{"id":26805,"date":"2019-09-29T22:16:19","date_gmt":"2019-09-29T20:16:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26805"},"modified":"2019-09-29T22:20:52","modified_gmt":"2019-09-29T20:20:52","slug":"prosecco-cycling-beati-gli-ultimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/09\/29\/prosecco-cycling-beati-gli-ultimi\/","title":{"rendered":"Prosecco Cycling, beati gli ultimi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26807\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro5-150x150.jpg\" alt=\"pro5\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26808\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro7-150x150.jpg\" alt=\"pro7\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pros2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26809\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pros2-150x150.jpg\" alt=\"pros\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26810\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro2-150x150.jpg\" alt=\"pro2\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26811\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro1-150x150.jpg\" alt=\"pro1\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26812\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro11-150x150.jpg\" alt=\"pro11\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26813\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro12-150x150.jpg\" alt=\"pro12\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26814\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro3-150x150.jpg\" alt=\"pro3\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-26817\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/09\/pro6-150x150.jpg\" alt=\"pro6\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se i commissari dell&#8217;Unesco hanno pedalato qualche ora sulle colline del Prosecco prima di dichiararle patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0. Probabilmente s\u00ec. Perch\u00e8 una volta che pedali qui, che fai fatica qui, che ti fermi ai ristori qui il rischio di appendere la bici in garage una volta per tutte c&#8217;\u00e8. Arrivare al traguardo della <strong>Prosecco Cycling<\/strong> \u00e8 un po&#8217; come arrivare al traguardo di un Ironman. Non per la fatica, che comunque \u00e8 parecchia perch\u00e8 i 100 chilometri da Valdobbiadene a Valdobbiadene passando da Conegliano sulla via dei colli, non danno un attimo di tregua su \u00e8 gi\u00f9 per i vigneti. Ma perch\u00e8 poi uno si chiede: &#8220;E dopo questo cosa faccio? Che gara faccio?&#8230;&#8221;. Pedalare in una granfondo cos\u00ec, che l&#8217;organizzatore <strong>Massimo Stefani<\/strong> ci tiene moltissimo a dire che non \u00e8 una granfondo ma un&#8217;altra cosa che fa storia a s\u00e8 ( ed \u00e8 vero..),\u00a0 ti lascia con un vuoto dentro. Un vuoto &#8220;buono&#8221;, un pieno di emozioni, di sapori, di profumi di uva e di vini, di colori, di fotografie che sembrano cartoline, di osterie che la domenica preparano lo &#8220;spiedo&#8221; o la &#8220;sopa coada&#8221; la zuppa di piccione con il pane raffermo, di strade bianche, di strade perfette e perfettamente chiuse al traffico: &#8220;Facciamo del nostro meglio grazie anche alle amministrazioni- spiega <strong>Stefani<\/strong>&#8211; Perch\u00e8 la sicurezza viene prima di tutto&#8230;&#8221;. E viene bene perch\u00e8\u00a0 il risultato \u00e8 formidabile. Parti da Valdobbiadene e, senza andare a medie siderali, vieni raggiunto dall&#8217;auto del fine gara a sei chilometri dal traguardo, dopo quattro ore di onesto pedalare. E il risultato \u00e8 fantastico perch\u00e8 nel mezzo c&#8217;\u00e8 tutta una corsa chiusa al traffico da godere con tutti i sensi, senza un&#8217;auto che una, senza rumori se non il frusciare delle bici e senza pericoli perch\u00e8, grazie ai tanti volontari e grazie agli alpini che qui sono di casa,\u00a0 \u00e8 tutto presidiato,\u00a0 controllato, indicato. C&#8217;\u00e8 una pettorina gialla e una penna nera in ogni punto i cui serve, ci sono transenne, fettucce e birilli bianchi e rossi a chiudere trattorie pericolose, ad evitare intrusioni. Ben fatto. Cos\u00ec dovrebbe essere sempre: dovrebbe essere la regola ma nel marasma delle granfondo del Belpasese ogni tanto purtroppo sfugge. E allora la Prosecco Cycling diventa la festa a pedali che ti aspetti. Un\u00a0brindisi senza fine, il sedicesimo della serie, dove qualcuno &#8220;smanetta&#8221; ma molti se la godono, dove non si sgomita e non si limano le ruote. Diventa un &#8220;mangia e bevi&#8221; che spesso porta la catena sul 39 ma anche un ristoro con il Prosecco e gli scampi freschi, premio pi\u00f9 che meritato alla fine della salita di Ca&#8217; del Poggio dove passa anche il Giro ma che sembra pi\u00f9 un muro del Fiandre. Oppure un brindisi con il grand cru del Cartizze dopo aver penato, e non poco,\u00a0 sulle rampe della Rivetta. E si fermano tutti. Mettono i Garmin in pausa, alzano i calici,\u00a0 e si prendono il tempo che serve. E&#8217; un buon pedalare che porta sotto il Duomo di Valdobbiadene \u00a02200 ciclisti, tantissimi dall&#8217;estero, come\u00a0<strong>Robin\u00a0<\/strong> australiano del Queensland che \u00e8 quello che arriva da pi\u00f9 lontano. Un bel colpo d&#8217;occhio che parte con il crescendo\u00a0 rossiniano del &#8220;Nessun dorma&#8221; per un record destinato a crescere perch\u00e8 tra chi pedala il passa-parola vale pi\u00f9 del marketing e da queste parti la bici si sposa a perfezione con un turismo lento e rispettoso che ti prende i tempi cronometrati solo su quattro salite. Ed \u00e8 una &#8220;geniata&#8221; perch\u00e8 cos\u00ec la gente non si scanna e non si prende troppo su serio. In gruppo ci sono anche tante facce note. C&#8217;\u00e8 \u201cEl Diablo\u201d\u00a0 <strong>Claudio Chiappucci<\/strong>, il re della Milano-Sanremo 1991, che liquida la pratica con <em>nonchalance<\/em> perch\u00e8 gli anni passano ma la classe resta. C&#8217;\u00e8 <strong>Kristian Ghedina<\/strong>, capitano del #teamCortina2021, c&#8217;\u00e8 l&#8217;x fiorettista azzurra <strong>Margherita Granbassi,<\/strong> che con <strong>Rossano Galtarossa<\/strong>, fanno sei\u00a0 medaglie olimpiche in due e c&#8217;\u00e8 anche <strong>Marco Saligari<\/strong> che il Giro lo segue in moto per la Rai e qui invece pedala. Piano o forte alla fine pedalano tutti.\u00a0 Anche Piotr e\u00a0Joanna, padre e figlia che arrivano dalla Polonia. Sono, gli ultimi ad arrivare al traguardo dopo poco pi\u00f9 di 6 ore di corsa. In\u00a0Piazza Marconi trovano la banda, una torta gigante, la magnum di Prosecco stappata dal\u00a0presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Docg, Innocente Nardi e\u00a0l\u2019applauso dei volontari della Prosecco Cycling.\u00a0 Beati gli ultimi&#8230;Qui funziona cos\u00ec.<\/p>\n<p>foto:\u00a0<b><i>Getty Images\/Donati\/Padovani<\/i><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Chiss\u00e0 se i commissari dell&#8217;Unesco hanno pedalato qualche ora sulle colline del Prosecco prima di dichiararle patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0. Probabilmente s\u00ec. Perch\u00e8 una volta che pedali qui, che fai fatica qui, che ti fermi ai ristori qui il rischio di appendere la bici in garage una volta per tutte c&#8217;\u00e8. Arrivare al traguardo della Prosecco Cycling \u00e8 un po&#8217; come arrivare al traguardo di un Ironman. 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