{"id":26186,"date":"2019-05-25T20:19:23","date_gmt":"2019-05-25T18:19:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26186"},"modified":"2019-05-25T20:19:23","modified_gmt":"2019-05-25T18:19:23","slug":"montalcino-gli-eroi-sono-altri-forse-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/05\/25\/montalcino-gli-eroi-sono-altri-forse-2\/","title":{"rendered":"Montalcino, gli eroi sono altri (forse)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/mon1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26187\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/mon1-300x200.jpg\" alt=\"mon\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/mon1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/mon1-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/mon1.jpg 1239w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Partono in 1500 domattina da Montalcino. Ciclisti senza tempo, come allora, come tanti anni fa, come una volta\u2026Eroi dell\u2019Eroica, di un\u2019altra\u00a0<strong>Eroica, quella di primavera<\/strong>anche se forse gli eroi sono altri. O forse no. Perch\u00e8 per correre in bici tanti anni fa un po\u2019 eroi bisognava esserlo. Le bici erano quelle che erano. E le strade anche. Niente carbonio, \u00a0niente elettronica, niente integratori, niente di niente. Come diceva\u00a0<strong>Alfredo Binda<\/strong>, e non a caso la sua frase \u00e8 diventata storia, per correre allora ci volevano i &lt;garun\u2026&gt; e non serve tradurre per capire che bisognava esser tosti. Forse la fatica era di pi\u00f9. Certo che le facce erano antiche gi\u00e0 da giovani e le rughe pi\u00f9 profonde, cotte dal sole e dal freddo. Non c\u2019era tempo per look, \u00a0orecchini, tatuaggi, per i body intonati con le bici. Le scarpette non avevano le suole hi-tech e gli attacchi erano le cinghiette dei puntapiedi. Stop. \u00a0Un altro mondo. Un mondo dove la bici era poesia pura, romanzo, oggetto del desiderio e oggetto di un racconto infinito uscito dalle penne di grandi scrittori. Non solo un mezzo meccanico, ma il mezzo per raccontare una grande storia di attese e di speranze e per vivere un riscatto che, dopo le Guerre, \u00a0i nostri nonni e bisnonni si sono conquistati con il cuore e con le unghie. C\u2019era una volta il ciclismo dei pionieri che ha fatto pedalare un Paese che aveva voglia di ricominciare e c\u2019\u00e8 oggi un ciclismo che a quell\u2019epopea si ispira e vuole rivivere. Ovvio, per gioco. Con lo spirito lieve che serve in questi casi. Ed \u00e8 un altro ciclismo. Pi\u00f9 rilassato \u00a0di quello\u00a0delle granfondo dove ci si depila, si cerca spasmodicamente il tempo e davanti si va sempre a tutta. Pi\u00f9 godereccio rispetto alla frenesie dei ristori in corsa con sali e barrette presi al volo per non perdere un secondo. Qui ci si ferma,\u00a0 si chicchiera e si mangia davvero: torte fatte in casa, salumi,\u00a0 minestra di pane,\u00a0 zuppa di ceci e zabaione col vin santo. Facile fermarsi, difficile ripartire. Ma poi si fa perch\u00e8 non c\u2019\u00e8 fretta, non c\u2019\u00e8 agone. Si riparte e ci si riferma perch\u00e8 da queste parti c\u2019\u00e8 tanto anche da vedere e c\u2019\u00e8\u00a0sempre il tempo di una foto o di un \u201cselfie\u201d come si usa da quando i telefonini sono entrati nelle nostre vite. E\u2019 il ciclismo che torna eroico. E\u2019 il ciclismo di una gara-non gara che questo mondo ha avuto l\u2019idea di riscoprire e riproporre. Pi\u00f9 o meno 150 chilometri per chi ha pi\u00f9 coraggio, per chi se la sente: Montalcino, Buonconvento, San Quirico d\u2019Orcia, Pienza\u00a0 Ripa d\u2019Orcia, Selvoli, Traversa dei Monti, Pieve a Salti,\u00a0 Castiglion del Bosco tra strada bianca e asfalto. Un viaggio a pedali che da qualche tempo \u00e8 diventato anche un percorso permanente di assoluto splendore come \u00e8 gi\u00e0 successo per l\u2019<strong>Eroica di Gaiole<\/strong>\u00a0e diventer\u00e0, c\u2019\u00e8 da scommetterci,\u00a0 strada di\u00a0\u201cprocessione ciclistica\u201d in qualsiasi stagione e con qualsiasi compagnia.\u00a0Un happening del ciclismo che fu, quello della polvere, delle facce antiche e delle mani grosse sospeso tra passato e futuro. Un rito che ogni anno si rinnova dove c\u2019\u00e8 chi finalmente arriva, chi torna, chi si dispera per non esserci e dove chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 c\u2019\u00e8 lo stesso nel ricordo di una famiglia che non dimentica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Partono in 1500 domattina da Montalcino. Ciclisti senza tempo, come allora, come tanti anni fa, come una volta\u2026Eroi dell\u2019Eroica, di un\u2019altra\u00a0Eroica, quella di primaveraanche se forse gli eroi sono altri. O forse no. 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