{"id":26099,"date":"2019-05-10T21:36:43","date_gmt":"2019-05-10T19:36:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26099"},"modified":"2019-05-10T21:36:43","modified_gmt":"2019-05-10T19:36:43","slug":"omar-pedalando-nel-silenzio-di-ghiaccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/05\/10\/omar-pedalando-nel-silenzio-di-ghiaccio\/","title":{"rendered":"Omar, pedalando nel silenzio di ghiaccio&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/ped1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26101\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/ped1-186x300.jpg\" alt=\"ped\" width=\"186\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/ped1-186x300.jpg 186w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/ped1.jpg 349w\" sizes=\"(max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a>\u00abPedalare in silenzio al buio e nel ghiaccio sono le tre parole che riassumono perfettamente ci\u00f2 che faccio&#8230;Pedalare in silenzio, al buio e nel ghiaccio \u00e8 il mio ciclismo che mi porta ad avvicinare il limite e a pensare ogni volta di averlo raggiunto. Ma dura poco perch\u00e8 poi mi fermo, mi lascio affascinare da un&#8217;altra suggestione e se Sara, la mia compagna e Fabio, il mio allenatore ma in realt\u00e0 molto di pi\u00f9,\u00a0 danno la benedizione\u00a0 sono gi\u00e0 pronto per ripartire. In realt\u00e0 credo non si possa ma dire di aver raggiunto il limite, mai si pu\u00f2 dire di essere arrivati&#8230;&#8221;. <strong>Omar Di Felice<\/strong>, romano 38 anni,\u00a0 presenta il suo nuovo libro nella libreria Rizzoli in Galleria a Milano e ha gli occhi che brillano. Pedala e si sente vivo, ha trovato la strada, probabilmente fa ci\u00f2 che ha sempre sognato. E allora cinquanta chiodi su una gomma bastano a farne un ciclista di ghiaccio. Cinquanta chiodi che la dicono lunga su cosa possa fare con una bici. Correre innanzitutto. Ma anche avventurarsi a Capo Nord o in Islanda o addirittura in Alaska dove il termometro va sottozero anche di 35 gradi e dove il ciclismo \u00e8 tutto un altro racconto. Non \u00e8 il Tour. Non \u00e8 il sole di luglio che ti fa aprire le magliette, rovesciare le borracce sul casco, che ti lascia i segni dell\u2019abbronzatura a mezze braccia, a mezze gambe, sul naso dove si fermano gli occhiali. Cinquanta chiodi su una gomma per provare a fare ci\u00f2 che pochi hanno il coraggio di fare e che Omar\u00a0 grafico, designer, ciclista professionista per qualche stagione ed ora ultracycler fa per rispondere ai suoi perch\u00e8. Un uomo solo al comando. Un uomo solo su una bicicletta nella gelida terra dei ghiacci. Un po\u2019 per sfida, per lavoro ma molto per passione. Moltissimo perch\u00e8 cos\u00ec probabilmente gli dicono la testa e il cuore: &#8220;Il mio ciclismo\u00a0 pi\u00f9 che prestazione \u00e8 avventura, un modo di essere che mi permette di scoprire luoghi incredibili ma anche te stesso- racconta- Mi permette di capire quali sono le miei possibilit\u00e0 e i miei limiti&#8230;\u00bb. E allora un anno da corridore professionista basta e avanza, perch\u00e8 quello \u00e8 un \u00abmestiere\u00bb che a un filosofo delle due ruote va stretto: \u00abDa adolescente i miei allenatori mi portavano in circuito ad allenarmi- ricorda- ma io innamorato di Pantani sognavo le salite, sognavo il Pordoi e obbligavo i miei genitori a portarmi in vacanza lass\u00f9&#8230;\u00bb. Cos\u00ec la strada diventa un\u2019altra, diventa quella che lo porta a viaggiare da solo per chilometri, giorni e notti. \u00abLa prima volta che mi ritrovai a passare da solo una notte in bici ero sui Pirenei- spiega- Fu uno shock, appoggiai la bici ad un\u2019auto posteggiata e chiesi di riportarmi a casa&#8230;\u00bb. Poi per\u00f2 molto \u00e8 cambiato. Tutto \u00e8 cambiato. Non la fatica, quella \u00e8 imprescindibile, ma anche premio, anche il modo per godersi e apprezzare le conquiste &#8220;che una volta pensavo fossero possibili per il 70 per cento grazie alle mie gambe e al 30 per cento grazie alla mia testa e invece ora ho capito che \u00e8 tutto il contrario&#8230;&#8221;. Anche se poi alla fine i conti li fai sempre con te stesso. L&#8217;impresa estrema, sempre pi\u00f9 frequente, sempre pi\u00f9 di moda, sempre pi\u00f9 una necessit\u00e0 &#8221; che molti sentono perch\u00e8 siamo bombardati dalla tecnologia- spiega Omar- perch\u00e8 abbiamo tutto, spesso anche il superfluo&#8230;Invece quando sei solo e ti ritrovi a fare i conti con freddo e fatica capisci veramente di cosa puoi avere bisogno. Mangi davvero sei hai fame e bevi davvero se hai sete&#8230;\u00bb. Poi si tirano le somme e si riparte. La prossima sfida \u00e8 la Transamerica, 7mila chilometri attraversando dieci Stati americani: \u00abLa sfida \u00e8 sempre la stessa- sorride- Anzi no. Non ci sar\u00e0 il ghiaccio ma un gran caldo&#8230;In Kansas mi aspettano 50 gradi&#8230;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abPedalare in silenzio al buio e nel ghiaccio sono le tre parole che riassumono perfettamente ci\u00f2 che faccio&#8230;Pedalare in silenzio, al buio e nel ghiaccio \u00e8 il mio ciclismo che mi porta ad avvicinare il limite e a pensare ogni volta di averlo raggiunto. Ma dura poco perch\u00e8 poi mi fermo, mi lascio affascinare da un&#8217;altra suggestione e se Sara, la mia compagna e Fabio, il mio allenatore ma in realt\u00e0 molto di pi\u00f9,\u00a0 danno la benedizione\u00a0 sono gi\u00e0 pronto per ripartire. 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