{"id":25519,"date":"2019-01-24T23:54:50","date_gmt":"2019-01-24T22:54:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=25519"},"modified":"2019-01-24T23:54:50","modified_gmt":"2019-01-24T22:54:50","slug":"la-corsa-in-pausa-pranzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/01\/24\/la-corsa-in-pausa-pranzo\/","title":{"rendered":"La corsa in pausa pranzo"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 il chiosco delle salsicce che strappa i numerini come al supermercato per servire i clienti. \u00a0E c\u2019\u00e8 la coda che invade la pista ciclabile e bisogna zigzagare. Ma non \u00e8 quello il problema. Per i milanesi che la pausa pranzo la passano correndo al parco Sempione, il tormento sono il profumo della griglia e \u00a0le medie bionde che passano sul banco e d\u2019estate diventano la madre di tutte le tentazioni. \u00a0Pausa pranzo \u00a0per il popolo che lavora significa fermarsi a mangiare. Stop, fine delle trasmissioni. Sedersi, ordinare e consumare, tre bei verbi all\u2019infinito che l\u2019altro popolo, quello dei runner, non conosce nell\u2019esaltazione di un masochismo che, con il sole e con la pioggia, d\u2019inverno e d\u2019estate, li spinge \u00a0chiss\u00e0 perch\u00e8 a flagellarsi. In pausa pranzo Sempione sono tante trib\u00f9. Camminatori, telefonisti, lettori, bande di colleghi che se la raccontano, bande di colleghi che parlano male di altri colleghi, \u00a0mariti, mogli e amanti. Poi c\u2019\u00e8 chi corre. Da mezzogiorno alle tre \u00e8 un viavai di tapascioni \u00a0che escono dalle tane. Dagli spogliatoi delle palestre, dai bagni degli uffici, dai bauli delle auto, \u00a0da case e cantine. Tanti gruppi di Whattsapp che macinano orari, messaggi e appuntamenti. Giri in senso oraio, \u00a0giri al contrario, appuntamenti alla fontanella, al chiosco dei sudamericani, davanti all\u2019Arco, tempi e chilometri. Ci si ritrova e si va. Tre chilometri e mezzo costeggiando la ringhiera del parco, saltellando su e gi\u00f9 dai marciapiedi, litigando con i ciclisti sulla ciclabile (hanno ragione loro) , variando su sterrati e su qualche strappetto che ci si illude sia una salita, \u00a0perch\u00e8 ognuno ha il suo percorso, come i criceti, ovviamente il migliore dei percorsi possibili. \u00a0Ogni giorno lavorativo che si rispetti la pausa pranzo \u00e8 tutta qui. Castello, Triennale, Arco dellaPace, Arena e si ricomincia. Tre, quattro, cinque, \u00a0qualche folle anche sei giri che fanno quasi un mezza. Poi doccia e di nuovo lavoro. E la pausa dov\u2019\u00e8? Dov\u2019\u00e8 il pranzo? Dettagli di un mondo normale che la trib\u00f9 dei runner cancella come i sensi di colpa che la corsa spazza via. E ogni volta che corro al Sempione chiss\u00e0 perch\u00e8\u00a0mi torna \u00a0in mente una canzone di\u00a0<strong>Jovanotti<\/strong>. Quella\u00a0che parlava della notte dove si vive meglio, dove non si conosce sbadiglio. Dove la citt\u00e0 riprende fiato e si trasforma, cambia forma e tutto \u00e8 pi\u00f9 tranquillo e non esiste\u00a0 esiste traffico e non c\u2019\u00e8 casino almeno quello brutto, quello che stressa. La gente della notte- cantava Jovanotti- \u00e8\u00a0sempre la stessa, ci si conosce tutti come in un paese,\u00a0 sempre le stesse facce mese dopo mese. E il giorno cambia leggi e cambia governi e passano le estati e passano gli inverni, la gente della notte sopravvive sempre nascosta nei locali confusa tra le ombre. La gente della notte fa lavori strani,\u00a0 certi nascono oggi e finiscono domani, baristi, spacciatori, puttane e giornalai, poliziotti, travestiti gente in cerca di guai, ladroni di locali, spogliarelliste, camionisti,\u00a0 metronotte, ladri e giornalisti\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 il chiosco delle salsicce che strappa i numerini come al supermercato per servire i clienti. \u00a0E c\u2019\u00e8 la coda che invade la pista ciclabile e bisogna zigzagare. Ma non \u00e8 quello il problema. Per i milanesi che la pausa pranzo la passano correndo al parco Sempione, il tormento sono il profumo della griglia e \u00a0le medie bionde che passano sul banco e d\u2019estate diventano la madre di tutte le tentazioni. \u00a0Pausa pranzo \u00a0per il popolo che lavora significa fermarsi a mangiare. Stop, fine delle trasmissioni. 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