{"id":25081,"date":"2018-10-25T16:08:04","date_gmt":"2018-10-25T14:08:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=25081"},"modified":"2018-10-25T16:08:04","modified_gmt":"2018-10-25T14:08:04","slug":"informazione-regole-e-sport-contro-ictus-e-infarto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/10\/25\/informazione-regole-e-sport-contro-ictus-e-infarto\/","title":{"rendered":"Informazione, regole e sport contro ictus e infarto"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ic.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-25082\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ic-300x236.jpg\" alt=\"ic\" width=\"300\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ic-300x236.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/10\/ic.jpg 630w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Se Maometto non va alla montagna&#8230;Sono i medici che escono dagli ospedali e vanno a spiegare cos&#8217;\u00e8 la prevenzione<\/strong> incontrando i cittadini prima che diventino pazienti. La formula \u00e8 semplice e funziona. Una breve relazione sull&#8217;ictus e sull&#8217;infarto, come si riconoscono, quali sono i comportamenti virtuosi e quelli a rischio e poi la parola alla platea che, con mille domande, prova a farsi chiarire ogni dubbio. \u00abLa prevenzione passa dall&#8217;Informazione\u00bb \u00e8 stato il tema di una serata, organizzata nel Collegio dei padri Oblati di Rho con il contributo di Boehringer Ingelheim dal professor Giuseppe De Angelis, direttore Uoc Cardiologia dell&#8217;Asst Rhodense- Ospedale di Rho e dal dottor Giovanni Luca Botto, responsabile di elettrofisiologia ed elettrostimolazione dell&#8217;Asst Rhodense.<\/p>\n<p><strong>Due ore e mezzo per rendersi conto e toccare con mano, nell&#8217;era di internet e delle diagnosi \u00abincerte\u00bb cercate su Google da 8 adulti su dieci, che i medici restano l&#8217;unico punto fermo per chi ha (o crede di avere) problemi di salute.<\/strong> \u00abLe malattie cardiovascolari e ischemiche- spiega il prof De Angelis- sono oggi la prima causa di morte nel nostro Paese. La prevenzione \u00e8 fondamentale ma bisogna pensarci gi\u00e0 da giovani. Fumo, diabete, ipertensione, obesit\u00e0 e familiarit\u00e0 sono tutti fattori di rischio che devono essere tenuti sotto controllo.<\/p>\n<p><strong>E da noi non si fa ancora abbastanza:<\/strong> il 33 per cento dei nostri pazienti, tanto per fare un esempio, non sa di essere iperteso, non si \u00e8 mai provato la pressione e quando viene in ospedale non sa dare risposte. Dopo i 40 anni invece almeno una volta l&#8217;anno la pressione andrebbe controllata\u00bb. Non solo. In tanti (troppi) ancora fumano, in tanti (sei pazienti su dieci) sono sovrappeso in pochi ( troppo pochi) fanno ogni giorno almeno mezz&#8217;ora di regolare attivit\u00e0 fisica. \u00abCon l&#8217;eta i sistemi di pulizia delle arterie vengono meno- spiega il direttore di cardiologia di Rho- quindi \u00e8 importante modificare molte errate abitudini di vita cominciando dalla dieta limitando i dolci, le carni rosse e i grassi e dare preferenza a carboidrati, verdura, frutta, carni bianche e pesce\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Scelte. Che vanno condivise con i medici con cui i pazienti, quando si parla di prevenzione,<\/strong> devono assolutamente collaborare perch\u00e8 il rapporto fiduciario \u00e8 la base da cui partire: \u00abPer quanto riguarda l&#8217;ictus la prevenzione \u00e8 fondamentale- spiega il dottor Botto- Il nostro cuore \u00e8 fatto per battere regolarmente e quando ci sono disturbi del ritmo ci sono segnali che bisognerebbe essere in grado di cogliere ad esempio anche con la semplice palpazione del polso&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La fibrillazione atriale colpisce il 2 per cento delle popolazione che significa 1 milione e 200 mila persone.<\/strong> Un problema che riguarda perlopi\u00f9 gli over 60 e quindi sempre pi\u00f9 sentito visto che il Paese sta invecchiando. L&#8217;ictus \u00e8 la prima causa di invalidit\u00e0 permanente ed ha costi altissimi: 20mila euro per ogni paziente, 6 mila euro per la famiglia, 23mila euro per le capacit\u00e0 lavorative perse. Solo considerando questo si capisce che tutto ci\u00f2 he si destina alla prevenzione non \u00e8 una spesa ma un investimento\u00bb. E la tecnologia in questo senso offre opportunit\u00e0 fino a qualche anno fa impensabili: \u00abLa telemedicina permette gi\u00e0 oggi a molti ospedali di tenere sotto controllo l&#8217;elettrocardiogramma dei pazienti a rischio- spiega Botto- Che possono inviarlo grazie ad una app scaricata sullo smartphone oppure attraverso piccoli sensori sottopelle che collegati ad internet inviano dati in tempo reale. In questo modo la situazione cardiaca \u00e8 sempre sotto controllo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se Maometto non va alla montagna&#8230;Sono i medici che escono dagli ospedali e vanno a spiegare cos&#8217;\u00e8 la prevenzione incontrando i cittadini prima che diventino pazienti. La formula \u00e8 semplice e funziona. 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