{"id":26430,"date":"2019-07-15T22:11:06","date_gmt":"2019-07-15T20:11:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26430"},"modified":"2019-07-15T22:11:06","modified_gmt":"2019-07-15T20:11:06","slug":"tre-donne-estremamente-normali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/07\/15\/tre-donne-estremamente-normali\/","title":{"rendered":"Tre donne &#8220;estremamente&#8221; normali&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/07\/ironw.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26431\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/07\/ironw-207x300.png\" alt=\"ironw\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/07\/ironw-207x300.png 207w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/07\/ironw.png 380w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a>Vivere con tutti i sensi, cogliere l&#8217;essenza di ogni attimo, assaporando un&#8217;avventura che sembra non avere limiti e che invece ne ha uno preciso, estremo, da raggiungere ma da non oltrepassare. Vivere ad alta intensit\u00e0 nel mare, su un&#8217;onda, in montagna, su una bici, correndo a volte in luoghi difficili e inospitali, in deserti, fiordi, nel bianco di un ghiacciaio che si sbriciola. Lo sport si fa estremo e sono sempre di pi\u00f9 gli atleti, ma anche le persone che non lo fanno di mestiere, che decidono di alzare l&#8217;asticella. E l&#8217;estate diventa la stagione migliore. E allora si parte. Ognuno con la propria sfida, con il proprio sogno o la propria missione che spesso \u00e8 solidale, spesso serve ad aiutare altri meno fortunati. Tre donne che fanno sport diversi ma che vanno nella stessa direzaione. Tre donne che a prima vista sembrano ironwoman ed invece sono &#8220;estremamente&#8221; normali.<\/p>\n<p>E&#8217; cos\u00ec per <strong>Sabrina Schillaci<\/strong>, 49 anni, architetto di Besana Brianza che ha cominciato ad andare in bici dopo un incidente che ha costretto il marito su una sedia a rotelle. \u00abEro caduta in depressione &#8211; racconta &#8211; e con lo sport sono riuscita a venir fuori da un tunnel\u00bb. La bici l&#8217;ha aiutata. Lo scorso anno pedalando \u00e8 andata fino a Santiago de Compostela e pochi giorni fa \u00e8 ripartita. Da Besana Brianza fino a Monopoli e ritorno. \u00abRace across limits\u00bb, una pedalata infinita per attraversare l&#8217;Italia in 23 tappe per pi\u00f9 di 3200 chilometri. Dal Tirreno all&#8217;Adriatico per un&#8217;avventura che \u00e8 quasi un segno del destino, che servir\u00e0 a scacciare antiche paure e a raccogliere fondi per C.O.ME Collaboration onlus, un gruppo di osteopati abruzzesi che aiuta i bambini con disabilit\u00e0: \u00abNon \u00e8 un&#8217;impresa sportiva &#8211; spiega subito &#8211; Non mi interessa. Io pedaler\u00f2 solo per raccogliere fondi per una causa in cui credo, per sensibilizzare la gente sul tema della disabilit\u00e0 e per spiegare a tutti che anche dopo una disgrazia, dopo un incidente che ti cambia la vita ci si pu\u00f2 rialzare. Basta crederci&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Credere e pedalare. Oppure correre. Vale lo stesso. Vale per <strong>Ivana Di Martino<\/strong> mamma milanese, insegnante, runner instancabile che a settembre correr\u00e0 da sola, senza mai fermarsi, dalle Dolomiti alle Alpi, da Cortina al Passo dello Stelvio per raccogliere fondi da donare alla ricerca contro i tumori. Correr\u00e0 la \u00abRun Everesting\u00bb perch\u00e9 su quella distanza superer\u00e0 un dislivello di 8mila 848 metri lo stessa altitudine dell&#8217;Everest. E lo far\u00e0 per sconfiggere le paure, perch\u00e9 lei stessa in passato ha sconfitto un tumore e ora vuole sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su