018-10-10T19:03:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=25001"},"modified":"2018-10-10T21:05:49","modified_gmt":"2018-10-10T19:05:49","slug":"ironman-mondiale-a-kona-favoriti-e-segreti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/10\/10\/ironman-mondiale-a-kona-favoriti-e-segreti\/","title":{"rendered":"Ironman mondiale a Kona: favoriti e segreti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-25007\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ironman_hawaii-300x233.png\" alt=\"ironman_hawaii\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ironman_hawaii-300x233.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ironman_hawaii.png 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ci siamo. Sabato 13 ottobre a Kona nelle Hawaii si disputa la finale mondiale del circuito Ironman che fa cifra tonda con la 40ma edizione. Una gara mito, simbolo, la madre di tute le sfide per chi ama questo sport, una finale riservata ai migliori, l&#8217;universit\u00e0 e la consacrazione del triathlon di lunga distanza.\u00a0 Assente uno dei favoriti il tedesco <strong>Jan Frodeno<\/strong> per un infortunio al via ci saranno i due campioni in carica il tedesco <strong>Patrick Lange<\/strong> e la svizzera <strong>Daniela Ryf.<\/strong> Lange che cercher\u00e0 la sua seconda vittoria a Kona, dovr\u00e0 guardarsi anche questa volta dal canadese <strong>Lionel Sanders<\/strong>\u00a0 che gli ha dato filo da torcere fino all&#8217;ultimo lo scorso anno, dal\u00a0 connazionale <strong>Sebastian Kienle<\/strong> che qui ha vinto nel 2014 e dal britannico <strong>David McNamee<\/strong> che lo scorso anno \u00e8 salito sul terzo gradino del podio. Non solo. A giocarsela ci proveranno anche tanti altri big come lo spagnolo <strong>Javier Gomez Noya<\/strong>, lo svedese <strong>Patrick Nilsson<\/strong> o il belga <strong>Frederick Van Lierde<\/strong> tanto per citarne alcuni e i nostri due azzurri. <strong>Giulio Molinari<\/strong> che ritorna<b>\u00a0<\/b>alle Hawaii\u00a0dopo il 28esimo posto dello scorso anno\u00a0 grazie alla qualificazione ottenuta nella prova danese di Copenhagen e <strong>Alessandro Degasperi<\/strong>, per la terza volta a Kona,\u00a0 che prover\u00e0 a migliorare il 20 posto della stagione scorsa.\u00a0 Tra le donne la Ryf dovr\u00e0 guardarsi anche quest&#8217;anno dalla britannica<strong>\u00a0Lucy Charles,<\/strong> dall&#8217;australiana <strong>Sarah Crowley<\/strong>\u00a0 che lo scorso anno salirono sul podio e dall&#8217;attesissimo ritorno della tre volte campione del mondo l&#8217;altra australiana <strong>Mirinda Carfrae.<\/strong> Della spedizione azzurra fanno parte anche 31 atleti age group ( 28 uomini e 3 donne)\u00a0<b>\u00a0<\/b>\u00a0che hanno conquistato la slot per la finale.\u00a0 Ma che gara \u00e8 Kona? Perch\u00e8 \u00e8 tanto ambita, difficile, complicata? Quali sono (se ce ne sono)\u00a0 le tattiche? Come si corre? Dove si vince e dove si perde? Tante domande a cui aveva come sempre ben risposto qualche anno <strong>Fabio Vedana<\/strong> , fa uno dei coach pi\u00f9 quotati in cicrcolazione, in una intervista che val la penna di rileggere&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ved1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-25006\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ved1-150x145.jpg\" alt=\"ved1\" width=\"150\" height=\"145\" \/><\/a>Kona\u00a0 gara mito?<\/strong><br \/>\n\u201cCorrere un\u00a0<strong>Ironman a Kona<\/strong>\u00a0\u00e8 diverso in tutto e per tutto. E se questa gara \u00e8 diventata un mito per tutti i triatleti il motivo c\u2019\u00e8\u2026Il livello tecnico \u00e8 altissimo, le difficolt\u00e0 ambientali enormi e poi ci sono tutti i migliori al mondo con cui confrontarsi. Qui si diventa grandi. Diciamo che\u00a0\u00e8 l\u2019ombelico del triathlon\u2026&gt;<br \/>\n<strong>Perch\u00e8 correre a Kona \u00e8 cos\u00ec complicato?<br \/>\n<\/strong>\u201cIntanto perch\u00e8\u00a0 \u00e8 una gara mitica\u2026l\u2019Ironman \u00e8 nato l\u00ec ed \u00e8 un campionato del mondo dove non ci possono andare tutti per motivi\u00a0di spazio perch\u00e8 pi\u00f9 di tanti non ci si sta ma soprattutto perch\u00e8 bisogna qualificarsi. E quindi ci si confronta con i migliori. E non capita\u00a0spesso che tutti i migliori siano presenti\u00a0allo stesso Ironman visto che al massimo un atleta ne corre un paio l\u2019anno\u00a0\u201d<br \/>\n<strong>E poi?