{"id":26829,"date":"2019-10-01T18:37:18","date_gmt":"2019-10-01T16:37:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26829"},"modified":"2019-10-01T19:50:15","modified_gmt":"2019-10-01T17:50:15","slug":"matteo-il-mondiale-e-lincubo-da-scacciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/10\/01\/matteo-il-mondiale-e-lincubo-da-scacciare\/","title":{"rendered":"Matteo, il mondiale e l&#8217;incubo da scacciare&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/tre.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26831\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/tre-300x169.jpg\" alt=\"tre\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/tre-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/tre.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Bisogna dimenticarlo in fretta un mondiale cos\u00ec,\u00a0 perch\u00e8 ti consuma, ti toglie il sonno&#8230; E chiss\u00e0 quante volte l&#8217;avr\u00e0 gi\u00e0 rifatta quella volata <strong>Matteo Trentin.<\/strong> E quante la rifar\u00e0. Matteo contro Mads. Matteo che scatta e vince, Matteo che lotta spalla a spalla e vince ancora. Matteo che tiene la ruota di Mads e a dieci metri esce dalla scia e lo brucia. Vince sempre Matteo, non c&#8217;\u00e8 storia: \u00e8 suo il mondiale. Ma il sogno si fa presto incubo perch\u00e8 la testa che si abbassa e Pedersen che fila via e va ad alzare le braccia sul traguardo\u00a0 di Harrogate sono il brusco risveglio. Chiss\u00e0 quante volte in questi giorni \u00a0l&#8217;avr\u00e0 rivista, ripensata,\u00a0 rimaledetta quella volata. Valgono i suoi occhi sul podio che dicono tutto, che spiegano meglio di tante parole il vuoto che uno ha dentro, neanche la rabbia perch\u00e8 come fai ad arrabbiarti dopo una corsa cosi? Con chi ti arrabbi? Con chi te la prendi quando hai fatto tutto al meglio, anzi anche di pi\u00f9. Quando sei stato pronto, presente, perfetto. Quando anche tutti gli altri in quel girone infernale di pioggia e freddo hanno fatto il massimo. Quando tutti gli\u00a0 azzurri,\u00a0 dal primo all&#8217;ultimo, sono stati un sol uomo e un sol colore.\u00a0 Come fai ad arrabbiarti dopo una corsa che \u00e8 stata un viaggio infinito nel plumbeo pomeriggio inglese dello Yorkshire,\u00a0 contea di Duchi e Duchesse che manderesti tutti al diavolo perch\u00e8 ci\u00f2 che conta alla fine sono solo quegli ultimi deucento metri che resteranno per sempre nella memoria del popolo ciclante, dei tifosi, di chi ha tirato, spinto, pedalato, ricucito, del tuo ct che l&#8217;aveva vinta quella partita a scacchi, che non ha sbagliato una mossa, che poi ha pianto e che poi ha spiegato al mondo che pasta di uomini sono stati i suoi&#8230;Resta\u00a0un argento immenso, conquistato con una gara immensa, in una giornata dove il ciclismo diventa epico ma forse anche un&#8217;altra cosa, forse un rischio di troppo, una follia, una\u00a0 sfida esagerata anche per campioni capaci di buttare il cuore oltre l&#8217;ostacolo.\u00a0 Onore ai vinti. Onore a Matteo anche se probabilmente non sa che farsene, come di quella medaglia d&#8217;argento che probabilmente vorrebbe seppellire chiss\u00e0 dove per non vederla, per non pensarci\u00a0 e ripensarci, per non ricordare finch\u00e8 quel chiodo non riuscir\u00e0 a scacciarlo anche se non \u00e8 un oro perso.\u00a0 Ma\u00a0soprattutto onore al vincitore\u00a0 <strong>Mads Pedersen,<\/strong> classe 1995,\u00a0 che porta alla Danimarca la maglia arcobaleno per la prima volta nella storia.\u00a0 Ha vinto lui ed ha vinto il pi\u00f9 forte perch\u00e8 \u00e8 chiaro che dopo una gara cos\u00ec \u00e8 stato il pi\u00f9 forte. La maglia iridata \u00e8 sua perch\u00e8 a 200 metri dall&#8217;arrivo aveva ancora qualcosa in pi\u00f9 di tutti nelle gambe. Poco, pochissimo ma ce l&#8217;aveva.\u00a0 Ed \u00e8 ci\u00f2 che conta e che nel ciclismo fa la differenza. Il resto sono ipotesi, sogni o incubi da scacciare. E Matteo sicuramente lo sa. Per questo \u00e8 un grande&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Bisogna dimenticarlo in fretta un mondiale cos\u00ec,\u00a0 perch\u00e8 ti consuma, ti toglie il sonno&#8230; E chiss\u00e0 quante volte l&#8217;avr\u00e0 gi\u00e0 rifatta quella volata Matteo Trentin. E quante la rifar\u00e0. Matteo contro Mads. Matteo che scatta e vince, Matteo che lotta spalla a spalla e vince ancora. Matteo che tiene la ruota di Mads e a dieci metri esce dalla scia e lo brucia. Vince sempre Matteo, non c&#8217;\u00e8 storia: \u00e8 suo il mondiale. 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