{"id":25408,"date":"2018-12-31T18:21:15","date_gmt":"2018-12-31T17:21:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=25408"},"modified":"2018-12-31T18:21:15","modified_gmt":"2018-12-31T17:21:15","slug":"buon-anno-pedalando-e-rosicando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/12\/31\/buon-anno-pedalando-e-rosicando\/","title":{"rendered":"Buon anno, pedalando e &#8220;rosicando&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/12\/monaco.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-25413\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/12\/monaco-164x300.jpg\" alt=\"monaco\" width=\"164\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/12\/monaco-164x300.jpg 164w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/12\/monaco.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 164px) 100vw, 164px\" \/><\/a>Nei bilanci di fine anno a volte i conti non tornano.\u00a0 Cos\u00ec torni in Italia dopo aver guidato e pedalato per giorni e chilometri\u00a0 in Germania e ti resta un po\u2019 di amaro in bocca. Non per i posti bellissimi che ci sono anche da noi.\u00a0Monaco, Lindau, Mainau, le cascate del Reno a met\u00e0 con la Svizzera, la sponda austriaca di Bregenz, tutto bellissimo e perfetto ma se sei abituato a Bellagio, a Desenzano, a Bardolino non \u00e8 che ti manchi qualcosa. E neppure per le piste ciclabili anche se da noi restano purtroppo ancora troppo spesso un\u2019ipotesi. Ci\u00f2 che ti fa &#8220;rosicare&#8221; \u00e8 il sistema di mobilit\u00e0 che hanno da queste parti, come si muovono, come sono organizzate le citt\u00e0 e i loro dintorni, come sono collegate, gli spazi, le strutture, l&#8217;integrazione con i mezzi pubblici. Perch\u00e8 in realt\u00e0 se un popolo pedala non lo fa solo perch\u00e8 ha le piste ciclabili. I tedeschi, ma anche gli svizzeri, gli austriaci, gli svedesi, i belgi, gli olandesi\u2026(e si potrebbe continuare) si muovono in bici perch\u00e9 sono culturalmente abituati a farlo . Da noi andare da una qualsiasi stazione ferroviaria di Milano fino nell\u2019hinterland e\u2019 oggettivamente difficile\u00a0 se non <em>zigzagando<\/em> tra tratti di ciclabili che appaiono e scompaiono. Se non raccomandandosi spesso l&#8217;anima al signore&#8230;\u00a0 Non ci sono le ciclabili ma soprattutto non c\u2019\u00e8 uno straccio di indicazione. I tedeschi ma anche gli svizzeri, gli austriaci, gli svedesi, i belgi\u2026insomma quelli di prima, invece hanno due segnaletiche parallele: una per le auto, la stessa, identica, per chi si muove in bici. Si pu\u00f2 andare ovunque, da frazione a frazione, da paese a paese, da citt\u00e0 a citt\u00e0 senza perdersi e sapendo sempre quanti chilometri uno ha percorso e quanti gliene mancano. Le bici in strada sono &#8220;mezzi&#8221; quanto auto, moto e camion, con gli stessi diritti e con gli stessi doveri: \u00e8 questa la differenza. Certo, la Germania non sar\u00e0 il Paese delle meraviglie ( continuo ostinatamente a pensare da noi si stia meglio&#8230;) e una decina di giorni non bastano a capire come si vive davvero in un posto. Si rischia di dire cose banali. Pu\u00f2 darsi. Per\u00f2 come cantava De Gregori tra \u201cbufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi\u2026\u201d. E allora ti viene da chiederti: ma perch\u00e9 noi non riusciamo a pedalare come i tedeschi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nei bilanci di fine anno a volte i conti non tornano.\u00a0 Cos\u00ec torni in Italia dopo aver guidato e pedalato per giorni e chilometri\u00a0 in Germania e ti resta un po\u2019 di amaro in bocca. Non per i posti bellissimi che ci sono anche da noi.\u00a0Monaco, Lindau, Mainau, le cascate del Reno a met\u00e0 con la Svizzera, la sponda austriaca di Bregenz, tutto bellissimo e perfetto ma se sei abituato a Bellagio, a Desenzano, a Bardolino non \u00e8 che ti manchi qualcosa. 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