{"id":26607,"date":"2019-08-25T20:22:11","date_gmt":"2019-08-25T18:22:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26607"},"modified":"2019-08-25T20:22:11","modified_gmt":"2019-08-25T18:22:11","slug":"il-ciclismo-e-noioso-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/08\/25\/il-ciclismo-e-noioso-meglio\/","title":{"rendered":"Il ciclismo \u00e8 noioso&#8230;Meglio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/cic.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26608\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/cic-300x164.jpg\" alt=\"cic\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/cic-300x164.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/cic-1024x558.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/08\/cic.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Strano sport il ciclismo, uno dei pochi capaci di suscitare passione viscerale o disinteresse totale, non sono previste vie di mezzo. Difficile che chi non ce l\u2019abbia del sangue santifichi i suoi pomeriggi estivi alle tappe di Giro e Tour o una sua serata per godersi una volata del Giro della Norvegia. E in momenti di astinenza valgono anche le replice. Non si scappa. Dalle due alle cinque ci si mette l\u00ec, davanti alla tv, e si aspetta che accada qualcosa ma anche se poi non accade nulla va bene lo stesso.\u00a0 Anzi meglio. Le tappe noiose sono quelle dove si fa la differenza, dove ci si conta, dove si capisce chi \u00e8 dei nostri o chi \u00e8 solo un\u00a0<em>parvenue\u00a0<\/em>dei pedali. I tapponi piatti, dove il gruppo procede compatto, dove le fughe vanno via all\u2019inizio ma a sei sette chilometri dal traguardo vengono inghiottite con buona pace di chi ci aveva creduto. I trasferimenti infiniti dove i telecronisti fanno i miracoli per inventarsi una telecronaca che abbia un senso, dove il massimo dell\u2019adrenalina \u00e8 un traguardo a punti a 60 chilometri dal traguardo, dove succede tutto negli ultimi tre chilometri quando si si fanno i treni, si cercano le ruote, si sgomita, si &#8220;lima&#8221; e si sprinta. E il resto? E gli altri 210 chilometri di corsa? Sono il nulla assoluto. Sono la manna per i malati che vanno alla ricerca dei dettagli, spiano bici, rapporti, occhiali, caschi, scarpe. Colgono chiss\u00e0 quali discorsi tra i capitani che si avvicinano alle ammiraglie e i direttori sportivi, leggono i labiali,\u00a0 si affascinano vedendo i meccanici che regolano un cambio sporgendosi con mezzo busto da un\u2019auto in corsa. Noia assoluta. Noia totale che serve a scremare chi non pu\u00f2 capire. Restano in pochi. Viene da dire che restano i migliori, quelli che, conoscono nomi, cognomi, maglie, e numeri. Quelli che se Sagan allunga, capiscono al volo se sta provando la gamba o se non lo prendono pi\u00f9.\u00a0 Quelli che quando c\u2019\u00e8 il tappone dolomitico si mettono in ferie. Quelli i tornanti dello Stelvio li conoscono a memoria. Quelli che la noia non esiste\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Strano sport il ciclismo, uno dei pochi capaci di suscitare passione viscerale o disinteresse totale, non sono previste vie di mezzo. Difficile che chi non ce l\u2019abbia del sangue santifichi i suoi pomeriggi estivi alle tappe di Giro e Tour o una sua serata per godersi una volata del Giro della Norvegia. E in momenti di astinenza valgono anche le replice. Non si scappa. Dalle due alle cinque ci si mette l\u00ec, davanti alla tv, e si aspetta che accada qualcosa ma anche se poi non accade nulla va bene lo stesso.\u00a0 Anzi meglio. 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