{"id":25165,"date":"2018-11-12T16:50:08","date_gmt":"2018-11-12T15:50:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=25165"},"modified":"2018-11-13T16:09:22","modified_gmt":"2018-11-13T15:09:22","slug":"le-favole-del-ciclismo-vittoria-allultima-gara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/11\/12\/le-favole-del-ciclismo-vittoria-allultima-gara\/","title":{"rendered":"Le favole del ciclismo: vittoria all&#8217;ultima gara"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/11\/mara.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-25168\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/11\/mara-300x200.jpg\" alt=\"mara\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/11\/mara-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/11\/mara.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Proprio alla fine. All&#8217;ultimo respiro, all&#8217;ultimo chilometro, metro, centimetro. <strong>Alan Marangoni<\/strong> dopo 25 anni in bici, dopo 11 anni da professionista senza una vittoria, dopo oltre 130 mila chilometri pedalati in giro per il mondo , dopo chiss\u00e0 quante gare corse in retrovia a ricucire, a prendere vento in faccia, a tirare per gli altri\u00a0 finalmente alza le braccia al cielo. Primo. Primo per la prima e per l&#8217;ultima volta perch\u00e8, per il 34enne della Nippo-Fantini, lo sprint vincente dopo una fuga nel tour dell&#8217;Isola di Okinawa era l&#8217;ultima tappa della sua carriera. Fine. Senza ripensamenti, senza rimpianti anche se vincere \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa. Un premio o forse un atto di giustizia ad una carriera in cui la parola d&#8217;ordine \u00e8 stata sempre mettersi a disposizione: &#8220;Non sono mai riuscito a vincere- spiega a Repubblica- Anche se nel Giro 2015, nella tappa di Forl\u00ec, sono arrivato quarto su quattro nella fuga dietro Boem, Busato e Malaguti. Lunghe fughe sempre o lunghe tirate per i compagni. Andare a fondo, spianare la strada per i vari capitani che ho avuto, da Sagan in gi\u00f9, e poi mollare&#8230;&#8221; . Una vita a &#8220;menare&#8221; e poi farsi da parte.\u00a0 Una vita a dar tutto, a seminare per gli altri\u00a0 ma senza raccogliere: ci vogliono gambe ma soprattutto testa. Ma a volte il destino ti aspetta per darti la ricompensa che ti sei conquistato. E alla 714 corsa arriva lo sprint di Marangoni, arriva la fuga che vale tutto. Quello che non ti aspetti, che hai sognato una vita, che \u00e8 l&#8217;ultimo atto di una carriera che si chiude qui. Neanche a pensarlo un finale cos\u00ec&#8230;\u00a0&#8220;Una favola&#8221; che tra qualche settimana a\u00a0Cotignola in Romagna\u00a0avr\u00e0 il suo lieto fine con\u00a0 una festa organizzata dai suoi tifosi.\u00a0 Alan Marangoni tra i grandi ciclisti di una terra che sui pedali non si arrende mai e ha fatto storia: &#8220;Siamo gente che dopo morto fa ancora tre salti&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Proprio alla fine. All&#8217;ultimo respiro, all&#8217;ultimo chilometro, metro, centimetro. Alan Marangoni dopo 25 anni in bici, dopo 11 anni da professionista senza una vittoria, dopo oltre 130 mila chilometri pedalati in giro per il mondo , dopo chiss\u00e0 quante gare corse in retrovia a ricucire, a prendere vento in faccia, a tirare per gli altri\u00a0 finalmente alza le braccia al cielo. Primo. 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