questo tema. Ne ha gi\u00e0 finite parecchie di sfide cos\u00ec. Nel 2013 con la \u00ab21 volte donna\u00bb ha corso 21 mezze maratone in 21 giorni in giro per l&#8217;Italia per sostenere un&#8217;associazione che si occupa della violenza contro le donne. Due anni dopo con la \u00abRexist Run\u00bb ha percorso ben 700 km in 8 giorni per sostenere Dynamo Camp e con la \u00abRun4Kids\u00bb nel 2016, ha percorso ben 900 chilometri, da Milano a Bruxelles, per consegnare un messaggio alla Commissione Europea per Banco Alimentare. Ed ora l&#8217;impresa \u00e8 la \u00abRun Everesting\u00bb per sostenere Fondazione Umberto Veronesi e il progetto Pink is Good alzando l&#8217;asticella ancora un po&#8217;: \u00abSar\u00f2 la prima italiana a provarci. L&#8217;obiettivo \u00e8 promuovere la corsa in montagna e mettere ala prova i miei limiti oltre alla raccolta fondi per una buonissima causa\u00bb.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 chi l&#8217;avventura la cerca in mare. <strong>Sabrina Peron,<\/strong> 54 anni, avvocato milanese, tra un&#8217;udienza e l&#8217;altra nuota. \u00abPerch\u00e9 quando sono in acqua ho tempo per pensare, sono sola e il silenzio mi ripulisce la mente. Cos\u00ec metto tutto in ordine e preparo anche qualche difesa\u00bb. \u00c8 un avvocato civilista con laurea anche in filosofia che si occupa di diffamazione a mezzo stampa e di risarcimenti del danno. Ma quando non indossa la toga \u00e8 spesso in costume e occhialini a macinare chilometri. Nuota all&#8217;alba nelle vasche della Canottieri Milano ma appena pu\u00f2 prende il largo, perch\u00e9 la vera passione sono le lunghe distanze: tre anni fa \u00e8 stata la prima italiana ad attraversare lo stretto di Catalina, la bellezza di 33 chilometri che separano l&#8217;isola da Los Angeles. Prima era toccato a quello di Gibilterra, a quello Messina e alla traversata del Bosforo. Due anni fa con l&#8217;atleta paralimpico vicentino Enrico Giacomin, ha coperto a nuoto quasi 23 chilometri dall&#8217;isola di Vulcano a Milazzo e all&#8217;inizio dell&#8217;estate i 53 chilometri da sul Po che portano da Cremona a Casalmaggiore. L&#8217;anno scorso \u00e8 stata la prima italiana ad essere passata a nuoto sotto i venti ponti di Manhattan, 46 chilometri che fanno il giro delle acque di New York e pochi giorni fa in Galizia ha nuotato per 27 chilometri di mare tra le Isole C\u00edes e l&#8217;Isola di San Sim\u00f3n nel \u00abBatalla de rande\u00bb, la traversata che ha visto al via un centinaio di coraggiosi tra cui lei, prima donna italiana ad aver mai osato tanto. \u00abQuando siamo entrati nell&#8217;Atlantico con la sua marea &#8211; racconta &#8211; la corrente \u00e8 diventata favorevole ma siamo stati travolti da onde pazzesche. Eravamo sballottati da una parte all&#8217;altra. Perch\u00e9 lo faccio? Sinceramente me lo chiedo anche io e quando mi trovo in mezzo al mare spesso penso Ma io che ci faccio qui?\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vivere con tutti i sensi, cogliere l&#8217;essenza di ogni attimo, assaporando un&#8217;avventura che sembra non avere limiti e che invece ne ha uno preciso, estremo, da raggiungere ma da non oltrepassare. Vivere ad alta intensit\u00e0 nel mare, su un&#8217;onda, in montagna, su una bici, correndo a volte in luoghi difficili e inospitali, in deserti, fiordi, nel bianco di un ghiacciaio che si sbriciola. Lo sport si fa estremo e sono sempre di pi\u00f9 gli atleti, ma anche le persone che non lo fanno di mestiere, che decidono di alzare l&#8217;asticella. E l&#8217;estate diventa la stagione migliore. E allora si parte. 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