{"id":26557,"date":"2019-08-17T23:54:55","date_gmt":"2019-08-17T21:54:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26557"},"modified":"2019-08-18T00:14:25","modified_gmt":"2019-08-17T22:14:25","slug":"addio-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/08\/17\/addio-felice\/","title":{"rendered":"Addio Felice"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/felice_gimondi_img_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26558\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/felice_gimondi_img_2-300x200.jpg\" alt=\"felice_gimondi_img_2\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/felice_gimondi_img_2-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/felice_gimondi_img_2.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Addio Felice. Eroe popolare, uno degli ultimi. Che se ne vanno e\u00a0 lasciano un vuoto anche a chi non \u00e8 di famiglia.\u00a0 Restano per sempre: nelle\u00a0 foto, nei racconti nelle immagini che scorrono ormai da un paio di giorni sulle tv, in un&#8217;intervista ( riportata qui sotto) che raccontava i suoi settant&#8217;anni.\u00a0 Felice a braccia alzate, Felice battuto da Eddie e Felice che lo batte. Felice che vince il Tour, il Giro, il mondiale a Barcellona. Tutto scritto, tutt0 fissato per sempre nella memoria di chi vive il ciclismo sottopelle. E Gimondi \u00e8 una storia infinita che ti entra dentro, dritta al cuore. E&#8217; uno per bene,\u00a0 un signore, uno di famiglia che vive nelle storie e nei racconti che si tramandano dai nonni ai pap\u00e0 fino ad arrivare alle orecchie di figli che non lo hanno conosciuto ma poco importa. Felice \u00e8 il racconto popolare di uno sport che una volta metteva intorno ad un tavolo le famiglie,\u00a0 che le portava ai bordi delle strade, che faceva discutere, univa e divideva. Felice \u00e8 un mondo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, pi\u00f9 povero ma pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 romantico, pi\u00f9 ingenuo ma forse pi\u00f9 genuino. Un mondo elegante, pacato, fiero, fatto di strette di mano e di parole date e mantenute. Un mondo che oggi corre via veloce come una biglia su una pista di sabbia&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>\u201cVoglio spendere due parole su\u00a0<strong>Lance Armstrong.<\/strong>\u00a0Per dire che non si cancellano sette\u00a0<strong>Tour de France<\/strong>\u00a0dopo dieci anni. Non si tolgono a nessuno, anche se quel corridore \u00e8\u00a0<strong>Armstrong,<\/strong>uno antipatico a tanti. E\u2019 un furto. Non si pu\u00f2 fare l\u2019antidoping al rallentatore. E\u2019 sbagliato. Poi non \u00e8\u00a0<strong>l\u2019Unione ciclistica<\/strong>\u00a0che gli ha tolto le vittorie. Dietro c\u2019\u00e8 una battaglia politica\u2026 E questi Tour sono stati 0mologati. Quindi il discorso \u00e8 chiuso. Altrimenti bisogna riscrivere all\u2019infinito la storia del ciclismo\u2026.\u201d. Non \u00e8 molto cambiato\u00a0<strong>Felice Gimondi<\/strong>, nonostante abbia raggiunto quota 70. Che non \u00e8 un traguardo di un Gran Premio della montagna, ma un traguardo comunque impegnativo perch\u00e8, durante la salita, devi portarti dietro la famosa valigia dei ricordi. Ricordi belli, intendiamoci. Ma fare i bilanci, anche se ti chiami\u00a0<strong>Felice Gimondi<\/strong>, \u00e8 sempre un arma a doppio taglio. Tanti auguri da<strong>\u00a0Radio 24<\/strong>, tanti complimenti, sei ancora una roccia. Per\u00f2, tra una candelina e l\u2019altra, ti accorgi che la valigia \u00e8 ormai piena, e che le cose pi\u00f9 importanti le ha gi\u00e0 fatte. \u201cQuando mi dicono di andare in pensione, dico domani o dopodomani. E poi riprendo a lavorare. Ho paura a fermarmi. E di come impiegare il tempo. Va bene l\u2019orto, la passeggiata col cane, la famiglia, leggere il giornale come Dio comanda. Ma io non sono mai stato fermo in vita mia. E facendo cos\u00ec mi sono sempre trovato bene\u2026\u201d Ma con\u00a0<strong>Felice Gimondi,<\/strong>\u00a0143 vittorie in carriera (tra le quali un<strong>\u00a0Tour de France<\/strong>, una\u00a0<strong>Vuelta<\/strong>\u00a0e 3<strong>\u00a0Giri d\u2019Italia<\/strong>), non si pu\u00f2 parlare solo di una corsa o del tempo che fa domani. Ogni parola ne richiama un\u2019altra, ogni nome ti evoca una pagina della storia del ciclismo. \u201cEra pi\u00f9 bello il mio ciclismo per tanti motivi. Il primo che c\u2019erano tanti personaggi. Faccio dei nomi:\u00a0<strong>Adorni, Motta, Bitossi, Taccone, Dancelli, Basso, Zilioli. E poi Anquetil, Ocana, Maertens. Merckx<\/strong>\u2026.