{"id":26453,"date":"2019-07-20T20:28:33","date_gmt":"2019-07-20T18:28:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26453"},"modified":"2019-07-20T20:28:33","modified_gmt":"2019-07-20T18:28:33","slug":"gran-sasso-magico-e-in-bici-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/07\/20\/gran-sasso-magico-e-in-bici-di-piu\/","title":{"rendered":"Gran Sasso magico e in bici di pi\u00f9&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/07\/imp1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26455\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/07\/imp1-300x226.jpg\" alt=\"imp1\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/07\/imp1-300x226.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/07\/imp1.jpg 806w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pi\u00f9 sali e pi\u00f9 ti senti piccolo. E il lieve senso di ansia che ti coglie spiega, meglio di ogni cosa, chi comanda, chi detta le regole e quale sia l\u2019origine. Ti senti\u00a0 quasi indifeso di fronte alla potenza della natura perch\u00e8 la magia della bici \u00e8 anche questa, non sei\u00a0 in una scatola al riparo, al coperto se le cose si mettono male, non puoi mettere la freccia a destra e aspettare che passi la buriana. Se il cielo si imbroglia e si incupisce c\u2019\u00e8 solo una mantellina a cui ti puoi affidare. Pochissimo, quasi nulla quando ti stai arrampicando verso\u00a0<strong>Campo imperatore,<\/strong>\u00a0 quando sei sotto il<strong>\u00a0Gran Sasso<\/strong>, la cima pi\u00f9 elevata degli Appennini, con i 2912 metri del suo Corno Grande. Pi\u00f9 sali e pi\u00f9 ti senti piccolo quasi a sparire tra gli spazi infiniti di questo altopiano che ti porta in mezzo alle nuvole, con il vento che ti spazza\u00a0 di lato con le raffiche fredde\u00a0 che ti fanno dimenticare l\u2019afa e i 35 gradi della spiaggia da dove sei partito. Per arrivare a Campo Imperatore si sale. Si continua a salire, si sale sempre per una trentina chilometri in cui si ha tutto il tempo per godersi strada, tornanti, dritti infiniti che sembrano portare verso una vetta che non arriva mai. Qui passato il Giro, qui\u00a0 in ordine sparso sono passati\u00a0<strong>Armstrong, Formolo, Pantani<\/strong>\u00a0nomi scritti con la vernice su un asfalto a grana grossa che sfida ghiaccio e neve.\u00a0 Fatta eccezione per un pastore che vende forme di pecorino sotto una tenda al bivio che porta verso valle e una mandria di cavalli che sembrano senza padrone non c\u2019\u00e8 nulla quass\u00f9. Piove e non c\u2019\u00e8 riparo. E forse \u00e8 meglio cos\u00ec perch\u00e8 non ci sarebbe riparo neppure con il sole. Non c\u2019\u00e8 una fontana, non un rifugio per un caff\u00e8, nulla di nulla. Ed \u00e8 la meraviglia della montagna vera, quella a cui non importa di essere comoda e turistica, quella che \u00e8 rimasta ( forse proprio per questo)\u00a0 intatta e\u00a0 che chiede sempre\u00a0 un giusto prezzo di fatica. E la bici \u00e8 lo strumento perfetto per mettere insieme tutte queste cose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pi\u00f9 sali e pi\u00f9 ti senti piccolo. E il lieve senso di ansia che ti coglie spiega, meglio di ogni cosa, chi comanda, chi detta le regole e quale sia l\u2019origine. Ti senti\u00a0 quasi indifeso di fronte alla potenza della natura perch\u00e8 la magia della bici \u00e8 anche questa, non sei\u00a0 in una scatola al riparo, al coperto se le cose si mettono male, non puoi mettere la freccia a destra e aspettare che passi la buriana. 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