{"id":259,"date":"2010-06-04T15:16:10","date_gmt":"2010-06-04T14:16:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/06\/04\/quando-la-maratona-diventa-da-cineteca\/"},"modified":"2010-06-05T10:30:40","modified_gmt":"2010-06-05T09:30:40","slug":"quando-la-maratona-diventa-da-cineteca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/06\/04\/quando-la-maratona-diventa-da-cineteca\/","title":{"rendered":"Quando la maratona \u00e8 da cineteca"},"content":{"rendered":"<p>La corsa pu\u00f2 essere anche un pezzo da cineteca. Senza esagerare ovviamente e senza prendersi troppo sul serio che \u00e8 sempre una buona regola. Detto ci\u00f2 mi piace segnalare che dalla collaborazione\u00a0 tra la\u00a0Cineteca Italiana e teatro Elfo Puccini di Milano\u00a0 \u00e8 nata una proposta che porter\u00e0 nelle sale cinematografiche dello spazio Oberdan a Milano\u00a0due film che hanno come humus proprio quello della maratona e della capacit\u00e0 di misurarsi con un&#8217;impresa. &#8220;Giovent\u00f9, amore e rabbia&#8221; e &#8220;All will be well\/ Andr\u00e0 tutto bene&#8221; si ispirano entrambi al tema della sfida, quella con se stessi ma anche in senso pi\u00f9 largo con il proprio destino o con l&#8221;autorit\u00e0 attraverso la realizzazione di un\u2019impresa fisica. Il primo \u00e8 un classico del Free Cinema inglese in cui rabbia e carica sovversiva vengono espresse attraverso la corsa. Il secondo \u00e8 un \u201cpiccolo\u201d film polacco, indipendente e mai distribuito in Italia nel quale la corsa stessa diventa il simbolo della resistenza fisica e soprattutto morale di un ragazzino che mosso dalla fede e dalla propria determinazione, sfida il proprio drammatico destino. Sono cinque appuntamenti il cui spunto \u00e8 stato fornito dallo spettacolo teatrale &#8220;Maratona di New York&#8221; andato in scena all\u2019Elfo Puccini nel maggio scorso, interpretato e diretto da Cristian Giammarini e Giorgio Lupano (da un testo di Edoardo Erba). E&#8217; uno spettacolo bello e atipico: un palco spoglio, un grande schermo sul fondo, due attori in scena, che per oltre un\u2019ora corrono sul posto \u2013 si allenano per l\u2019appuntamento newyorkese \u2013 e nel frattempo si raccontano la vita, passata e futura, si fanno domande su ci\u00f2 in cui credono, si pongono dubbi, si confessano incertezze.\u00a0Ha scritto Cristian Giammarini: \u00abL\u2019azione fisica \u00e8 insistita e assolutamente reale, con accelerazioni e rallentamenti, sorpassi, addirittura una caduta, e condiziona progressivamente il battito cardiaco e il respiro; a poco a poco cuore e polmoni ne sono invasi, la faccia \u00e8 lucida, si suda, i vestiti si bagnano e cambiano colore, i polpacci crepitano, il fiato si fa corto. (\u2026) Cos\u00ec recitare diventa pi\u00f9 facile, naturale. A questo punto non \u00e8 pi\u00f9 necessario per l\u2019attore preoccuparsi di un\u2019intonazione, del senso di una pausa, e ancor meno della postura fisica. (\u2026) Tutto \u00e8 in qualche modo generato e governato dall\u2019azione fisica della corsa&#8221;<\/p>\n<p><strong>LE PROIEZIONI ALLO SPAZIO OBERDAN<\/strong> ( viale Vittorio Veneto 2)<br \/>\nSa. 5 giu. (h 17.15)\/Do. 6 giu. (h 19)\/Gio. 10 giu. (h 19) &#8220;<strong>All will be well\/ Andr\u00e0 tutto bene&#8221;<br \/>\n<\/strong>Sa. 5 giu. (h 19)\/Me. 9 giu. (h 21.15) <strong>&#8220;Giovent\u00f9, amore e rabbia &#8211; La solitudine del maratoneta&#8221;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La corsa pu\u00f2 essere anche un pezzo da cineteca. Senza esagerare ovviamente e senza prendersi troppo sul serio che \u00e8 sempre una buona regola. 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