<br \/>\n<\/strong>\u201cE poi perch\u00e8 le Kona, contrariamente a quanto si possa pensare parlando di Hawaii, \u00e8 un posto inospitale. E\u2019 il luogo peggiore per correre una gara cos\u00ec difficile\u2026\u201d<br \/>\n<strong>Si spieghi meglio\u2026<br \/>\n<\/strong>\u201cIl primo problema \u00e8 il clima.\u00a0 Anni fa\u00a0\u00a0un mio atleta che doveva correre\u00a0arriv\u00f2 sull\u2019 isola una settimana prima per acclimatarsi e dopo un paio di giorni mi chiam\u00f2 quasi spaventato: \u201cMa qui siamo all\u2019inferno- mi disse al telefono- Mi sono anche scottato le piante dei piedi\u2026.\u201d\u00a0. E in effetti \u00e8 un po\u2019 cos\u00ec e per chi non ci \u00e8 mai stato l\u2019impatto non \u00e8 facile\u2026\u201d<br \/>\n<strong>S\u00ec d\u2019accordo ma siamo alle Hawaiii\u2026<br \/>\n<\/strong>Vero, ma il \u00a0problema \u00e8 che in mezzo all\u2019isola c\u2019\u00e8 un vulcano di 4mila metri che in qualche modo condiziona tutto il clima\u00a0. Cos\u00ec correndo l\u2019Ironman sui percorsi di bici e maratona in pratica si attraversano tutte e quattro le stagioni nella stessa giornata. Si passa dal caldo torrido, al clima tropicale e umido. Dal clima desertico nella zona dell\u2019\u00a0<strong>Energy Lab<\/strong>\u00a0dove non piove da anni a quello piovoso delle prime salitre in bici dove sembra di essere in Irlanda. Poi la polvere vulcanica e il vento cladissimo che soffia costantemente dal mare e che fa alzare le temperature anche oltre i 40 gradi. In certi tratti gli atleti si trovano a pedalare come se avessero davanti a loro un grande phon acceso sulla posizione pi\u00f9 forte dell\u2019aria calda\u2026<br \/>\n<strong>Basta cos\u00ec?<br \/>\n<\/strong>\u201cNo, non \u00e8 finita. Bisogna considerare anche che il percosro di bici non \u00e8 mai pianeggiante ma quasi sempre vallonato e intorno al 90.mo chilometro c\u2019\u00e8 anche una salita abbastanza impegnativa. Certo \u00e8 un a salita \u201camericana\u201d , non come le nostre dolomitiche, ma comuque impegnativa. E per finire va considerato che per gli atleti europei c\u2019\u00e8 anche il problema dell\u2019acclimatamento: sono chiamati a fare il massimo sforzo fisico nell\u2019orario in cui per venti o trent\u2019anni solitamente il loro fisico \u00e8 abituato a dormire\u201d<br \/>\n<strong>Quindi una gara cos\u00ec come si prepara?<br \/>\n<\/strong>Diciamo che soprattutto si prepara facendola\u201d<br \/>\n<strong>Impossibile vincere all\u2019esordio?<br \/>\n<\/strong>\u201cDi impossibile non c\u2019\u00e8 nulla ma \u00e8 altamente improbabile. Nel 2007 ad esempio la triatleta inglese Chrissie Wellington si present\u00f2 al via quasi da sconosciuta e mise dietro tutti. Ma lei \u00e8 davvero un\u2019atleta straordinaria\u2026\u201d<br \/>\n<strong>Quindi esperienza conta pi\u00f9 di tutto?<br \/>\n<\/strong>\u201cS\u00ec l\u2019esperienza a Kona conta moltissimo ma ovviamente non basta perch\u00e8 ci sono mille variabili\u2026\u201d<br \/>\n<strong>Cosa non si deve sbagliare?<br \/>\n<\/strong>\u201cPer un atleta di vertice l\u2019errore pi\u00f9 grave \u00e8 arrivare a questa gara un po\u2019 spremuto. Qui servono ottima salute, tante energie e una carica mentale completa. Va fatto un buon periodo di acclimatamento ma soprattutto condizione psicofisica deve essere perfetta. NOn bisogna consumare energie nervose prima del via perch\u00e8 durante la corsa sono fondamentali per superare le difficolt\u00e0 che\u00a0ci sono sempre.\u00a0Se ti capit\u00e0 un primo inconveniente in genere lo superi perch\u00e8 stai correndo a Kona, se per\u00f2 hai un secondo problema e non hai \u201cscorte\u201d mentali sufficienti qui molli\u2026\u201d<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci siamo. Sabato 13 ottobre a Kona nelle Hawaii si disputa la finale mondiale del circuito Ironman che fa cifra tonda con la 40ma edizione. Una gara mito, simbolo, la madre di tute le sfide per chi ama questo sport, una finale riservata ai migliori, l&#8217;universit\u00e0 e la consacrazione del triathlon di lunga distanza.\u00a0 Assente uno dei favoriti il tedesco Jan Frodeno per un infortunio al via ci saranno i due campioni in carica il tedesco Patrick Lange e la svizzera Daniela Ryf. 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