{"id":26659,"date":"2019-09-14T09:34:40","date_gmt":"2019-09-14T07:34:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26659"},"modified":"2019-09-14T09:34:40","modified_gmt":"2019-09-14T07:34:40","slug":"fausto-eroe-a-fumetti-con-il-giornale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/09\/14\/fausto-eroe-a-fumetti-con-il-giornale\/","title":{"rendered":"Fausto eroe a fumetti ( con Il Giornale)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/fa2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26662\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/fa2-150x150.jpg\" alt=\"fa2\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/fa1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26664\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/fa1-150x150.jpg\" alt=\"fa1\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/fa3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26663\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/fa3-150x150.jpg\" alt=\"fa3\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dieci giugno 1949, diciassettesima tappa del Giro d&#8217;Italia. Si va da Cuneo a Pinerolo 254 chilometri su e gi\u00f9 per il Colle della Maddalena, il Col del Vars, l&#8217;Izoard, il Monginevro e il Sestriere. E&#8217; la tappa pi\u00f9 dura. Al mattino il clima \u00e8 autunnale, nebbia e nuvole sui corridori avvolti nelle loro mantelle sulla linea di partenza. Coppi e Bartali hanno cominciato in sordina e ora non si degnano nemmeno di uno sguardo. Il vecchio Gino dopo avre steccato sulle Dolomiti ha fame di riscatto, Fausto ha l&#8217;aria distante mentre Biagio Cavanna, il massaggiatore delle tenebre, gli unge i polpacci. Coppi o Bartali? Oggi si decide chi vincer\u00e0 e l&#8217;Italia \u00e8 col fiato sospeso&#8230; Comincia cos\u00ec,\u00a0 &#8220;Fausto Coppi, l&#8217;uomo e il campione&#8221;\u00a0 il racconto a fumetti scritto e disegnato da <strong>Davide Pascutti<\/strong> che, nel centenario della nascita del Campionissimo,\u00a0 viene distribuito in allegato al Giornale e\u00a0 celebra uno dei campioni pi\u00f9 popolari e vincenti dello sport italiano. Comincia\u00a0 con l&#8217;impresa di tutte le imprese perch\u00e8 quel giorno Fausto vince\u00a0con una fuga di 192 chilometri, la pi\u00f9 lunga della storia. E la scrive la storia. Una pedalata infinita, leggero e inarrestabile come solo l&#8217;Airone sapeva essere,\u00a0 alla conquista della maglia rosa con Bartali che insegue, secondo a quasi 12 minuti: \u00abQuando oggi vedemmo Bartali che inseguiva con rabbiose pedalate, lordo di fango e con gli angoli della bocca piegati in gi\u00f9- raccontava magico come sempre\u00a0<strong>Dino Buzzati-<\/strong>\u00a0rinacque in noi un sentimento mai dimenticato: Ettore era stato ucciso da Achille\u2026\u00bb. Storia e poesia. Immagini e disegni che, tra Giro e Tour, rileggono in una chiave inedita\u00a0le fatiche, le vittorie e l\u2019avventurosa vita del mito sportivo\u00a0 e di un uomo a volte schivo e malinconico che tutto il mondo ha applaudito. Strisce che ricordano foto e filmati che sono diventati storia,\u00a0 racconti, aneddoti, tappe e trionfi.\u00a0 &#8220;L&#8217;idea di realizzare una biografia di Coppi l&#8217;ho accantonata quasi subito- racconta l&#8217;autore- Mi pareva uno sforzo inutile farla a fumetti e sia da fare che da leggere. Mi sono invece concentrato su pochi, precisi eventi che mi solleticavano la fantasia e ho provato a dar loro respiro narrativo&#8221;.\u00a0 E allora eccola che prende forma nel bel tratto deciso del disegno la diciassettesima tappa del Tour de France,\u00a0 da Briancon ad Aosta, quella dove Gino e Fausto o Fausto e Gino si scambiano la borraccia. E&#8217; il 19 luglio del 1949 quando sul valico del Piccolo San Bernardo, l\u00e0 dove la grande statua del santo di Mentone domina su tutta la valle,\u00a0 Coppi e Bartali riprendono fiato. La vittoria \u00e8 ormai una questione tutta italiana ma Gino cade, Fausto rallenta e quasi lo aspetta. Ma tocca andare, c&#8217;\u00e8 un Tour da vincere. Ancora in fuga, quella che decide la doppietta Giro-Tour, quella che consacra il mito di &#8220;Fost\u00f2&#8221;. E la striscia si chiude con Fausto che pedala da solo verso la vittoria: &#8220;Aosta mi aspetta&#8230;Qualche chilometro ancora, mi sembra di riuscire a volare&#8230;&#8221;.\u00a0 &#8220;La costante comune delle immagini \u00e8 la solitudine di Fausto- spiega Pascutti- una manciata di tavole che lo ritraggono in volto con la tipica espressione di sofferenza e malinconia mentre tutt&#8217;attorno il mondo gradualmente svanisce&#8230;&#8221; Rimangono solo lui, la sua bici e la strada. Rimane la storia di un campione per sempre solo al comando che ha battuto il tempo e rester\u00e0 immortale per una sorta di magia che pare inspiegabile. Perch\u00e8\u00a0 incarna\u00a0l\u2019essenza italiana,\u00a0 il fascino,\u00a0 un orgoglio dal sapore eterno, la capacit\u00e0 di superare gli ostacoli con fatica e creativit\u00e0 e quel senso autentico di \u201cfanciullino\u2019\u2019\u00a0 riassunti nel suo sorriso e nel suo sguardo che la prematura morte ha reso immortale. &#8220;Ti ringrazio Fausto di essere un timido- scriveva Orio Vergani- di essere indeciso e malinconico. Ti ringrazio per quel tuo corpo che pare manchi del tutto di energia e per quel tuo eterno non sapere cosa diavolo vuoi. Guai, se oltre ad essere il corridore che sei, tu fossi allegro, con l&#8217;occhio ridente e la volont\u00e0 sicura, con il gesto ardito e le labbra eloquenti. Non saresti un uomo: saresti un luogo comune, una copertina a colori, una fatuit\u00e0 in bicicletta&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00abFausto\u00a0<span class=\"il\">Coppi<\/span>. L&#8217;uomo e il campione\u00bb\u00a0 (edizioni Il\u00a0 Becco Giallo) \u00e8 in edicola da mercoled\u00ec 11 settembre in allegato al Giornale al prezzo di 12,50 euro pi\u00f9 il prezzo del quotidiano<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Dieci giugno 1949, diciassettesima tappa del Giro d&#8217;Italia. Si va da Cuneo a Pinerolo 254 chilometri su e gi\u00f9 per il Colle della Maddalena, il Col del Vars, l&#8217;Izoard, il Monginevro e il Sestriere. E&#8217; la tappa pi\u00f9 dura. Al mattino il clima \u00e8 autunnale, nebbia e nuvole sui corridori avvolti nelle loro mantelle sulla linea di partenza. Coppi e Bartali hanno cominciato in sordina e ora non si degnano nemmeno di uno sguardo. 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