{"id":26204,"date":"2019-05-30T18:59:49","date_gmt":"2019-05-30T16:59:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26204"},"modified":"2019-05-30T21:39:25","modified_gmt":"2019-05-30T19:39:25","slug":"cima-vince-al-giro-un-metro-per-sfuggire-alla-balena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/05\/30\/cima-vince-al-giro-un-metro-per-sfuggire-alla-balena\/","title":{"rendered":"Cima vince al Giro, un metro per sfuggire alla balena"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/cim.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26205\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/cim-300x206.jpg\" alt=\"cim\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/cim-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/cim-1024x705.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/05\/cim.jpg 1154w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Meno di un metro separa due corse. Meno di un metro che dopo 150 chilometri di fuga sono pugni che si alzano al cielo e pugni che battono sul manubrio per la rabbia. Meno di un metro tra <strong>Damiano Cima<\/strong> e <strong>Pascal Ackermann,<\/strong> primo e secondo ad un niente ma lontanissimi. Due mondi distanti. Chi fugge e chi insegue, chi non sa se riuscir\u00e0 ad arrivare\u00a0 prima del gruppo e chi \u00e8 invece sicuro che il gruppo lo riporter\u00e0 in tempo l\u00e0 davanti a giocarsi lo sprint.\u00a0 Chi si gioca la vittoria della vita chi l&#8217;ennesima volata. Raro che in una tappa da velocisti una fuga arrivi. Raro ma non impossibile. Basta crederci. Basta continuare a pedalare, scacciare i pensieri e non pensare a nulla: n\u00e8 quanto manca, n\u00e8 a quanto stanno quelli dietro, n\u00e8 se perdono, se recuperano, se arrivano, se non arriveranno mai&#8230; Due corse. Davanti quella del giovane di belle speranze della Nippo Fantini che questo\u00a0 Giro lo ha praticamente corso in solitaria visto che \u00e8 stato in fuga per pi\u00f9 di 900 chilometri, e dietro quella del gruppo, quella degli altri, della maglia rosa, dei velocisti, dei gregari che fanno due conti e a un certo punto decidono ti vengono a prendere. Davanti si va a tutta e dietro di conserva, n\u00e8 piano n\u00e8 forte, in attesa dell&#8217; ordine di fare sul serio. Davanti si conquista la ribalta delle telecamere per qualche ora, dietro si chiacchiera.\u00a0 E&#8217; il <em>refrain<\/em> delle tappe come quella di oggi, 222 chilometri da Valdaora a Santa Maria di Sala. Tappe veloci,\u00a0 di attesa, dove si tira un po&#8217; il fiato prima della battaglia finale, prima della tempesta.\u00a0Di solito il gruppo per un po&#8217; lascia fare ma la fine \u00e8 scritta.\u00a0 E allora\u00a0 Cima e i suoi due compagni di avventura\u00a0<strong>Nico Denz<\/strong>\u00a0 della AG2R La Mondiale e\u00a0<strong>Mirco Maestri<\/strong>\u00a0 della Bardiani-CSF se ne vanno in libera uscita. Uno, due, sei minuti&#8230;basta.\u00a0 E invece no, questa volta non basta. Il gruppo \u00e8 come una balena che nuota a tutta velocit\u00e0 a fauci aperte verso le sue prede ma i tre sfuggono, resistono, non hanno esitazioni, non si girano,\u00a0 testa bassa fino alla fine perch\u00e8, anche se vincer\u00e0 uno solo, meglio secondi e terzi che inghiottiti. Arrivano a un soffio da quel traguardo sognato per ore. Denz e Maestri finiscono nella pancia del &#8220;mostro&#8221; che li raggiunge a tre metri dall&#8217;arrivo e se li mangia, scompaiono dopo tanta inutile fatica. Cima invece taglia il traguardo un secondo prima che il morso lo afferri.\u00a0 Primo.\u00a0 Primo per qualche centimetro che premia il coraggio e d\u00e0 scacco alla presunzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Meno di un metro separa due corse. Meno di un metro che dopo 150 chilometri di fuga sono pugni che si alzano al cielo e pugni che battono sul manubrio per la rabbia. Meno di un metro tra Damiano Cima e Pascal Ackermann, primo e secondo ad un niente ma lontanissimi. Due mondi distanti. Chi fugge e chi insegue, chi non sa se riuscir\u00e0 ad arrivare\u00a0 prima del gruppo e chi \u00e8 invece sicuro che il gruppo lo riporter\u00e0 in tempo l\u00e0 davanti a giocarsi lo sprint.\u00a0 Chi si gioca la vittoria della vita chi l&#8217;ennesima volata. 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