{"id":26515,"date":"2019-08-06T16:22:16","date_gmt":"2019-08-06T14:22:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26515"},"modified":"2019-08-06T16:22:16","modified_gmt":"2019-08-06T14:22:16","slug":"quando-muore-un-ciclista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/08\/06\/quando-muore-un-ciclista\/","title":{"rendered":"Quando muore un ciclista&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/lam1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26516\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/lam1-232x300.jpg\" alt=\"lam\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/lam1-232x300.jpg 232w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/lam1.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a>Quando muore un atleta di 22 anni ti si stringe il cuore. Ti si chiude lo stomaco perch\u00e8 vent&#8217;anni sono l&#8217;et\u00e0 dei tuoi figli e dei sogni e uno non ci pensa proprio a morire. E ogni volta che lo sport si lista a lutto si apre il dibattito sui rischi, sui pericoli, sui perch\u00e8. Cos\u00ec se nel Giro di Polonia <strong>Bjorg Lambrecht<\/strong> va a sbattere con il capo contro una conduttura di cemento e finisce l\u00ec i suoi giorni il tema del giorno diventa la pericolosit\u00e0 delle corse in bici, se muore un centauro la pericolosit\u00e0 del motomondiale e cos\u00ec via. Sacrosanto discutere di sicurezza. Se cos\u00ec non fosse stato in tutti questi anni probabilmente conteremmo pi\u00f9 vittime perch\u00e8 i circuiti sono diventati pi\u00f9 sicuri e le corse in bici anche, tanto per restare ai due esempi di prima. Poi per\u00f2 c\u2019\u00e8 tutto un altro discorso da fare. Si muore nello sport cos\u00ec come si muore attraversando una strada, facendo un giro in moto la domenica o pedalando in una citt\u00e0. E\u2019 il rischio che c\u2019\u00e8 in ogni cosa che facciamo, \u00e8 la fatalit\u00e0, legata \u00a0al destino. Solo che quando si muore mentre si sta correndo, mentre si sta pedalando o sciando in una gara di coppa del mondo lo shock \u00e8 terribile. Lo shock della morte di un atleta \u00e8 terribile perch\u00e8 non te l\u2019aspetti, non la metti in conto in una situazione che \u00e8 sempre esattamente il contrario e cio\u00e8 l\u2019esaltazione della vita, della gioia, del benessere condensato in un gesto fisico. L\u2019emozione \u00e8 profonda e amplifica il sentimento di smarrimento e di paura che va al di l\u00e0 di ogni logica e soprattutto dei numeri. E che fa sembrare la morte di uno sportivo pi\u00f9 frequente di \u00a0quello che \u00e8. Invece per fortuna di \u00a0sport si muore poco. Pochissimo nel nostro Paese che, va detto, sia per quanto riguarda la prevenzione medica sia per l\u2019applicazione dei protocolli \u00a0di \u00a0sicurezza che gli organizzatori sono chiamati a rispettare nelle gare, non \u00e8 l\u2019ultima ruota del carro. Resta il disagio di raccontare una tragedia. Perch\u00e8 di ci\u00f2 ogni volta si tratta. E allora non rimane che aggrapparsi all\u2019illusione che quando capita sia il destino a volerlo. Volare via facendo ci\u00f2 che si amava di pi\u00f9 .Forse \u00e8 un consolazione, ma \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00a0abbiamo\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quando muore un atleta di 22 anni ti si stringe il cuore. Ti si chiude lo stomaco perch\u00e8 vent&#8217;anni sono l&#8217;et\u00e0 dei tuoi figli e dei sogni e uno non ci pensa proprio a morire. E ogni volta che lo sport si lista a lutto si apre il dibattito sui rischi, sui pericoli, sui perch\u00e8. 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