{"id":26272,"date":"2019-06-15T17:47:45","date_gmt":"2019-06-15T15:47:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26272"},"modified":"2019-06-15T17:47:45","modified_gmt":"2019-06-15T15:47:45","slug":"milano-bentornato-palalido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/06\/15\/milano-bentornato-palalido\/","title":{"rendered":"Milano, bentornato Palalido"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pal.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26273\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pal-150x150.jpg\" alt=\"pal\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26274\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl1-150x150.jpg\" alt=\"pl1\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26275\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl2-150x150.jpg\" alt=\"pl2\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26276\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl3-150x150.jpg\" alt=\"pl3\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26277\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl5-150x150.jpg\" alt=\"pl5\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26278\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/06\/pl4-150x150.jpg\" alt=\"pl4\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;astronave \u00e8 atterrata&#8230; Bentornato Palalido\u00bb. Il sindaco <strong>Giuseppe Sala<\/strong> tira un sospiro di sollievo: ci sono voluti quasi dieci anni per riportare alla luce un Palazzetto storico che ora, con il nuovo logo di Allianz, diventa anche un gioiello di funzionalit\u00e0 e modernit\u00e0. Milano ringrazia e il sindaco pure e lo fa cominciando dai suoi assessori e dai consiglieri \u00abperch\u00e9 spesso si parla male dei politici- spiega &#8211; ma a Milano la politica ha il pregio di essere pragmatica e se le cose funzionano&#8230;\u00bb. Sar\u00e0. Per\u00f2 si poteva far prima anche se, dopo aver superato incagli e ritardi, il nuovo Palalido c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 ci\u00f2 che conta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSpero che chi giocher\u00e0 qui pensi, almeno per un secondo, a cos&#8217; \u00e8 stato il Palalido, cosa ha rappresentato per questa citt\u00e0. Pensi a <strong>Rubini<\/strong> a <strong>Gamba<\/strong>, a <strong>Brumatti<\/strong>, a <strong>Bariviera<\/strong>&#8230;\u00bb. E ovviamente a tutti gli altri, da <strong>D&#8217;Antoni<\/strong> a <strong>McAdoo<\/strong> a <strong>Dan Peterson<\/strong> che qui vinse l&#8217;ultimo scudetto. E ovviamente pensi a <strong>Dino Meneghin<\/strong> che in via Stuparich ha scritto una storia che non finisce pi\u00f9 ed ora \u00e8 qui sotto canestro ad ammirare il nuovo Allianz-cloud. Un posto e una leggenda che comincia alle 17.30 di un pomeriggio del 1960, dopo la partita a San Siro, quando si giocava solo la domenica e quando dopo il calcio ci si trasferiva di corsa a vedere il basket al Palalido. Una storia che comincia, e forse non \u00e8 un caso, proprio con Simmenthal-Ignis, la madre di tutte le partite: \u00abLa prima volta che entrai al Palalido avevo 15 anni -ricorda Meneghin- e fu per vedere un derby tra Simmenthal e all&#8217;Onest\u00e0. Poi ci tornai da avversario con Varese e mi ricordo soprattutto i fischi&#8230;\u00bb. Ma durarono un amen. Bast\u00f2 cambiar maglia per far nascere una delle pi\u00f9 grandi storie d&#8217;amore sportive. Scarpette rosse, Innocenti, Cinzano, Billy, Tracer ma non solo scarpette rosse perch\u00e8 sul parquet del Palalido giocarono anche All&#8217;Onest\u00e0, la Mobilquattro, la Xerox, \u00abderby\u00bb da cardiopalma, di grandi rivalit\u00e0, da tutto esaurito sempre, da bagarini davanti ai cancelli. Derby vinti e persi molti per mano di <strong>Chuck Jura,<\/strong> lo sceriffo del Nebraska che resta l&#8217;uomo che al Palalido ha segnato pi\u00f9 di tutti, pi\u00f9 di 4 mila punti, un&#8217;infinit\u00e0. \u00abOra c&#8217;\u00e8 l&#8217;aria condizionata- racconta Meneghin- Una volta era una fornace. Quando tornammo a giocare qui i play-off dopo il crollo del Palasport ricordo ancora la scena di Premier che ai supplementari stava battendo un fallo laterale. Era sfatto e dietro di lui c&#8217;era una signora bionda che gli faceva aria con un foglio di carta&#8230;\u00bb. Ma il Palalido per Milano \u00e8 stato anche tante altre cose. Il contenitore perfetto di un mondo e di una citt\u00e0 che forse oggi non ci sono pi\u00f9. A cominciare dal tennis elegante di <strong>Rod Laver<\/strong> e dai primi colpi di un giovanissimo <strong>Roger Federer<\/strong> e dalle mitiche riunioni di boxe che negli Anni Settanta tenevano mezzo Paese attaccato alla tv. Al Palalido conquistarono il mondiale dei pesi mosca <strong>Franco Udella<\/strong> contro il messicano Valentin Duende Martinez e <strong>Giovanni Parisi<\/strong> contro il portoricano Sammy Fuentes. Ma ci furono anche i pugni eroici di Vito Antuofermo che ne usc\u00ec sconfitto e ci furono <strong>Umberto Branchini<\/strong> e <strong>Rocco Agostino<\/strong> agli angoli e <strong>Nino Benvenuti<\/strong> e <strong>Carlos Monzon<\/strong> in platea. Storia. Che \u00e8 anche diventata musica. Qui negli Anni 70 hanno suonato i <strong>Rolling Stones<\/strong> e <strong>Lou Reed<\/strong> e fin\u00ec con scontri e cariche della polizia. Qui ha suonato <strong>James Brown<\/strong> e qui ha suonato <strong>Francesco De Gregori<\/strong> che venne processato sul palco da un gruppo della sinistra parlamentare che gli rinfacciava di aver chiesto un milione per suonare, cosa inconcepibile per un compagno. Poi ci furono i tempi del <strong>Dalai Lama<\/strong> e anche quelli del Ramadan. Su e gi\u00f9 dal palco per fare la storia. Per scrivere pagine importanti anche della nostra politica. Come quella firmata dieci anni da <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> quando il Palalido apr\u00ec le porte al Popolo delle Libert\u00e0: il cavaliere demol\u00ec il programma del Pd di <strong>Walter Veltroni<\/strong> definendolo \u00abcarta straccia\u00bb. E cos\u00ec fece strappando davanti a settemila persone alcuni fogli di carta. C&#8217;era una volta il Palalalido ed ora c&#8217;\u00e8 di nuovo. Da domani si ricomincia&#8230;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u00abL&#8217;astronave \u00e8 atterrata&#8230; Bentornato Palalido\u00bb. Il sindaco Giuseppe Sala tira un sospiro di sollievo: ci sono voluti quasi dieci anni per riportare alla luce un Palazzetto storico che ora, con il nuovo logo di Allianz, diventa anche un gioiello di funzionalit\u00e0 e modernit\u00e0. Milano ringrazia e il sindaco pure e lo fa cominciando dai suoi assessori e dai consiglieri \u00abperch\u00e9 spesso si parla male dei politici- spiega &#8211; ma a Milano la politica ha il pregio di essere pragmatica e se le cose funzionano&#8230;\u00bb. Sar\u00e0. 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