\u201d . Ecco,<strong>\u00a0Merckx,<\/strong>\u00a0togliamoci il dente\u2026 incalza\u00a0<strong>Dario\u00a0 Ceccarelli di Radio 24.<\/strong>\u00a0\u201cMa non il dolore. \u2013 risponde il ciclista \u2013 Perch\u00e8 Eddy mi ha fatto morire. Quello era tremendo, uno che non mollava mai. Una bestia, un cannibale, sul serio. Non \u2018c\u2019era verso di vederlo deconcentrato. Anche alla corsa del paese. Voleva sempre vincere. Un mostro. Per\u00f2 che campione\u2026\u2026.non l\u2019ho mai odiato. Certo mi faceva incavolare. Senza di lui avrei vinto molto di pi\u00f9\u2026 Per\u00f2 mi ha obbligato a fare i conti con me stesso. Dopo la vittoria al<strong>\u00a0Tour de France<\/strong>, nel 1965, credevo di essere un numero uno. Ma poi, quando \u00e8 arrivato lui, ho capito che avrei dovuto rivedere completamente i miei progetti. Lui era troppo forte. Potevo metterlo in difficolt\u00e0, approfittare di una sua debolezza, ma sempre tenendo conto che lui era di un altro pianeta. Cos\u00ec\u2019 facendo mi sono tolto le mie soddisfazioni\u2026\u201d. Per esempio? \u201cBeh, il mondiale di Barcellona, \u00e8 stato un bel colpaccio. Mi \u00e8 andata bene, per\u00f2 che soddisfazione! Bisogna capire anche una cosa: vincere con Eddy, ti dava doppio gusto. Alla fine un successo acquistava pi\u00f9 valore. Mi ha costretto a crescere, a irrobustire il carattere. Ero diventato cattivo,,, Anche coi miei compagni spesso ero troppo severo, esigente. Poi mi sono scusato e ho ringraziato tutti, perch\u00e8 tutti hanno lavorato con impegno\u2026\u201d. Molti altri tuoi avversari ex contadini, muratori, gente che veniva dalla gavetta. Aver fame vi ha aiutato a favi largo? Domanda il conduttore di\u00a0<strong>Radio 24<\/strong>\u00a0 \u201cCredo proprio di s\u00ec. Io per avere la prima bicicletta ho dovuto pregare mio padre per anni e anni. Quando l\u2019ho avuta, mi sembrava di guidare una Ferrari. Siamo cresciuti con la voglia di emergere, di lasciare una vita non facile. Intendiamoci: il ciclismo non \u00e8 una passeggiata, anzi. Non vedi i figli, la moglie\u2026 Sono sacrifici pesanti. Bisogna essere corazzati, noi lo eravamo\u2026\u201d E adesso? \u201cE\u2019 un altro mondo, pi\u00f9 specializzato. Difficile fare paragoni. Certo loro non corrono da febbraio a novembre come facevamo noi. Oggi c\u2019\u00e8 pi\u00f9 concorrenza perch\u00e9 sono entrati paesi nuovi: l\u2019Australia, Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna che fa molto sul serio. Il nostro ciclismo era pi\u00f9 spettacolare perch\u00e9 giocavamo allo scoperto e riuscivamo a coinvolgere emotivamente i nostri tifosi. Poi c\u2019era meno tatticismo. Noi si provava: o la va o la spacca. Si partiva da lontano per sorprendere l\u2019avversario. Ora \u00e8 pi\u00f9 difficile. Comunque anche questi ragazzi fanno dei bei sacrifici\u2026\u201d\u00a0<strong>Marco Pantani<\/strong>: hai dei rimpianti\u2026? \u201cPi\u00f9 che rimpianti, mi rimane il dolore. Non si muore a 33 anni. Lui non era un ragazzo facile. Ho provato a seguirlo, a stargli vicino. Ma Marco voleva i suoi spazi, non dava molto ascolto. Lo chiamavo, ma spesso non mi rispondeva. Si assentava, perdeva il contatto. Mi rimane una profonda tristezza, per non aver potuto fare di pi\u00f9\u2026\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Addio Felice. Eroe popolare, uno degli ultimi. Che se ne vanno e\u00a0 lasciano un vuoto anche a chi non \u00e8 di famiglia.\u00a0 Restano per sempre: nelle\u00a0 foto, nei racconti nelle immagini che scorrono ormai da un paio di giorni sulle tv, in un&#8217;intervista ( riportata qui sotto) che raccontava i suoi settant&#8217;anni.\u00a0 Felice a braccia alzate, Felice battuto da Eddie e Felice che lo batte. Felice che vince il Tour, il Giro, il mondiale a Barcellona. Tutto scritto, tutt0 fissato per sempre nella memoria di chi vive il ciclismo sottopelle. E Gimondi \u00e8 una storia infinita che ti entra dentro, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/08\/17\/addio-felice\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26557"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26557"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26564,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26557\/revisions\/26564"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}